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Marocchinate, Salera si dissocia dal ricordo dei Goumiers: "Errore dell'associazione Terraferma"

Il sindaco di Cassino, dopo il putiferio scoppiato per l'omaggio al Corpo di spedizione francese in Italia, prende le distanze dal post del Comune su "Le luci della fratellanza" accese alla Rocca Janula per commemorare "gli alleati francesi"

Il sindaco di Cassino Enzo Salera prende le distanze dal post incriminato comparso nella serata di ieri, venerdì 14 maggio 2021, sulla pagina social del Comune e connesso alle Marocchinate: "È stato fatto un grande errore dall'associazione Terraferma nel momento in cui nella giornata di ieri la Rocca Janula era illuminata con i colori della Francia hanno parlato apertamente e con leggerezza di Goumiers".

"È chiaro - aggiunge - che quanto successo 77 anni fa e le terribili violenze che sono state esercitate su donne uomini e bambini dai Goumiers sul nostro territorio sia stato qualcosa di terribile e che restano ancora oggi una ferita ancora aperta; averne parlato in questo modo, con questa leggerezza penso che sia stato un errore da cui mi dissocio con fermezza."

Il primo cittadino tiene a precisare altresì che il progetto "Le luci della fratellanza", curato da Tiresia Film e associazioni Terraferma e Earlab e all’insegna dello slogan “Coltivare il seme della pace”, "mirava e mira a portare all'attenzione la vicinanza della città di Cassino a tutti i popoli del mondo, tutti coloro che hanno lottato sul nostro territorio, soprattutto in un momento in cui tante persone non possono essere qui nella nostra città come ogni anno a causa della pandemia".

"Cassino è e deve restare una città di pace e di fratellanza - conclude - Cassino vuole essere la città della fratellanza e sono sicuro che obiettivo delle associazioni non era certo quello di creare polemiche ma di costruire un progetto di fratellanza. Per questo motivo sono sicuro si scuseranno, come ho fatto io per questo errore che hanno fatto".

++ Artico aggiornato alle 12.00 ++

Terraferma: "Ci scusiamo, volevamo riportare fatti accaduti"

"'Le luci della Fratellanza' - comunica l'associazione Terraferma - è un progetto promosso da associazioni e di cui il Comune non è responsabile. L’intento di questo progetto era ed è guardare al futuro con un senso di perdono e pace e non assolutamente di "celebrare" una triste pagina della nostra storia ma ricordare per non dimenticare".

"Da quando è nata Terraferma si impegna a raccontare il territorio, ad ascoltare le voci del presente e del passato che ne delineano la storia, le tradizioni, la cultura, le persone. Abbiamo incontrato nel tempo tante persone, abbiamo raccontato tante storie, abbiamo citato tante fonti che abbiamo ritenuto autorevoli. Purtroppo nell’occasione dell’illuminazione della Rocca Janula, la nostra citazione da una fonte autorevole, estrapolata dal suo contesto, ha avuto un risultato che abbiamo sottovalutato e ce ne dispiace".

"Ci scusiamo perché inconsapevolmente abbiamo ferito chi durante la guerra ha già subito: non era nostra intenzione celebrare una pagina triste della nostra storia, bensì “riportare” dei fatti accaduti in una precisa data coerentemente con un piano editoriale stabilito. La storia non può essere cancellata, ma solo studiata e meditata perché l'umanità impari a convivere, a perdonare, a riconoscere i propri errori e da essi costruire, come Cassino ha fatto dalle sue macerie".

"Il nostro intento, come quello delle associazioni che procedono alle commemorazioni in tutti i cimiteri militari del territorio, incluso quello tedesco, è di fare in modo che le generazioni che hanno vissuto dopo la guerra imparino a vivere in uno spirito di fratellanza, nonostante il passato. Nulla può cancellare il dolore e nulla può annullare quanto accaduto. La guerra e la battaglia di Cassino ci hanno lasciato episodi terribili, una scia di sangue, morte e violenza che ancora oggi è una ferita aperta".

"Eppure quella storia va raccontata e la citazione da una ben nota fonte era appunto una descrizione storica che, lungi dall'essere celebrativa, voleva essere un resoconto riferito proprio al 14 maggio. Purtroppo la sua lettura, fuori dal suo contesto, non è stata felice. Molti veterani e i loro congiunti sono tornati su questa nostra terra per ripercorrere ciò che è stato. Da ogni dove, come fu 76 anni fa. La violenza va sempre condannata, a chi viene dopo l'arduo compito di non continuare ad alimentare l'odio che è il seme di tutte le guerre".

"Lo spirito del progetto è quello di riuscire un giorno a riunire gli eredi di coloro che qui hanno combattuto e anche perso la vita perché, guardandosi negli occhi, non si percepiscano più come nemici ma fratelli. La pace non è mai facile da costruire, è fragile ed è affidata al nostro grande limite umano, ma educare alla pace è un nostro dovere come raccontare quanto accaduto perché possa non accadere mai più".

Omaggio alle truppe francesi: da "Le luci della fratellanza" al putiferio

L’amministrazione comunale di Cassino, nel quadro dell’iniziativa in corso dall'11 al 19 maggio 2021 in omaggio alle nazioni in trincea nelle Battaglie di Cassino, ha illuminato di blu la Rocca Janula nella serata di ieri, venerdì 14 maggio 2021, per commemorare le truppe francesi. Per l’esattezza “per ricordare gli alleati francesi”. 

All'interno del coro social di proteste, tra le altre, le voci di Emiliano Ciotti (Associazione nazionale vittime delle Marocchinate), opposizione consiliare di Cassino, Emilia Ferraro (figlia dell'ex sindaco "Totonno") e sindaco di Ceccano Roberto Caligiore. Ciotti ha invocato le scuse del sindaco Enzo Salera e ha preannunciato il ricorso al prefetto di Frosinone Ignazio Portelli. Caligiore pretende le dimissioni del primo cittadino. La Ferraro sintetizza appieno i sentimenti contrastanti all'interno della comunità cassinate. 

Nello specifico la Città Martire ha ricordato, citando un passo del libro “La Battaglia di Cassino” di Emilio Pistilli, quando “le forze francesi, con i 12.000 ‘Goumiers’, prendono Ausonia”. Dopo aver fatto altrettanto con gli Stati Uniti d’America, “memore del coraggio e della perseveranza mostrate dai suoi uomini sul campo di battaglia”, e il Regno Unito, “per ricordare il sacrificio delle truppe britanniche”.

Ciotti (Anvm): “Il sindaco chieda scusa a parenti delle vittime”

Contro il sindaco Enzo Salera, tra il largo sdegno del centrodestra territoriale – in primis Fratelli d’Italia – e di innumerevoli cittadini, immediata la replica del presidente dell’Associazione nazionale vittime delle Marocchinate (Anvm) Emiliano Ciotti: “Sono indignato da questa iniziativa. La ritengo oltraggiosa e offensiva per tutte le vittime dei goumiers. Il Comune o ignora la gravità delle azioni commesse dall'esercito francese o pur conoscendola la considera banale”.

“Il Sindaco deve chiedere immediatamente scusa a tutti i parenti delle vittime - va avanti Ciotti - La nostra Associazione metterà in campo tutte le proprie rimostranze al Prefetto e agli organi competenti”. Il presidente dell’Anvm, nell’occasione, ha ricordato alcune cassinati stuprate dai “mostri” del Corpo di spedizione francese in Italia: Margherita, Carmela, Rosa e V. Carmela, quest’ultima anche arsa viva.

L'opposizione: "Chiediamo scusa noi della minoranza"

Così i consiglieri di opposizione Giuseppe Golini Petrarcone, Francesco Evangelista, Massimiliano Mignanelli e Salvatore Fontana: "Illuminare la storica Rocca Janula di blu ci è sembrato un gesto di spregio verso quelle donne, quegli uomini, quei bambini e persino verso un sacerdote che in quei terribili tre giorni hanno subito, patito oppure visto violenze senza fine".

"Chiediamo scusa noi della minoranza ai sindaci Esperia, Pontecorvo, Vallecorsa, Fondi, Ceccano, Ausonia, Coreno Ausonio, Castro dei Volsci e tutti quei paesi che hanno dovuto patire l'onda dello stupro di guerra - aggiungono - Cassino ha avuto un grande sindaco, Antonio Grazio Ferraro, che solo a tarda età ha avuto il coraggio di raccontare quello che fu costretto a vedere sui monti di Castro dei Volsci quei maledetti giorni del 1944. La sua testimonianza è racchiusa in un libro che evidentemente i componenti dell'amministrazione Salera non hanno mai letto.                  

Emilia Ferraro: “L’alba ha cancellato i colori della vergogna”

All’interno del coro di protesta anche la voce di Emilia, figlia dell’ex sindaco cassinate Antonio Grazio Ferraro, per tutti “Totonno”: “Non so se questa mattina in me prevalga di più il sentimento della delusione e dell’amarezza in luogo di quello della rabbia e viceversa. È ancora indelebile in me il ricordo dei racconti di mio padre, che si impegnò come tanti altri per porre fine a quella immane tragedia che tutti conosciamo come ‘marocchinate’”.

Non so se questa mattina in me prevalga di più il sentimento della delusione e dell'amarezza in luogo di quello della rabbia. E viceversa. È ancora indelebile in me il ricordo dei racconti di mio padre, Antonio Grazio Ferraro, già sindaco di Cassino ma per tutti solo Totonno, che si impegnò come tanti altri per porre fine a quella immane tragedia che tutti conosciamo come marocchinate.

“O meglio - aggiunge - credevo che tutti la conoscessimo, invece devo prendere atto che l'amministrazione comunale di Cassino guidata da Enzo Salera sia completamente all'oscuro di quanto accaduto su questo territorio più di 75 anni fa. Alla amarezza e alla rabbia subentra l'indignazione istituzionale, ed anche l'incredulità di fronte a tanto scempio che non ha precedenti e, soprattutto, non ha alcuna giustificazione”.

“Da mamma, donna, figlia di una istituzione - conclude - chiedo scusa a tutte le vittime della violenza delle truppe francesi per questa macchia, indelebile, sulla mia città, perché sono certa che chi dovrà farlo, non lo farà, perché la sua saccenza supera la vergogna. Grazie a Dio oggi è un altro giorno, e l'alba ha cancellato i colori della vergogna”.

Caligiore (Ceccano): “Atto grave e vergognoso, il sindaco si dimetta”

Il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, tra i primi cittadini che hanno istituito la Giornata comunale in ricordo delle vittime delle Marocchinate e aderito alla campagna dell’Anvm a favore di quella nazionale, parla di “atto grave e vergognoso”. E argomenta così: “Da Sindaco di una comunità, rappresentante delle istituzioni, sono indignato da questa iniziativa. La ritengo oltraggiosa e offensiva per tutte le vittime dei goumiers. Il Comune ed il Sindaco di Cassino o ignorano la gravità delle azioni commesse dall'esercito francese o pur conoscendola la considerano banale. Il Sindaco dovrebbe dimettersi per un atto così grave o, almeno, chiedere immediatamente scusa a tutti i parenti delle vittime. Il tutto a 4 giorni dalla giornata nazionale per le vittime delle ‘Marocchinate’”.

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