Mancano nuove strategie d’impresa alla Regione Lazio per la provincia di Frosinone

Abbruzzese(FI): "reti infrastrutturali stimolo per sviluppo e crescita dei territori"

Durante questi cinque anni di governo di centrosinistra è mancata una politica regionale in grado di promuovere programmi di investimenti infrastrutturali. Questo ha senz’altro favorito per quanto concerne la Provincia di Frosinone il processo di desertificazione industriale ancora in corso. Sono le reti infrastrutturali a costituire uno stimolo alla rivitalizzazione di sistemi produttivi locali e allo sviluppo delle imprese non viceversa, basta guardare al caso Eurozinco di Anagni.

Muovere i capitali privati

 “Viste le difficoltà in cui si trova la finanza pubblica - spiega in una nota il consigliere regionale Mario Abbruzzese - , appare determinante la mobilitazione dei capitali privati. Senza prendere atto, però, di questa problematica e delle soluzioni per risolverla, è difficile pensare con realismo che i programmi di investimento possano essere efficacemente finanziati e che le imprese possano migliorare la propria gestione finanziaria e rilanciare la crescita. Si tratta di investimenti da realizzare con il concorso di capitali privati e pubblici, concertati soprattutto a livello territoriale, diretti a stimolare, sfruttando le capacità di “fare sistema a livello locale, nuove produzioni e con queste nuova occupazione".

Nuova filosofia gestionale

"Questi cambiamenti impongono una nuova filosofia gestionale, nuovi orientamenti strategici e organizzativi, ma soprattutto modificazioni strutturali. Ecco perché in questi anni ho sempre sostenuto che la linea veloce Cassino-Frosinone-Roma e l’asse di collegamento strategico Tirreno-Adriatico, fossero due opere in grado di rilanciare il Lazio meridionale e quindi anche la provincia di Frosinone, portando questa porzione di territorio ad essere il fulcro di un sistema economico legato all’intero mercato dell’Italia Centrale”. Ha concluso Abbruzzese.

Si faccia chiarezza su destino Eurozinco

"Praticamente ogni giorno in provincia di Frosinone si apre una vertenza occupazionale da parte di qualche fabbrica che rischia la chiusura con conseguente perdita di posti di lavoro.  E’ Necessario quindi che i 73 lavoratori della Eurozinco abbiamo delle risposte concrete per quanto concerne le loro spettanze e soprattutto sul futuro del sito produttivo sito nell'area industriale del Comune di Anagni. Come al solito sia la Regione Lazio che il governo centrale non riescono a garantire i diritti dei lavoratori e seguire con cognizione tutti i processi legati alla possibile tutela dei livelli occupazionali. Lo stabilimento Eurozinco Spa, controllata da Pali Italia SpA, era leader unico sul territorio per la zincatura di strutture metalliche, un'attività fiorente con apprezzabili potenzialità di sviluppo  addirittura nel 2011 fatturava ben 12 milioni di euro. Secondo i sindacati però dal 2012 al 2015, pur tenendo presente un lieve calo della produzione, dovuto, ovviamente, alla congiuntura economica negativa, è stata evidente una gestione aziendale, sia sul piano industriale che finanziario molto discutibile. Circostanza che ha causato un drastico peggioramento del conto economico con un indebitamento di circa 9 Mln di euro. Inevitabile quindi l'istanza di fallimento da parte della società. Non sto qui a discutere del percorso storico che ha portato fino ad oggi dove gli ex lavoratori sono sull'orlo della protesta considerata la brusca frenata che c'è stata per l'acquisizione dello stabilimento da parte di una nuova società, ma credo che sia opportuno che le istituzioni vigilano su questo processo affinché il sito possa tornare a produrre e con esso gli operai al proprio posto di lavoro". Ha scritto Mario Abbruzzese

73 lavoratori senza stipendio da maggio

"C'è da sottolineare -ha concluso Abbruzzese - che i 73 lavoratori devono ancora ricevere gli stipendi di maggio, giugno e luglio 2015 oltre al trattamento di fine rapporto e altri emolumenti, nonostante dalla vendita dei prodotti finiti in magazzino siano stati incassati più di 800.000 euro. È indispensabile che l'assessore al lavoro Valente chieda la convocazione di un tavolo di confronto presso il Mise al fine di monitorare i processi di acquisizione della Eurozinco da parte della nuova società e che vengano elargite agli operai le loro spettanze, come la giusta tutela per quanto concerne il proprio posto di lavoro".

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