Registro dei tumori in una fase di stallo. Di Mambro: "quali sono gli ostacoli?"

Il consigliere di Cassino punta il dito contro la Asl di Frosinone: "Un atteggiamento inconcepibile, si continua a giocare sulla pelle delle persone"

Era il novembre 2017 quando la Asl di Frosinone istituì all'interno del Dipartimento di prevenzione il Registro dei Tumori, l'unità funzionale che ha il compito di contribuire ad alimentare la base dati a verificare la storia clinica dei casi e a codificare gli stessi. A distanza di 6 mesi la situazione sembra essere in una fase di assoluto stallo. Quali sono gli ostacoli che impediscono alla Asl di Frosinone di mettere a regime la sua istituzione? A chiederlo è il consigliere con delega allo Sport del comune di Cassino, Carmine Di Mambro

Burocrazia o ostruzionismo?

"Tutto l'iter relativo a questo strumento è stato svolto da tutte le altre aziende sanitarie della regione Lazio. Ci deve essere qualche intoppo di natura burocratica o, spero di sbagliarmi, una manovra ostruzionistica da parte della dirigenza della Asl di Frosinone".  In particolar modo Di Mambro si sofferma sul continuo spostamento del personale dell'unità funzionale che serve per lo sviluppo del Registro Tumori. "I tre medici e tre infermieri che dovrebbero lavorare a questo importante strumento vengono, invece, utilizzati per svolgere altre mansioni. L’unità funzionale, quindi, è stata istituita ma non gli si dà modo di funzionare. Un atteggiamento inconcepibile, si continua a giocare sulla pelle delle persone che continuano, a loro volta, ad ammalarsi e a morire".

Una calma sospetta

Il consigliere cassinate punta il dito proprio contro l'Asl di Frosinone il cui atteggiamento "risulta essere una grande beffa" soprattutto in considerazione della battaglia condotta per anni per far approvare la legge regionale che ha portato all'istituituzione del registro. "Le vite delle persone - continua - non devono essere ostaggio della burocrazia o del menefreghismo di alcuni dirigenti delle Aziende Sanitarie Locali. L’incidenza tumorale sul nostro territorio è altissima: è la prima causa di morte della provincia di Frosinone. Dati su cui però la nostra Asl non è d’accordo ed è forse questo il motivo che li spinge a fare le cose, consentitemi, con una calma molto sospetta. Ma d’altra parte quando vengono inserite figure professionali che non appartengono al territorio in posizioni apicali, come ad esempio il Commissario straordinario, Luigi Macchitella, è palese che non si conoscano le reali problematiche e le vere esigenze dei cittadini di una determina zona".

Basta al commissariamento, venga nominato un nuovo direttore

Lo stallo dell'unità funzionale non è il solo argomento affrontato da Di Mambro che chiede chiarezza anche sul perchè si continui ancora ad insistere sul commissariamento. "La Regione Lazio dovrebbe compiere un gesto di responsabilità nei confronti dei cittadini della provincia nominando, nel minor tempo possibile, un nuovo direttore generale. Un professionista del territorio in grado di capire le priorità da mettere in campo per efficientare il servizio sanitario". 

L'importanza del registro 

"Avere a pieno regime uno strumento come il registro tumori - conclude - consentirà di capire l’incidenza di una neoplasia in un determinato territorio, ma anche le possibili cause e quindi avere la possibilità di mettere in campo azioni di prevenzione e indirizzare al meglio i programmi di screening verso alcune forme oncologiche che possono risultare prevalenti. Inoltre, possono essere individuate le zone a rischio per l’ambiente e la salute dei cittadini a causa della presenza di fattori ambientali inquinanti. È palese che lo stato di cose sulla definizione del registro tumori in questa provincia è disarmante. Personalmente mi sento preso in giro come del resto tutti i cittadini di questo territorio”. 

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