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L'assessore putiniano / Ceccano

Caso Gizzi, ex assessore ciociaro della Lega intervistato dalla tv russa: “Cacciato perché sostengo Putin”

In un programma di Channel One, primo canale nazionale, l’intervista all’avvocato di Ceccano cacciato dal Carroccio e dalla Giunta comunale trainata da FdI per la Zeta pubblicata via social “in solidarietà alla Russia”

La Zeta, pubblicata via social in “solidarietà alla Russia”, gli è costata il posto. L’ex assessore alla cultura di Ceccano (Frosinone) Stefano Gizzi, cacciato dalla Lega e dalla Giunta comunale guidata dal sindaco di FdI Roberto Caligiore, è stato intervistato in un programma del primo canale nazionale della Russia: Channel One. Ha ribadito quanto sostenuto in questi giorni: sostegno al leader russo Vladimir Putin e attacco al presidente Usa Joe Biden.

La tv russa, ovviamente, lo ha cercato in  quanto esempio di politico italiano allontanato in quanto putiniano. Rientra nella parallela guerra dell'informazione in atto dallo scoppio dell'operazione speciale in Ucraina. “Ho rimarcato che in Italia c’è un clima intollerante nei confronti delle opinioni favorevoli alla Russia - racconta Gizzi -. Soprattutto c’è uno scollamento fra il Governo ormai appiattito sulle posizioni degli Usa con scandaloso servilismo». Ha anche accentuato che “una parte del popolo italiano è contrario nettamente alle posizioni del governo che invia armi all'Ucraina”.

“È stata una bella lezione anche per il mondo politico locale, che non ha voluto nemmeno lontanamente ascoltare le mie ragioni - ritiene l'ex esponente della Lega, defenestrato direttamente dal coordinatore regionale Claudio Durigon -. I giornalisti russi, con grande attenzione e rispetto, hanno formulato varie domande alle quali ho risposto”. Pensa dunque che la libertà di stampa sia maggiore in Russia, 149esima al mondo su 180 in classifica, che in Italia, 49esima.

“In tv mi è sembrato un clima molto sereno e professionale - aggiunge l’ex assessore alla cultura del Comune di Ceccano -. Veramente una esperienza indimenticabile quella di oggi con il collegamento con il primo canale nazionale della Russia”. Nell’occasione, infine, Gizzi ha sottolineato a livello culturale l’importanza dei compositori italiani che nel Settecento raggiunsero la Russia, “accolti con grande entusiasmo”.

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