Ceccano, Ciotoli (PSI) si scaglia contro il nuovo Cda di Acea Ato 5 e il “delegato” Fardelli

'L'aumento del 7.7 % delle tariffe è un salasso per i cittadini della provincia di Frosinone oltre che una vergognosa manovra dal sapore speculativo', lamenta il Segretario cittadino del Partito Socialista. Nel mirino anche il già Consigliere regionale PD

Il Segretario del PSI Ceccano, nonché Sindaco 2002-2012 del Comune ciociaro, Antonio Ciotoli

“L'aumento del 7.7 % delle tariffe idriche rappresenta un vero salasso per i cittadini della provincia di Frosinone oltre che una vergognosa manovra dal sapore speculativo”. Così il Segretario del PSI Ceccano Antonio Ciotoli, ex Sindaco 2002-2012 del Comune ciociaro e ora a sostegno della candidatura a Primo Cittadino di Marco Corsi, in un infuocato comunicato in primis contro il Consiglio d’amministrazione di Acea Ato 5. Cda, quello in carica dallo scorso dicembre nella gestione del Servizio idrico integrato della provincia di Frosinone, guidato dal Presidente Pierluigi Palmigiani, in luogo del dimissionario Stefano Magini, e dall’Amministratore delegato Roberto Cocozza. A ruota l’affondo verso chi ritiene essere “delegato ai rapporti con i Comuni”: il già Consigliere regionale e Segretario del PD Cassino Marino Fardelli.  

“Il nuovo vertice aziendale di Acea Ato 5 ha voluto mettere da subito le cose in chiaro - premette lo stesso Ciotoli prima di passare all’attacco - L'unico obiettivo è quello di fare cassa e pazienza se questo territorio, già colpito da una forte crisi economica ante pandemia, è in grande sofferenza, con tante piccole imprese costrette a chiudere e centinaia di lavoratori ancora in attesa della cassa integrazione in deroga”.

“Era lecito attendersi un confronto con la classe politica locale, una parte della quale chiamata a ricoprire ruoli apicali in seno all'organigramma societario, ma così non è stato - lamenta poi - I rapporti con il territorio non possono essere delegati a chi fa politica a tempo pieno e che da consigliere regionale e candidato Sindaco della città martire (riferimento non troppo velato allo stesso Fardelli, ndr) proponeva la costituzione di un consorzio per la gestione del servizio idrico con un ritorno alla gestione pubblica. Quello stesso rappresentante politico oggi è delegato dai nuovi vertici aziendali a girare tra i Comuni”.

“La gestione del servizio idrico dev'essere credibile e scevra da appartenenze politiche e partitiche: al centro del dibattito vanno posti gli interessi comuni e non di bottega - conclude - Le fatturazioni pesantissime recapitate in questi giorni nel territorio sono figlie anche di questo approccio gestionale che sui manifesta sempre più speculativo, odioso e inaccettabile, specie perché incidente su un servizio primario e universale del quale nessun cittadino o azienda può fare a meno”.

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