Cassino, crisi al Comune: l'ira di Rosa, le critiche di Dragonetti e i milioni perduti

L'azzeramento degli assessori messo in atto dal sindaco D'Alessandro ha scatenato le polemiche: dalla Lega al Pd, passando per il movimento di Pirozzi, tutti contro il primo cittadino

Rosa Caiazzo

Il conto, al sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro, lo stanno presentando in molti. In queste ore di caos politico tutti vogliono dire la propria, tutti sperano di essere inseriti nella schiera degli eletti e cioè avere la nomina da assessore. Mentre i big quindi si azzuffano tra loro, c'è chi, nella Lega, punta e piedi e dice la sua. Rosa Caiazzo (in foto in alto), leader in gonnella del carroccio in città, si dice 'offesa e piccata dal comportamento assunto dai miei colleghi di partito. Se la Lega a Cassino è riuscita ad esprimere due consiglieri è stato grazie anche alla mia candidatura. Sono stata la prima dei non eletti nel mio schieramento e quindi, per rispetto e gratitudine, avrei dovuto essere consultata per capire quali strategie intraprendere". Si riferisce, Rosa Caiazzo, all'azzeramento della carica di vice sindaco ed assessore alla Polizia Locale del compagno di partito il dottor Carmelo Palombo che è arrivato allo scontro con il sindaco dopo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa. Palombo avrebbe tacciato Carlo Maria D'Alessandro di scarsa trasparenza.

La solidarietà dello 'Scarpone'

A difendere il vice sindaco azzerato è invece Niki Dragonetti, del movimento 'Lo scarpone di Sergio Pirozzi'. "Un sindaco senza alcun passato politico non può e non deve permettersi di 'azzerare' uno come Carmelo Palombo. Perchè il vice sindaco di Cassino, nonchè autorevole referente della Lega in questa provincia, ha un passato di tutto rispetto. Come consigliere di opposizione per diversi anni, dopo essere stato candidato a sindaco. Ha perso ma ha fatto opposizione senza indugi. E poi ancora come assessore con le passate amministrazioni di centro destra. Inoltre se la Lega lo ha scelto come candidato al consiglio regionale, vuol dire che il dottor Palombo è un uomo politico e uno tirato fuori dal cilindro magico. Non credo che dietro la scelta di Carlo Maria D'Alessandro ci sia una volontà propria. Credo invece che Forza Italia sia mettendo in una atto una sorta di 'repulisti' nei confronti di chi ha deciso di rompere le catene 'abbruzzesiane' anche avendo il coraggio di candidarsi altrove e camminare con le proprie gambe e ragionare con la propria testa. Sindaco questo significare essere un politico. Avere il coraggio di dire basta quando il vaso è colmo. Dire basta non vuol dire 'azzerare' una Giunta e gettare la Croce sugli altri. Vuol dire metterci la faccia e consegnare le dimissioni".

Quattro milioni di euro perduti

L'affondo finale arriva dai consiglieri di minoranza del Pd all'interno del consesso civico. In una nota a firma congiunta l'ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, capopogruppo dell'opposizione, ed i colleghi ricordano a D'Alessandro che "non governando da due anni la città e limitandosi solo a dare le colpe dei propri fallimenti agli altri, ha perso questa ennesima importante occasione per il territorio. In questo caso l’amministrazione comunale ha inviato due progetti: uno di 1.200.000 euro e l’altro di 3.500.000 euro per un totale di 4.700.000. Richieste RESPINTE!!!! Che sommati agli altri finanziamenti già persi di 1.200.000 euro, raggiungono il triste primato di quasi 6.000.000 di euro persi in nemmeno due anni di governo. Più che azzerare la giunta il Sindaco avrebbe fatto bene a fare un passo indietro e ad ammettere la propria incapacità amministrativa ormai sotto gli occhi di tutti. Se solo avesse avuto la stessa costanza e precisione per presentare richieste di finanziamento, costanza e precisione con la quale ogni giorno invia comunicati stampa e video fasulli, a quest’ora Cassino sarebbe stata veramente una città in cantiere".

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