rotate-mobile
Proteste contro l'assessore della Lega / Ceccano

La Zeta di Gizzi: “Solidarietà alla Russia”. Richieste dimissioni immediate dell’assessore della Lega

Il delegato alla cultura di Ceccano pubblica e rimuove il simbolo della guerra di Putin contro l’Ucraina: “È per i russi morti contro il Nazismo”. Mezza Ciociaria, inclusi locali Pd e consiglieri di centrosinistra, vuole una presa di distanza dal sindaco FdI Caligiore

L’assessore alla cultura di Ceccano (Frosinone), l’esponente della Lega Stefano Gizzi, torna a scatenare proteste e richieste di dimissioni e diventare caso nazionale. Noto per il “Rogo del Codice da Vinci” del maggio 2006 – quando bruciò in Piazza Municipio “un volume ritenuto blasfemo” con l’odierno senatore ceccanese di FdI Massimo Ruspandini – il delegato era finito nell’occhio del ciclone durante il Giorno della Memoria per aver paragonato vaccinazione anti Covid e Green Pass alle leggi razziali contro gli ebrei. 

Ora ha postato la Zeta, simbolo della guerra di Putin contro l'Ucraina, rivolgendo la propria solidarietà alla Russia. “Questa ennesima dichiarazione di Stefano Gizzi è semplicemente vergognosa. Non è la prima volta che le sue “performance” scadono nell’offesa degli altri, ma questa volta l’assessore del comune di Ceccano deve chiedere scusa. Al popolo Ucraino, alle donne violentate ed uccise, ai bambini terrorizzati, uccisi o abbandonati, a tutti coloro che hanno perso la vita o costretti a fuggire in altri Paesi.  Il sindaco del Comune di Ceccano prenda immediatamente le distanze, i ceccanesi non sono questo”, così nell’immediato il consigliere regionale del Pd Mauro Buschini, ciociaro.

Dal circolo del Pd Ceccano il segretario Giulio Conti, “di fronte all’ennesima esternazione vergognosa dell’assessore Gizzi, chiede le sue immediate dimissioni dalla giunta comunale della città di Ceccano.

A tal proposito interviene anche il segretario provinciale del Pd Luca Fantini: “L’ennesima esternazione dell’Assessore della Giunta Comunale di Ceccano, Stefano Gizzi, è vergognosa e intollerabile. Mi unisco all’appello del PD Ceccano, che chiede giustamente al Sindaco di rimuovere Gizzi dall’incarico. Ceccano, i suoi cittadini e la storia della città, non possono più tollerare un atteggiamento di questo tipo”.

La rivolta: c'è anche l'invio di e-mail in massa al sindaco

Mezza Ciociaria, inclusi i consiglieri comunali di centrosinistra Piroli, Querqui, Corsi, De Santis e Di Pofi, chiede ormai un passo indietro da parte di Stefano Gizzi nonché una presa di distanza da parte del sindaco di Fratelli d’Italia Roberto Caligiore. Come nelle precedenti occasioni non ha ritenuto di dover intervenire. E' anche partito un passaparola via Whatsapp: "Se sei d’accordo e sei stanc* di avere un assessore alla cultura che appoggia pubblicamente Putin, firma l’appello e invia un'e-mail a: sindaco@comune.ceccano.fr.it". 

Questo l'appello da sottoscrivere e inviare: "Gent.le Sindaco Caligiore, Le scrivo a proposito dell'ennesimo caso sollevato dalla condotta dell'Assessore alla Cultura Stefano Gizzi, che ha portato di nuovo il nome del nostro paese sulle pagine nazionali, non certo in toni positivi. Una condotta simile, da un uomo che dovrebbe rappresentare il nostro paese, non è più accettabile. Le chiedo perciò di prendere pubblicamente le distanze dalle sue affermazioni a nome del nostro paese, un paese che si è distinto negli ultimi giorni per la generosità verso il popolo ucraino e che ha accolto nelle proprie case e nelle proprie scuole i profughi causati da questa sanguinosa e insensata guerra. La invito a revocare l'incarico ad una persona che si è dimostrata ancora una volta pericolosa per il buon nome della città, dei suoi cittadini e delle nostre Istituzioni, in un momento storico così delicato in cui c'è bisogno di razionalità, correttezza e rispetto tra le persone e tra i popoli. Cordiali saluti". 

Conti (Pd Ceccano): “Mobiliteremo tutta la popolazione”

“Questo assessore, pur essendo in quota alla Lega di Matteo Salvini, è stato nominato dal Sindaco senza essersi candidato al Consiglio Comunale – comunica il segretario del Pd Ceccano Giulio Conti - È un suo signor sì e fino ad ora è stato considerato uno degli intoccabili. Di fronte a tale ed inqualificabile circostanza, se il Sindaco della città di Ceccano, Roberto Caligiore, non dovesse provvedere a rimuoverlo seduta stante dalla giunta comunale, lo riterremo complice delle dichiarazioni gravissime da lui rese note”.

“E non tenti il Sindaco di trincerarsi dietro la scusa di un pensiero personale che non riguarda l’intera amministrazione, poiché un rappresentante delle istituzioni non può fare ciò.  Di fronte a tali fatti che offendono non solo la comunità di Ceccano, ma interi popoli europei e la Pace internazionale, non possiamo restare a guardare”.

“Questo personaggio già in troppe occasioni ha oltrepassato la soglia limite: ha bruciato un libro in pubblica piazza, ha paragonato il green pass alle persecuzioni naziste, ha oltraggiato il 25 aprile ed i martiri della Resistenza, ha osannato Mussolini in troppe circostanze”.

“Riteniamo ancor più folle osannare la guerra a fronte delle innumerevoli vittime, donne, uomini e soprattutto bambini. A fronte di numerosi sfollati che hanno dovuto lasciare le loro case per fuggire via lontano e che stiamo accogliendo anche qui in Italia. I ceccanesi non possono tollerare tutto ciò. Il Sindaco ne prenda atto o come Partito mobiliteremo tutta la popolazione di fronte a questo vergognoso gesto di propaganda estremista”.

Consiglieri di centrosinistra contro Gizzi

“L'assessore Gizzi, con la sua ultima esternazione social, ha superato il segno; gesto per cui sarebbero opportune scuse che, probabilmente, mai arriveranno. Chiediamo, però, al Sindaco, alla giunta e all’intera maggioranza consiliare, di prendere pubblicamente le distanze dall’ultima dichiarazione vergognosa dell’assessore alla cultura Stefano Gizzi”. Così, in una nota congiunta, i consiglieri comunali di centrosinistra Emanuela Piroli, Andrea Querqui, Marco Corsi, Mariangela De Santis ed Emiliano Di Pofi.

“Pretendiamo che la maggioranza tutta si assuma la responsabilità di rispettare gli impegni presi con la cittadinanza in Consiglio Comunale, in cui è stato votato all’unanimità un documento contro la guerra e ricordiamo che il Comune di Ceccano, da sempre capofila del movimento per la pace, si è messo a disposizione per l’accoglienza dei profughi ucraini. Non si può rimanere indifferenti di fronte a quello che si configura come un incitamento all’odio, sarebbe l’ennesimo forte segnale di incoerenza di questa amministrazione, perché la guerra non può avere tifosi, soprattutto tra i rappresentanti delle istituzioni democratiche”.

“Ci appelliamo al Sindaco Roberto Caligiore in primis e a tutta la sua maggioranza, affinché affermi concretamente la sua posizione di difesa della pace. Una formalità quanto mai necessaria nel contesto che stiamo vivendo. Situazione di conflitto che vede il popolo ucraino vittima dell'invasione russa. Popolo che merita rispetto da parte di chi ricopre incarichi istituzionali nel nostro Paese e, nel caso in questione, nel Comune di Ceccano. In un paese democratico e civile è normale e giusto anche avere "opinioni diverse" ma sicuramente ci sono situazioni che superano i limiti della democrazia, della libertà personale, della decenza privata e pubblica e soprattutto del rispetto dei diritti umani e della vita che il nostro paese difende e sostiene quotidianamente”.

“Non si può ancora una volta restare in silenzio e difendere l’indifendibile comportamento, tra l’altro reiterato, dell’assessore Gizzi. Auspichiamo un rapido riscontro, sicuri che il sindaco non si asterrà dall'esprimere la sua posizione alla cittadinanza”.

La replica di Gizzi: “Z per russi morti contro Nazismo”

“Leggo di un post di Mauro Buschini, indignato a comando, come da sempre fa la Sinistra più ipocrita. Gente lontana mille miglia dalla sincerità politica, che intende riempire il vuoto dei loro risultati amministrativi andando a spulciare sui post degli altri per alzare polveroni e fare polemiche”, premette l’assessore Stefano Gizzi.

Dopo aver rimosso il post, prima di spostare l’attenzione su altro, offre le sue motivazioni: “Buschini critica la lettera Z in russo, di cui nemmeno conosce la nobiltà araldica del Nastro di San Giorgio. Infatti ricorda il sacrificio di ben 25 milioni di Russi nel fermare il Nazismo. Ma a parte questo, se non gli piace la lettera Z, ci parli lui della lettera A, ci parli del pasticcio di Allumiere. Infatti, come è andata a finire la Concorsopoli di Allumiere, per la quale Buschini si dimise? Come era il suo rapporto politico con gli indagati. Ecco ci parli di questo non della Russia. Che pensa Buschini dei rinvii a giudizio di poche settimane fa?”.

“Quando ci sarà trasparenza sulle assunzioni negli enti pubblici? – conclude in contrattacco - Poi ci parli dell'ambiente, dei mancati investimenti, delle bonifiche che arrancano, delle migliaia di casi di gravi tumori presenti nella nostra Valle del Sacco, delle migliaia di giovani morti prematuramente con un ambiente altamente compromesso. Le gravi responsabilità della Regione Lazio sono sotto gli occhi di tutti, non la Russia. Buschini ci parli degli ospedali chiusi dal centrosinistra, dalla politica fallimentare della sua parte politica nella sanità pubblica regionale. Poi ricordiamo sempre l'indignazione a metà. Quando a Cassino, vergognosamente, hanno esaltato come eroi i criminali marocchini, nessuno a sinistra ha detto nulla, in ricordo delle inenarrabili sofferenze delle donne ciociare”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Zeta di Gizzi: “Solidarietà alla Russia”. Richieste dimissioni immediate dell’assessore della Lega

FrosinoneToday è in caricamento