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Cassino, tavolo anti usura. La Volante: “Importante sinergia tra Commercio e Cultura-Digitalizzazione”

Dopo la riunione tra Comune, Camera di commercio Frosinone-Latina, Confcommercio e Osservatorio regionale, l'assessora della Giunta Salera preannuncia l’attivazione di una sezione contro lo strozzinaggio sul sito istituzionale

Il tavolo di crisi sull'usura tenuto a Cassino

L’assessora al Commercio Arianna Volante, a seguito del tavolo di crisi sull’usura tenuto martedì 18 maggio 2021 presso la Sala Restagno del Comune di Cassino, ritiene “molto importante la sinergia tra il Commercio e altri settori quali la Cultura e la Digitalizzazione perché ciò aiuta le vittime dell’usura a superare la diffidenza e anche il disagio a doversi rivolgere alle istituzioni”.

La delegata della Giunta Salera, inoltre, accentua che “la vergogna del dover chiedere aiuto deve vincere la comprensibile paura”. Fa presente che gli strumenti anti strozzinaggio sono messi a disposizione dalla Camera di commercio Frosinone-Latina, rappresentata ieri dal presidente Giovanni Acampora – anche a capo di Confcommercio Lazio e Lazio Sud – e dal responsabile dell’area di Cassino Bruno Vacca. Presente altresì, non da ultimo, Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio.

La delegata Volante, evidenziando l’importanza di far rete al pari del vicesindaco Francesco Carlino (Informatizzazione) e dell’assessore Danilo Grossi (Cultura e Innovazione digitale), preannuncia che “sarà attivata sul sito del Comune una sezione specifica dedicata all’argomento”. Consentirà di avere accesso al credito e ai contributi a fondo perduto, e tutte le informazioni sugli interventi di digitalizzazione e supporto psicologico.  

Quanto emerso dal tavolo anti usura è finito in un verbale che sarà inviato alla Prefettura di Frosinone, dove è ormai attivo un osservatorio permanente per il contrasto all’usura in sinergia con la Procura. Un documento che rappresenta la situazione di tale fenomeno nella città martire.

Ciofreddi: “Dall’usura si esce soltanto con la denuncia”

Cioffredi, durante la riunione, ha elogiato “l'importante lavoro di indagine che il prefetto di Frosinone Ignazio Portelli sta portando avanti nel territorio di Cassino”, aggiungendo come il problema dell’usura nel Lazio “sia un reato fortemente in aumento e verso il quale è necessario intervenire, rafforzando le reti di contrasto e creando un’alleanza forte tra Istituzioni, Associazioni di categoria e forze di polizia”.

“Dall’usura – ha dichiarato il presidente dell’Osservatorio regionale - si esce soltanto con la denuncia, dobbiamo accompagnare le vittime, perché chi non denuncia si ritrova in un tunnel di sofferenza che porta spesso alla perdita dell’impresa costruita con tanto sacrificio”. 

Acampora: “Taglio pratico grazie a collaborazione tra enti”

Così, nella doppia veste di presidente della Camera di commercio Frosinone-Latina e di Confcommercio Lazio e Lazio Sud, Giovanni Acampora: “Stiamo lavorando su questo importante tema cercando di dare un taglio pratico, attraverso soprattutto la collaborazione e la sinergia tra l’Ente che rappresento, le Istituzioni e le Associazioni di Categoria presenti sui territori”.

“Il presidente Cioffredi - è andato avanti - ha giustamente posto l’accento sull’importanza e la necessità di denunciare e di aiutare le imprese nel prendere questa posizione, ma su questo tema, va fatta una considerazione pragmatica, bisogna agire su due fronti, ovvero prevenzione e percezione del fenomeno”.

Percezione dell’usura dal 13 al 27%: “Mancanza di liquidità”

Lo stesso Acampora ha ricordato poi la sua partecipazione, alla presenza del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alla Giornata nazionale della legalità promossa da Confcommercio. Dall’analisi della confederazione risulta che la percezione dell’usura è passata dal 13% del 2019 al 27% del 2020. “È evidente - dice a riguardo - che la causa di questo fenomeno vada ricercata nella forte riduzione del volume di affari, nella mancanza di liquidità, così come nella difficoltà di accesso al credito e ai problemi legati ad una eccessiva burocratizzazione della macchina amministrativa”.

La paura di denunciare: “C’è preoccupazione di subire ritorsioni”

I casi di reati di usura registrati nel 2020 sul territorio nazionale sono stati 222. Si è registrato un aumento del 16% rispetto al 2019. Quandi, come fatto presente da Acampora, “è chiaro che c’è un problema legato alla difficoltà di denunciare, per questo è importante agire, non solo attraverso un'aggregazione di forze sociali ma anche con l'ausilio delle forze dell'ordine per favorire la prevenzione del fenomeno”.

“La paura di denunciare - ha aggiunto - è legata alla preoccupazione di subire ritorsioni, alla paura stessa di essere soli, alla poca fiducia nella giustizia nonché la vergogna di doversi rivolgere alle forze dell’ordine, (in questo è importante l‘assistenza psicologica delle Associazioni presenti) ed infine, la speranza di finire di pagare il debito ed uscire dall’incubo. La difficoltà dell'accesso al credito, inoltre, è una delle principali cause del ricorso all'usura, per questo è importante che gli strumenti di accesso al credito per le imprese siano resi snelli e accessibili affinché si possa arrivare al punto in cui non si dovrà più parlare di aiutare le imprese a denunciare perché non ci sarà più il bisogno di denunciare”.

Dal 2020 oltre 500 richieste di fondi: “Rete va organizzata meglio”

Bruno Vacca, presidente di Confcommercio Lazio Sud, ha evidenziato “la necessità di rafforzare la prevenzione dell’usura, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti quali la pandemia da Covid 19”. Attraverso strumenti efficaci di accesso al credito, tema fondamentale affrontato anche dalla sezione territoriale, “possiamo dare - ha assicurato lo stesso Vacca - un forte contributo al contrasto del fenomeno”.

Dal mese di aprile dello scorso anno, infatti, è stato attivato il servizio di accesso al credito. È coordinato dal professor Ernesto Schiano. In pochi mesi, sfruttando il fondo di garanzia del medio credito centrale e quello della Regione Lazio, sono state oltre 500 le richieste.

“La rete c’è ma bisogna renderla meglio organizzata - ha precisato - Il nuovo accordo firmato dalla nostra Confederazione a livello nazionale con la Cassa depositi e prestiti (che prevede fondi di garanzia e finanziamenti agevolati ma anche rigenerazione urbana, ndr) è un passo in avanti molto importante”.

“Cogliamo con favore questa iniziativa - ha concluso Vacca - e faremo avere all'Amministrazione il nostro contributo attraverso un documento dettagliato dei dati a nostra disposizione. Auspicando un proseguo fattivo di questo tavolo non possiamo che ritenerlo un valido strumento non solo di contrasto ma di prevenzione del fenomeno dell’usura”.

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