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Il passo indietro

Elezioni Frosinone 2022, il Pd riparte da zero: molla Vicano per non perdere gli alleati di centrosinistra

Il Pd riapre il tavolo progressista, rimette nuovamente in discussione le primarie, prova a riallacciare anche col Psi e non sosterrà il candidato sindaco civico, che ha dalla sua parte Italia Viva, Azione e con tutta probabilità anche il Polo Civico

Qualche giorno fa il Partito democratico aveva deciso una volta per tutte di ricorrere alle primarie per la selezione del candidato sindaco e la costruzione di un campo più largo possibile. Ora le ha rimesse nuovamente in discussione e ha preso le distanze dall’aspirante primo cittadino Mauro Vicano, il nome forte che avrebbe voluto sostenere sin dall’inizio.

Mentre il centrodestra naviga compatto verso le elezioni amministrative 2022, passando per primarie finalizzate più all’allargamento della coalizione visto il candidato di punta Riccardo Mastrangeli, il centrosinistra è ancora spaccato. Ecco perché il Pd ha deciso di riaprire il tavolo progressista, saltato proprio per via delle riserve nei confronti del civico Vicano, “un nome calato dall’alto” respinto sin da subito da Frosinone in Comune e Possibile.

Elezioni 2022: i movimenti nel centrosinistra

I vertici provinciali del Pd, il leader Francesco De Angelis e il segretario Luca Fantini, hanno incontrato Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) e i civici di area proprio per ripartire da zero. Si punta a costruire una coalizione che comprenda anche Movimento 5 Stelle, Articolo 1, Demos, Lista Cristofari, Europa Verde e Sinistra Italiana. A questo punto si tenterà un ultimo tentativo anche per riallacciare i rapporti con il “Nuovo centrosinistra” lanciato dal Psi assieme a Più Europa, ormai federato con Azione a livello nazionale.

Dalla parte di Vicano, che oltre sulle “sue” liste civiche pare proprio di poter contare però sulla stessa Azione nonché su Italia Viva, potrebbe schierarsi a questo punto anche il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. Contro quest’ultimo le riserve della sinistra pura, che non vuole dialogare con un movimento che fa tuttora parte dell’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco uscente della Lega Nicola Ottaviani. Passa in secondo piano il fatto che non abbia partecipato alla costruzione del centrodestra e sia ormai alleato del Pd nell’amministrazione provinciale.

Il Partito democratico, dunque, molla Vicano e tenta il tutto per tutto per non perdere gli alleati di centrosinistra. L’obiettivo, nel caso, è quello di stringere un accordo al ballottaggio. Ma come ha dimostrato soprattutto nel 2020 Ceccano, dove il centrodestra ha vinto clamorosamente al primo turno, è una manovra alquanto rischiosa. Anche ad Alatri, pur al secondo turno, la spaccatura del centrosinistra ha consegnato una vittoria agevole alla parte avversa. Soltanto a Sora, togliendo il simbolo come a Ceccano ma costruendo un campo largo, il Pd è riuscito a centrare il successo.    

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