Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Regione, consiglio speciale sui rifiuti. Per Zingaretti Falcognana è l'unica soluzione ma il comitato ribadisce il NO

“Abbiamo fornito al commissario per l’emergenza rifiuti una lista di tutti gli impianti di smaltimento autorizzati. Dopo i dovuti approfondimenti il commissario ha scelto il sito di Falcognana, scelta che abbiamo condiviso. Sarà una piccola...

"Abbiamo fornito al commissario per l'emergenza rifiuti una lista di tutti gli impianti di smaltimento autorizzati. Dopo i dovuti approfondimenti il commissario ha scelto il sito di Falcognana, scelta che abbiamo condiviso. Sarà una piccola discarica, temporanea, dove verrà scaricato solo materiale trattato. Dai 60 camion della prima ipotesi siamo arrivati a 12, non ci sarà mai una nuova Malagrotta: Falcognana con le sue 300 tonnellate al giorno di materiale trattato, aiuterà Roma a superare l'emergenza e ad avviare la chiusura della più grande discarica d'Europa. Come potremmo chiedere aiuto ai cittadini delle altre Regioni se non cominciamo a fare la nostra parte?".

Così il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha introdotto la seduta del Consiglio regionale, presieduta da Daniele Leodori, dedicata all'emergenza rifiuti.

"Non siamo al giorno zero - ha spiegato Zingaretti - Il nostro obiettivo è costruire una nuova gestione dei rifiuti. La nostra Regione deve diventare un modello a cui guardare: abbiamo già compiuto scelte importanti. Se vogliamo possiamo cambiare, serve collaborazione istituzionale, pianificazione e programmazione. Abbiamo stanziato 150 milioni di euro per la differenziata porta a porta, già distribuiti alle amministrazioni. E' stato avviato l'iter di revisione del Piano regionale dei rifiuti, con l'abolizione dello scenario di controllo. E' partito i monitoraggio che permetterà di ridefinire il fabbisogno di impianti. Il nuovo piano punterà fortemente sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo. Ci sarà un percorso partecipato e pubblico, con il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale".

"Per quanto riguarda l'emergenza Roma - ha proseguito il presidente - i dati sono chiari: la differenziata è ferma al 26 per cento, frutto di lunghi anni di cattivo servizio, di scelte opinabili, di impianti sottoutilizzati. Ci siamo impegnati per evitare il disastro: abbiamo chiesto la collaborazione di tutta la Regione, con il trattamento negli impianti di Colfelice, Viterbo, Albano, e anche delle altre Regioni, Abruzzo e Toscana in particolare. Adesso Roma tratta tutti i suoi rifiuti, non viene più conferito 'talquale' in discarica".

"C'era la necessità di individuare nuova discarica provvisoria, visto che il 30 settembre scade la proroga per Malagrotta. La relazione del commissario Goffredo Sottile al ministro dell'Ambiente ha evidenziato l'impossibilità tecnica di realizzare una nuova discarica nei tempi dati, non sono state trovate discariche di rifiuti inerti già esistenti idonee. Si è quindi deciso di utilizzare una discarica già autorizzata per rifiuti pericolosi. La fase istruttoria ha ristretto il campo al solo sito di Falcognana. E' l'unico sito - si legge nella relazione di Sottile - che offre le necessarie garanzie per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. E' stato studiato un piano per la viabilità che esclude l'uso dell'Ardeatina e prevede l'utilizzo di 12 camion al giorno. Nessun coinvolgimento dell'area del Divino Amore. Nessuna criticità dal punto di vista legale".

"Adesso siamo nella condizione di voltare pagina. Serve senso di responsabilità da parte di tutti - ha concluso Zingaretti - faccio mia la proposta di un comitato con il Municipio e i cittadini per controllare la discarica, perché la partecipazione è fondamentale. La Regione si impegnerà stanziando 10 milioni di euro per la riforestazione di Malagrotta che diventerà un grande parco".

Presidio No discarica Divino Amore. Zingaretti prenda atto che è la democrazia ad aver detto no a Falcognana

Il Presidio No Discarica Divino Amore liquida seccamente le parole del governatore del Lazio che, questa volta, con una retorica paternalistica di bassissimo profilo si scomoda ad agitare lo spettro del populismo, o meglio, di paure ingiustificate che sarebbero cavalcate dal populismo.

"Al governatore - aggiunge il Presidio - replichiamo che qui non si tratta di populismo ma di legittima difesa di una comunità che sta lottando per quanto c’è di più sacro e inviolabile, ovvero la salvaguardia dell’ambiente e il diritto al futuro degli abitanti. Al governatore Zingaretti non è bastato la manifestazione di oltre 15 mila persone per comprendere che è la gente a dire 'no' a Falcognana. Evidentemente la parola democrazia non fa parte del suo vocabolario visti i reiterati e già denunciati comportamenti dispotici messi in atto".

"Nel merito - precisa il Presidio - il governatore e la sua giunta sono portatori di politiche pubbliche sterili che contrasteremo sempre e dovunque. Politiche che sono causa di danni ambientali irreversibili e irreparabili a cui presto dovrà dar conto. Sul comitato di controllo, abbiamo già risposto al suo assessore. Oggi sembra una barzelletta, se non uno specchietto per le allodole. Una roba del genere sarebbe comica se non fosse drammatica". "Zingaretti prenda atto che la primavera a Roma è cominciata il 21 settembre e che la nascita del l’Assemblea popolare costituente per l’Ambiente e la difesa dei diritti con oltre 10.000 partecipanti imprime una svolta storica per la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e della biodiversità, in vista dell’ affermazione di un’autentica giustizia ecologica. Sappia Zingaretti che Il Presidio non fa nessun passo indietro. La discarica a Falcognana non passerà mai. Anzi, si preoccupi il governatore di verificare tutte le autorizzazioni pregresse e rilasciate per le attività dell’esistente discarica. Il modello autoritario, antidemocratico e privo di qualsiasi trasparenza, tipico della sua azione su Falcognana, non ci spaventa, anzi , ci rafforza nel convincimento di essere interpreti di una battaglia giusta e come tale doverosa e irrinunciabile". "Se come sembra è una prova di forza quella che cerca il governatore gliene daremo occasione il 30 settembre, quando di fronte al presidio vedrà un muro di gente contro la nuova Malagrotta. Migliaia di persone - conclude il Presidio - per sfiduciare una politica ormai moribonda e soprattutto lontana anni luce dalla gente".
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