Adozione: quando due storie si incontrano per trovare un lieto fine

Accettazione e diffidenza, amore e paura, aspettativa e realtà: ecco la consulente per comprendere fino in fondo la vostra nuova famiglia

Questa storia parla di bambini che non hanno un passato sereno e che talvolta si accingono, a dispetto della loro volontà, a crescere in una famiglia che non è quella in cui sono nati.

È una vita, la loro, contraddistinta da gente che viene e che va: ci sono persone a cui si sono affezionati, in cui hanno creduto e per le quali hanno provato affetto e che, per un motivo o per l’altro, sono poi sparite. I genitori biologici sono stati allontanati, lasciando il posto a operatori di comunità, assistenti sociali, ad altri bambini anch’essi ospiti di strutture educative. A volte, infine, ci sono stati dei genitori affidatari che, dopo un periodo di conoscenza, hanno deciso di rinunciare all’adozione.  Tutte storie reali nella loro quotidiana possibilità, e tutte inevitabilmente contraddistinte da carenze d’affetto, sofferenze, delusioni e abbandoni, mescolati però a ricordi, presenze, affetti, momenti felici e speranze, che non hanno fatto altro che creare confusione nelle emozioni dei protagonisti.

In queste storie non ci sono certezze, tutto può svanire da un momento all’altro senza motivo apparente. E proprio questo è ciò che si aspettano questi bambini, perché la vita che hanno vissuto fino a questo momento li ha resi sospettosi, diffidenti, spesso addirittura ostili nei rapporti affettivi con gli altri.

Ora invece raccontiamo un’altra storia, che corre parallela alla precedente. In questa i protagonisti sono due: una coppia di adulti alla ricerca di ciò che sentono mancare alla loro famiglia.

Forse si sono conosciuti troppo tardi per avere la possibilità di concepire dei figli o forse, come più spesso accade, hanno provato e riprovato ad averne senza riuscirci.

La loro è una storia di desiderio e di speranza, di lotte e convinzioni, che via via si è trasformata in una storia diversa, fatta di aspettative deluse, di sentimenti di inadeguatezza, di sensi di colpa e di rassegnazione.

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Storie parallele, dicevamo, ma con tanti, troppi punti in comune e troppe emozioni che si sovrappongono e che paradossalmente finiscono per coincidere: la paura del nuovo, il desiderio di accettazione, le forti aspettative, il sentirsi giudicati e il credere in ogni momento di non essere all’altezza, il bisogno di amore incondizionato da parte dell’altro.

Ma soprattutto le ferite, quelle che entrambe le parti si portano addosso, quelle che arrivano da un passato che non può essere cancellato con una famiglia nuova di zecca, ma che va conosciuto e ricordato costantemente perché, in fondo, è stata vita anche quella e conta tanto quanto quella che verrà.

Storie tanto diverse, eppure tanto simili, è quasi impossibile che riescano a incontrarsi da sole in modo positivo. Serve un aiuto per far sì che l’unione funzioni, per aprire una porta al dialogo e alla fiducia reciproca. Valentina Scarozza, psicologa di formazione, si occupa, tra Roma e Frosinone, proprio di questa delicata fase, proponendosi come consulente familiare pre e soprattutto post adozione e accompagnando la nuova famiglia nella sua interezza nel difficile percorso di conoscenza dell’ “altro” ancora sconosciuto.

Affidarsi alla consulenza e al supporto di Valentina Scarozza significa, per i futuri genitori adottivi, essere presi per mano e guidati attraverso tutti i passaggi necessari per ottenere l’affido di un minore e, in seguito, per imparare a interpretare i comportamenti di questo, spesso ostili o di chiusura, fino a tentare di costruire un rapporto di fiducia e riconoscimento reciproci, superando la diffidenza e le paure.

Non è un percorso facile quello della coppia. Dal desiderio di vedere accolta dal tribunale dei minorenni la domanda di adozione, si passa al dover essere giudicati e valutati da assistenti sociali che hanno il compito di stabilire l’idoneità genitoriale. È in questo periodo che iniziano a manifestarsi quelle insicurezze e quei timori degli adulti che verranno amplificati nel momento in cui si procede all’abbinamento della coppia col bambino, il quale a sua volta si fa portatore di ulteriori paure e titubanze. Anche in questa fase, dunque, il supporto psicologico risulta fondamentale per capire come gestire e affrontare le ferite che l’altro reca con sé e incanalarle per tentare di creare un rapporto positivo e durevole.

Il passo successivo, dunque, è supportare la nuova famiglia nella costruzione del rapporto, gli adulti nella loro nuova funzione genitoriale e il bambino nella strutturazione della sua vita sociale. Valentina Scarozza aiuta i membri della famiglia con un progetto di sostegno ideato ad hoc sulle esigenze del minore, che preveda un inserimento scolastico e in attività socializzanti, così come la costituzione di una rete di professionisti che, lavorando in sinergia, possa aiutarlo ad ampliare e sviluppare le proprie risorse affettive.

Quello dell’adozione è un cammino lungo e tortuoso in tutte le sue fasi. Perché le due storie possano giungere a un lieto fine condiviso è necessario che ciascuna delle parti si impegni innanzitutto a riscoprire e dare valore a sé stessa e ai propri vissuti. È un lavoro duro che necessità un supporto concreto da parte di qualcuno, esterno alla famiglia, che possa guidare il nuovo nucleo e fargli comprendere comportamenti, emozioni e modalità di interazione, per far sì che i membri non cadano in malintesi e non si lascino sviare da paure, traumi passati o pregiudizi.

Il compito della consulente è questo: mostrare alle parti le due strade che si sono percorse fin lì e come queste conducano a un’unica porta.
Valentina Scarozza vi aiuterà a trovare le chiavi per aprirla.

Per contattare Valentina Scarozza e conoscere nei dettagli il suo lavoro, visitate il sito  www.valentinascarozza.com.

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