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Piglio, Degrado ambientale nel territorio non solo comunale

Meno slogan ma più fatti per salvare l'ecologia!Negli ultimi anni la coscienza civica ha approfondito sempre di più, ma non sempre meglio, iproblemi relativi alla tutela ambientale.

Meno slogan ma più fatti per salvare l'ecologia!Negli ultimi anni la coscienza civica ha approfondito sempre di più, ma non sempre meglio, iproblemi relativi alla tutela ambientale.

Purtroppo in vaste sacche della popolazione "l'habitat ecologico è ancora una conquista da effettuare. E' sufficiente lanciare una occhiata nel territorio di Piglio dove si possono vedere alberi abbattuti dal forte vento di questi giorni.

Il danno oltre ad essere di natura ecologica è anche di natura paesaggistica. Si richiama all'attenzione da parte di chi gestisce il patrimonio del bosco sulle necessità di porre la massima attenzione perché alberi secchi pronti a cadere lungo la provinciale Piglio-Altipiani di Arcinazzo, e le foglie e irami abbondanti sul terreno possono offrire facile esca, in caso di giornate estive, allo sviluppo d'incendi dannosissimi non solo per l'uomo ma per tutto il sistema ecologico forestale.

Sarebbe quindi meglio prevenire che curare dice un adagio!!!

Per non parlare poi delle discariche a cielo aperto lungo la provinciale Piglio-Altipiani di Arcinazzo tra il Km 4 e il Km 7. Anche qui si ripropone uno spettacolo davvero indecente dove si possono vedere porte e finestre, materassi, brande, divani e quanto altro bisognava disfarsenedalle proprie abitazioni, in disprezzo ad ogni norma di convivenza civile.

Una domanda sorge spontanea direbbe Lubrano: "perchè chi è preposto a vedere e a proteggere non provvede"?

Sarebbe opportuno ripristinare nella zona condizioni di vivibilità comminando contravvenzioni.

Bene quindi ha fatto l'Assessore all'Ambiente Tomas Mortari ad emettere proprio in questi giorni una Ordinanza la n° 824/2015 per la "Tutela del Paesaggio, dell'Ambiente e del Decoro del Territorio" con alcuni divieti. Ne riportiamo il testo: "Viene vietato l'utilizzo di materiali, quali reti di plastica rosso/arancione, di norma utilizzati per i cantieri su strada, per la recinzione dei terreni insistenti su tutto il territorio comunale e il riutilizzo dei cosiddetti materiali ingombrandi, quali brande dismesse, elettrodomestici o parti di essi vasche da bagno ed altri materiali simili, sia per costruire componenti di recinzioni e cancelli di ingresso per i fondi rustici, sia per altre utilità quali abbeveratoi per animali, tettoie provvisorie ecc. che comunque possono nuocere al decoro del territorio. E' stato altresì vietato l'utilizzo dei terreni, salvo che non abbiano specifica destinazione urbanistica, quali aree di deposito di materiali che, per loro stessa natura o per il loro abbandono nel tempo, oltre che costituire potenziale pericolo di inquinamento, contribuiscono a determinare una forma, non secondaria, di degrado del territorio. Si precisa che nel caso suddetti materiali fossero già presenti sui terreni, come deposito o per utilizzo vario, gli stessi proprietari o conduttori dei fondi debbono provvedere alla loro rimozione e smaltimento, secondo le modalità di cui al D. Lgs. 152/2006 e s.m.i., entro e non oltre mesi 3 (tre) a far data dal7/2/2015, data di pubblicazione della determinazione dirigenziale". Giorgio

Alessandro Pacetti

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