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La Torre delle polemiche

Torre della pace, Mastrangeli: “Una trivella? Marzi a digiuno artistico”

A Frosinone, in vista del ballottaggio del 26 giugno, nuovo botta e risposta tra i due candidati. Il già sindaco Pd, dopo i faccia a faccia mediatici, vuole il confronto pubblico in piazza. E si fanno ormai il verso a vicenda

Continua a far discutere la realizzazione della Torre della Pace, in onore dei Santi patroni Silverio e Ormisda, presso il piazzale Vittorio Veneto di Frosinone. Mancano ormai tre giorni al ballottaggio tra Riccardo Mastrangeli (centrodestra) e Domenico Marzi (campo largo), fissato per domenica 26 giugno 2022.

Mastrangeli, dopo che l'Accademia di belle arti ha preso le distanze dalla Torre, ha messo a confronto la torre con il reliquiario realizzato dalla stessa Accademia in sinergia con la Diocesi. A detta sua è praticamente uguale, pertanto la velenosa definizione data da Marzi (trivella) sarebbe attribuibile anche alla statuetta. Marzi, dopo i faccia a faccia mediatici (anche in Rai), rilancia ancora una volta il confronto pubblico in piazza.

Marzi vuole il confronto, Mastrangeli lo lascia a digiuno... artistico

Marzi vorrebbe che il confronto si svolgesse venerdì 23 giugno 2022 alla presenza di tutti i giornalisti ma anche dei cittadini. Tutti liberi, stando alla sua proposta, di fare domande. "Sono convinto che non sprecheremo questa grande occasione di democrazia", dichiara il già sindaco 1998-2007 facendo il verso a Mastrangeli che aveva definito così le primarie del centrodestra. L'altro fa lo stesso con lo slogan di Marzi, "Forte e chiaro", ravvisando "un forte digiuno artistico" o "un segnale chiaro di smarrimento delle vecchie truppe". Parla dei 5 mila cittadini presenti sotto alla Torre della Pace durante i festeggiamenti patronali.  

Se la Torre, realizzata da imprese e tecnici locali, rispetta, anche come proporzioni, il reliquiario realizzato dall’Accademia, il candidato del PD finisce allora per definire una “trivella” anche lo stesso reliquiario? - si chiede e domanda retoricamente Mastrangeli Marzi sia più rispettoso della storia e dell’identità della nostra gente e della nostra terra, scoprendo un patrimonio umano che, quando era sindaco, ha sempre respinto e misconosciuto. Vorrei ricordargli, infine, che gli investimenti sulla cultura forse non sfamano, ma fanno crescere e, in alcuni casi, anche maturare”.

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