Approvato il Piano Rifiuti regionale, buone notizie per la provincia ciociara e Colleferro

Per il Presidente Buschini: "L’impianto del Piano recepisce le esigenze di tutte le province, dei territori, a cominciare da Frosinone. Sottolinea la centralità di autosufficienza in tema di rifiuti e nel contempo si conferma la suddivisione in Ato per ciascuna area provinciale"

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio (la Proposta di deliberazione consiliare n. 40 del 10 dicembre 2019). Il voto finale è arrivato al termine di una seduta iniziata martedì 28 luglio e conclusa oggi, dopo sei sessioni di Aula, in cui sono stati approvati circa 130 emendamenti sugli oltre 700 presentati. Alcuni di questi hanno innescato ampi dibattiti, come quelli sulla definizione degli ambiti territoriali ottimali (Ato) e quelli sui termovalorizzatori.

Le quattro parti

Il nuovo Piano si articola in quattro parti: la “Sezione Rifiuti Urbani”, che ha impegnato maggiormente l’Aula, con cinque sedute dedicate; la “Sezione Rifiuti Speciali”; la “Sezione Criteri di Localizzazione”; infine, la “Valutazione ambientale strategica” (Vas).

Nella seduta del 28 aprile, l’assessore Massimiliano Valeriani aveva illustrato i punti principali della proposta di delibera e replicato agli interventi della discussione generale. Oggi, il Consiglio ha concluso l’iter dopo aver ampiamente dibattuto sulle due questioni principali: la definizione degli Ambiti territoriali ottimali – le zone in cui viene diviso il territorio regionale per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti – e i termovalorizzatori.

Sul primo punto, alla fine, l’Aula ha approvato un emendamento dell’assessore Valeriani che prevede il ritorno alla definizione degli Ato su base provinciale, cancellando quindi la previsione di un sub ambito riferito alla città di Roma. Che però sarà comunque obbligata a essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, discariche comprese. Stesso principio si applicherà anche alla Provincia, quella che l’assessore ha definito “la ciambella”: il territorio dell’area metropolitana escluso il Comune di Roma.

I cinque Ato dovranno essere autosufficienti

In base all’emendamento di Valeriani (votato con alcuni subemendamenti), i cinque Ato dovranno essere autosufficienti, ma una volta raggiunto questo obiettivo non potranno essere autorizzati nuovi impianti se non di nuova tecnologia, nel rispetto dei principi dell'economia circolare. I singoli Comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano, potranno chiedere di essere assegnati a un Ato differente da quello “territoriale”. Fino al raggiungimento dell’autosufficienza, gli Ambiti potranno utilizzare impianti presenti in altri Ato, per un periodo massimo di 36 mesi. Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del Piano sul bollettino ufficiale, infine, il Consiglio regionale dovrà approvare una legge che regoli il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione.

Sulla questione dei termovalorizzatori, invece, la discussione è stata innescata da una serie di emendamenti presentati (e respinti dall’Aula) da Giuseppe Simeone. “Questo è un punto importante per noi – ha detto il presidente del gruppo di Forza Italia nell’illustrare le sue proposte emendative – per noi la termovalorizzazione chiude veramente il ciclo dei rifiuti nel Lazio”. Per questo Simeone ha invitato la Giunta a “dire come avete intenzione di trattare questa materia che esce dai Tmb”.

L’assessore Valeriani ha replicato spiegando che “questo elemento della termovalorizzazione non ci convince. Lo abbiamo detto a più riprese, le opinioni sono nettamente differenti. Noi abbiamo costruito un Piano che punta a marginalizzare sempre di più gli impianti di smaltimento, termovalorizzazione e discariche, in cui abbiamo posto come obiettivo prioritario la riduzione dei rifiuti, l’aumento della raccolta differenziata e, coerenti con le previsioni dell’economia circolare, il recupero e il riuso. Da qui l’opzione di riconversione di tutti i Tmb presenti nel Lazio, che dovranno diventare, come Colleferro, impianti che recuperano la materia. Meno rifiuti. Più riciclo. Più riuso. Meno quantità da portare a smaltimento”, ha detto Valeriani.

Al termine della seduta, il presidente Buschini ha comunicato all’Aula che la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha stabilito di rinviare a dopo la pausa estiva l’esame degli ordini del giorno collegati alla proposta di deliberazione consiliare.

Le parole del presidente Buschini

"Il Consiglio regionale ha approvato un atto determinante e strategico per il Lazio come è il Piano rifiuti che fornisce le prescrizioni per tutti i territori nell’interesse dei cittadini, dell’ambiente e della funzionalità economica. Il Piano è ispirato al potenziamento della differenziata e all’economia circolare, sulle linee guida dell’Unione europea e delle politiche green messe in atto dal Lazio". Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini, al termine della seduta che ha dato il via libera al Piano Rifiuti.

L’impianto del Piano recepisce le esigenze di tutte le province, dei territori, a cominciare da Frosinone, per cui si sottolinea la centralità di autosufficienza in tema di rifiuti e nel contempo si conferma la suddivisione in Ato per ciascuna area provinciale. Un Piano innovativo – ha sottolineato Buschini – che riequilibra anche il 'peso' di Roma nella gestione dei rifiuti verso gli altri territori del Lazio e che consente ai Comuni di poter esercitare, nel migliore dei modi, le proprie dirette competenze. Voglio sottolineare il grande lavoro portato avanti dagli uffici del Consiglio regionale, dall’assessore Massimiliano Valeriani, così come dai gruppi politici, sia di maggioranza che delle opposizioni che con grande maturità e serietà hanno aperto un confronto costruttivo su un provvedimento molto complesso e delicato che disegna il Lazio del futuro – ha concluso Buschini - in un ambito vissuto spesso come emergenza dalle nostre comunità".

La soddisfazione del sindaco Alfieri

”Paliano torna nell’ATO di Frosinone, dopo che la destra del Governo Polverini ci aveva inserito in quello di Roma su richiesta dell’allora sindaco Sturvi.
Ciò significa che siamo tornati nella nostra naturale collocazione e che il territorio di Paliano non potrà più ospitare impianti di rifiuti al servizio di Roma e della sua provincia, com’era invece nei piani della destra, che ci aveva inseriti nell’ATO di Roma per realizzare un impianto di trattamento meccanico-biologico in località Castellaccio per sopperire ai bisogni della Capitale. Ora questo non sarà più possibile: Roma dovrà costruire gli impianti nel suo ambito territoriale e la provincia di Frosinone è già autosufficiente rispetto agli impianti di TMB. La Regione Lazio dopo tanti anni ha scritto la parola fine sull’impianto di Castellaccio. Ringrazio a nome di tutto il territorio il Presidente Mauro Buschini, la Consigliera Sara Battisti e l’Assessore Massimiliano Valeriani. Fatti e non chiacchiere!”. Questa la dichiarazione del sindaco Domenico Alfieri.

Il No del Movimento Cinque Stelle

“Il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione rappresenta la sintesi perfetta del motto di gattopardiana memoria: cambiare tutto per non cambiare niente. Abbiamo atteso per anni che si arrivasse ad un proposta che colmasse una lacuna regolamentativa ed abbiamo osato sperare che si riuscisse a immaginare un nuovo modello di gestione, diverso da quello che fino ad oggi ha visto i nostri territori afflitti da impianti di grandi dimensioni, sovradimesionati rispetto al reale fabbisogno e con effetti ambientali, economici  e socio-sanitari che sono sotto gli occhi di tutti.

Con i nostri emendamenti abbiamo cercato di dare  un contributo fattivo, proponendo soluzioni che mettessero al centro le realtà locali rendendole protagoniste  e partecipi  delle scelte, che salvaguardassero le vocazioni territoriali e il nostro patrimonio archeologico, turistico, agricolo e ambientale, attraverso precisi criteri di localizzazione degli impianti  che adesso vedono intere aree trasformate in enormi compound industriali. E abbiamo anche cercato di fare chiarezza sul tema delle autorizzazioni per gli impianti di trattamento della frazione organica e sugli inceneritori che restano il problema dei problemi.

Quasi tutti i nostri emendamenti sono stati respinti e questo indica la precisa volontà di non cambiare lo stato delle cose, di limitarsi ad una fotografia, peraltro sfocata, dell’esistente, che non riesce ad andare oltre l’attuale schema, ormai anacronistico.

Le soluzioni c’erano per creare un’amministrazione virtuosa che coniugasse ambiente, riduzione dei costi ed esigenze territoriali. Peccato che si sia persa anche questa occasione. Questo Piano non risolverà le criticità del fragile sistema di gestione dei rifiuti  della regione Lazio e darà l’asisst alla Comunità Europea, per sanzionarci, sempre per le stesse motivazioni. E a pagarne le spese, economiche e non, ancora una volta saranno i cittadini”. Così in una nota il Gruppo consiliare M5S alla Regione Lazio

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