Arpino, vendita Palazzo Sangermano. La minoranza striglia la maggioranza: "Non si facciano saldi"

L'opposizione non si dice contraria all'alienazione dell'immobile, ma al modus operandi dell'Amministrazione che sembrerebbe poco chiaro

Palazzo Sangermano

"Premesso che non siamo affatto contrari alla vendita se questa è finalizzata a scopi che possano avere una ricaduta economica sul territorio comunale, vogliamo contestare alla maggioranza un “modus operandi” che appare, almeno ad oggi, poco chiaro". Si tratta delle dichiarazioni a firma dei consiglieri comunali di minoranza di Arpino che intervengono sull'alienazione dello storico Palazzo Sangermano. L'opposizione non si dice contraria alla vendita dell'immobile bensì alla svendita dello stesso, puntando i fari sulla stima del palazzo che sarebbe al di sotto del reale valore di vendita.

Un anno fa la prima offerta

"In particolare, - chiosano i consiglieri - la stima dell’immobile così come lavorata dall’Ufficio Tecnico comunale, non appare assolutamente in linea con i prezzi che edifici di pregio storico dovrebbero avere. Ma ripercorriamo la vicenda: tra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2019, al protocollo dell’Ente, arriva una manifestazione d’interesse per l’acquisto del palazzo, contenente già un’offerta  economica (non abbiamo mai avuto il piacere di poterla visionare). Quell’intento scritto, ha fatto sì che si chiudesse il bilancio di previsione, con una forzatura che, se fosse stata fatta da altri, sarebbe arrivata al Presidente della Repubblica. Entro Dicembre scorso, l’entrata presunta di 1 milione e 200mila euro, a tanto ammonta l’offerta, si sarebbe dovuta concretizzare. Siamo oramai a metà del 2020 e la maggioranza avvia ora il procedimento per l’alienazione, cioè perfeziona giuridicamente gli atti, affinché chi fosse interessato possa proporre la propria offerta.

"Non si facciano saldi"

Orbene, al di là di date e cavilli legati al bilancio, la stima del pregiato immobile coincide, guarda caso, con la già menzionata manifestazione d’interesse con offerta annessa. La stima di Palazzo Sangermano ammonta a 1 milione e 260mila euro. Quello che a noi preme è che si venda sì, ma non si svenda e, soprattutto, che lo si faccia con tutti i crismi di legge, compreso il parere del MIBAC non ancora espresso. Ricordiamo, altresì, che all’interno di Palazzo Sangermano, precisamente nel cosiddetto salone delle feste, fa bella mostra un affresco a soffitto di Giuseppe Sciuti. Opera che avrà, sicuramente, un valore importante. A questo aggiungasi il parco e la struttura autonoma che su questo sorge. Insomma, il complesso immobiliare non è un edificio  qualunque e come tale deve essere valutato e pagato. Vigileremo affinché tutto si svolga nella piena liceità delle procedure e non si facciano saldi".

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