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Garantismo / Cassino

Voto di scambio e firme false, l’opposizione chiede Consiglio urgente. Salera: “Dopo sentenze definitive”

La minoranza vuole una seduta sulle vicende giudiziarie che coinvolgono Marrocco e lista del Pd Cassino. Leone: “Bruttissima pagina di democrazia”. Petrarcone: “In ballo regolarità delle elezioni 2019”. Il sindaco: “Non è all’ordine del giorno”

L’opposizione consiliare di Cassino, per mano di Benedetto Leone e Giuseppe Golini Petrarcone, ha richiesto una seduta urgente incentrata sulle vicende giudiziarie inerenti il presunto voto di scambio e le 47 firme ritenute false a corredo della lista del Pd nelle elezioni 2019 vinte dal sindaco democrat Enzo Salera. Quest’ultimo, in tutta risposta, ha detto che tali questioni non sono all’ordine del giorno: “Quando ci saranno sentenze definitive ne riparleremo”.

La Procura ha chiuso le due indagini, che vedono rispettivamente coinvolti anche il consigliere comunale del Pd Tommaso Marrocco e la già consigliera provinciale Alessandra Sardellitti (già Pd, ora con Azione). L’uno avrebbe promesso posti di lavoro in cambio di preferenze. L’altra, nelle vesti di pubblico ufficiale, avrebbe autenticato una lista elettorale contenente sottoscrizioni illegali.

Garantisti ma vogliono chiarezza in Consiglio

Leone parla di “bruttissima pagina di democrazia” e chiama il sindaco a riferire al Consiglio: “A differenza di Salera, che ha sempre vestito i panni del giustizialista, contro tutti, trasformando noi avversari politici in nemici da abbattere, il “Garantismo” rappresenta la mia è la nostra cultura politica. Non entro nel merito dell’inchiesta, ma pretendo che Salera venga in Consiglio Comunale a informare la città su questa triste vicenda che è un vero attentato alla democrazia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Petrarcone: “Al di là delle persone coinvolte - dichiara il già candidato sindaco - sono fatti gravi, in ballo c'è la regolarità delle elezioni del 2019, ma anche il futuro della legislatura. Ci dobbiamo in primis domandare se questi fatti fossero stati conosciuti durante la tornata elettorale, al di là della regolarità o meno della lista del pd, il risultato sarebbe stato lo stesso? Non credo. Valuteremo le azioni da intraprendere sperando, questa sì, che se ne discuta in consiglio comunale, a prescindere da quello che ha svolto la magistratura inquirente e quella giudicante che farà il proprio corso. Sul tavolo c'è la questione morale da affrontare”.

Questa, infine, la replica di Salera: “Non appartengo, per cultura, alla schiera dei giustizialisti, l'innocenza vale fino a sentenza definitiva, gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari che ci sono stati lunedì, in riferimento ai due filoni investigativi, non sono all'ordine del giorno di quest'amministrazione, quando ci saranno sentenze definitive ne riparleremo. Questo è un principio che vale per tutti, anche per chi, in passato ha amministrato, ed è stato coinvolto in vicende giudiziarie”.

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