Alatri, consiglio comunale senza maggioranza: oggi la seconda convocazione

La riunione doveva esserci ieri ma era presente solo l'opposizione. Oggi alle 11,30 si riapre la discussione

Il consiglio comunale di ieri 30 ottobre nel comune di Alatri  avrebbe dovuto trattare alcuni punti importanti, primi fra tutti l’approvazione del bilancio consolidato dell’ente e la variazione del DUP, il documento unico di programmazione, che è uno degli atti più importanti della vita amministrativa, perché definisce le linee della guida strategica dell’amministrazione (il bilancio ne è un momento attuativo). Nel consiglio il sindaco e la Giunta avrebbero dovuto dare anche risposta a due interrogazioni della minoranza, riguardanti i provvedimenti sulla sicurezza adottati in conseguenza della ripavimentazione del tratto iniziale di via Duomo e sulla pericolosità dell’Accorciatoia di Tecchiena. 

Le parole dell' opposizione in una nota sui social network

L’opposizione in comune conferma sui social network che “nella riunione dei capigruppo, convocata a margine della seduta, si sarebbe discusso sulla possibilità di indire, come richiesto dalle opposizioni, consigli straordinari aperti sugli asili nido e sugli impianti di produzione di biomasse e di triturazione di inerti di Fontana San Pietro, che non sono certo questioni da poco o da assoggettare agli imperscrutabili disegni dei consiglieri assenti e di chi questi consiglieri ha consigliato”.

Seconda convocazione del Consiglio comunale

ll Consiglio comunale non si è tenuto per assenza della maggioranza. La discussione su questi temi è stata dunque rinviata ad oggi 31 ottobre in seconda convocazione per le ore 11.30. I membri dell’opposizione continuano “ Non si tratta di lamentare quella che, detta per come è, è stata una grave maleducazione nei confronti dei consiglieri comunali della minoranza presenti. Purtroppo il galateo istituzionale è sconosciuto a coloro che hanno deciso di venire meno al loro mandato facendo naufragare la riunione di stamattina, senza avvertire e senza avere il coraggio di incaricare qualche messaggero che spiegasse il perché dell’assenza.   No, la questione è più grave. Non si tratta di un episodio casuale. È un atto di rinuncia a governare, è la dimostrazione che la città è senza guida politica e che il Consiglio comunale è diventato, da organo che governa la città, uno strumento che registra e amplifica le spaccature del PD e dei suoi alleati. C’è chi sostiene che questi contrasti abbiano origine dall’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali e siano messaggi scambiati tra i contendenti potenziali, usando come segnali i loro seguaci locali. Segni, perciò, di interdizione, di minaccia, di avvertimento. Se fosse così, ci troveremmo di fronte a un esercizio di irresponsabilità assoluta, di sottomissione delle istituzioni cittadine a calcoli di partito. Se non è così, e dovesse invece trattarsi di contese riguardanti aspetti e decisioni contrastate della vita amministrativa per atti impopolari e sbagliati (e certo non mancano né, c’è da dire, la maggioranza se ne fa mancare qualcuno) significherebbe che stiamo dentro un tunnel che incanala turbolenze che saranno catastrofiche, scardinando le già scarse capacità di governo di questo sindaco e di questa Giunta. Nelle settimane passate si tentò, con un colpo di mano per fortuna fallito sul nascere anche per l’opposizione di una parte dei consiglieri del gruppo maggioritario, di cambiare le regole di funzionamento del Consiglio comunale, abbassando il quorum per la validità delle decisioni del Consesso. Lo denunciammo prontamente e non se ne è fatto niente. Adesso capiamo meglio le ragioni che avevano spinto a questa mossa disperata (e anch’essa segnata da un uso disinvolto dell’istituzione, abbassata a terreno su cui regolare i conti politici interni)”.

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