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Sabato, 21 Maggio 2022
Un fiume di polemiche / Ceccano

Giorno della memoria, l'assessore ciociaro no vax e green pass: "Vietato l'ingresso a cani e non vaccinati"

Avvolto dalle polemiche il delegato alla Cultura di Ceccano Stefano Gizzi, in quota Lega, per la condivisione di post che equiparano leggi razziali e green pass. Un anno fa "Il Vaccino rende liberi" su Auschwitz, ad opera del consigliere di Frosinone Ferrara

Un fiume di polemiche sta inonando via social i post condivisi dall'assessore alla Cultura di Ceccano Stefano Gizzi per paragonare una delle leggi razziali, il divieto di ingresso dei cani e degli ebrei nei locali pubblici, con l'attuale interdizione riservata a coloro che non si vaccinano contro il Covid.

In Ciociaria era scoppiato un caso nazionale nel 2021 rispetto al post "Il vaccino rende liberi" su Auschwitz, condiviso dal consigliere comunale di Frosinone Marco Ferrara (civico ma tesserato con FdI) accostando un campo di concentramento e una campagna di vaccinazione anti Covid. Ora finisce nell'occhio del ciclone l'assessore della Lega. 

+++ Articolo aggiornato alle 14.15 +++

Progresso Fabraterno: "Paragoni inaccettabili"

L'esponente della Lega Gizzi è stato duramente criticato dal movimento giovanile di centrosinistra Progresso Fabraterno:  "Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di Auschwitz liberandone i prigionieri e trovandosi davanti ad uno spettacolo raccapricciante e disumano - così Progresso Fabraterno - Nel giorno in cui si commemora questa tragedia l’assessore alla cultura di Ceccano Stefano Gizzi si permette di paragonare il provvedimento del Green Pass alle misure di ghettizzazione, ai campi di concentramento e alle leggi razziali della Germania Nazista oltraggiando la memoria di tutte quelle vittime innocenti". 

"Lo sterminio e l'eliminazione di ebrei, slavi, omosessuali e disabili dovuta alla follia nazista deve essere un'occasione per riflettere sul passato e non un pretesto per ironizzare e schernire provvedimenti che nulla hanno a che vedere con quella tragica pagina della storia dell'umanità che è stata l'Olocausto - hanno stigmatizzato - Progresso Fabraterno ritiene inaccettabile che il membro di una giunta comunale possa permettersi simili paragoni senza essere ripreso. Pretendiamo una presa di posizione da parte di tutti gli esponenti politici locali e dei seri provvedimenti da parte della giunta".

Gizzi: "Quelle di oggi come discriminazioni subite dagli Ebrei"

Non è mancata la replica dell'assessore no vax e no green pass: "Ho condiviso una vignetta amara, ma assolutamente rispettosa del dramma vissuto dagli Ebrei. Al contrario, è vergognosa la solita polemica meschina e mistificatrice dei giovani vecchi di Progresso Fabraterno, che speculano e travisano i miei intendimenti per loro piccole motivazioni politiche - dichiara Gizzi - E sono convinto che fra la prima fase delle discriminazioni subite dagli Ebrei negli anni Trenta e le scandalose discriminazioni imposte oggi per motivazioni che non hanno nulla di sanitario vi sia, purtroppo, una correlazione". 

I post condivisi dall'assessore Stefano Gizzi-2

Fantini (Pd): "Vergognoso, chieda scusa"

"La follia no green pass non si ferma nemmeno in occasione della Giornata della Memoria. L’Assessore alla Cultura del Comune di Ceccano, Stefano Gizzi, ci è cascato di nuovo paragonando il green pass alle discriminazioni che i regimi fascisti e nazisti hanno attuato contro la popolazione ebraica. Questo oltraggio alla memoria delle vittime della Shoah non è dignitoso ed offende, inoltre, chi è sopravvissuto ai campi di sterminio. Comportamenti non adeguati, specie se compiuti da un assessore alla Cultura. Gizzi dovrebbe chiedere scusa e vergognarsi”. Così in una nota Luca Fantini, segretario provinciale del Partito democratico di Frosinone.

Grossi (Pop): "Stanco di sentire bestialità"

"Sono stanco, stanco di sentire vere e proprie bestialità - posta l'assessore alla Cultura di Cassino Danilo Grossi (Pop) - Non si possono accettare queste prese di posizione proprio da chi è rappresentate delle istituzioni, non si può accettare che tra l'altro facciano queste associazioni proprio coloro che si definiscono eredi politici di quella cultura politica di destra estrema".

"E lo dico da Assessore alla Cultura di una città che ha subito tutto il dramma e la distruzione, una Città divenuta Martire a causa di una guerra mondiale, causata proprio di ideologie come quella fascista e quella nazista - aggiunge in conclusione - Spero che le Istituzioni, a partire dal sindaco di Ceccano, possano davvero intervenire perché, davvero, non è più un gioco".

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