Fiuggi, sul “caso Fiorini” dura replica di Baccarini all’opposizione

Il primo cittadino in veste di Avvocato difende l’ex assessore in un processo incardinato nel 2017

Puntuale arriva la replica del sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini, alla nota dell’opposizione di Fiuggi Viva che nelle ore scorse aveva parlato in una nota inviata alla stampa di “scempio istituzionale e di una conferma dell'arroganza di un'amministrazione che, sin dal primo giorno di mandato, ha gestito la cosa pubblica senza condivisione, trasparenza e rispetto per la comunità. Dimostrando di confondere l'amministrare con il comandare”

La replica del sindaco Baccarini

"Questa volta la Fiuggi Viva ha superato ogni limite ponendo in discussione un diritto costituzionale come la difesa in giudizio. Confondendo, speriamo non volutamente, l’azione politica con i diritti individuali delle persone ivi compreso il diritto di difesa e la presunzione d’innocenza. E’ un fatto di gravità inaudita -  lo dichiara il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini - che va ben oltre ogni ragionamento politico in quanto mina i cardini della democrazia. Nel merito invece va fatta immediata e doverosa chiarezza sullo stato del processo a cui la Fiuggi Viva fa riferimento, che tra l’altro non è neanche iniziato e già volge al termine. E’ stato comunque incardinato nell’anno 2017, quindi precedentemente alle elezioni amministrative del giugno 2018.

A latere il dovere professionale e la deontologia impongono che non si abbandoni mai un cliente. Non l’ho mai fatto in vita mia e mai lo farò anche in presenza d’intervenuta elezione a sindaco che in nessun modo può e deve andare ledere un diritto costituzionale. Tanto più se la posizione dell’imputato, in quel processo è stata valutata sin dall’inizio neanche marginale ma addirittura penalmente irrilevante.

Desta comunque seria preoccupazione l’attuale “finta” e scomposta indignazione della Fiuggi Viva anche a fronte di precedenti storici. Più volte il sottoscritto nel corso degli anni, quale membro del consiglio comunale, ha assunto la difesa in processi penali che vedevano imputati membri dell’allora “maggioranza Martini”, della quale diversi e attuali componenti della Fiuggi Viva non solo facevano parte ma che proprio in quei processi erano essi stessi direttamente coinvolti. E non per presunti fatti privati, come l’attuale “caso Fiorini”, ma per reati contro la pubblica amministrazione.

Come mai in quei casi non fu manifestata indignazione da parte loro? Perché se il principio vale oggi valeva anche allora. La verità è che ancora una volta il comunicato stampa della Fiuggi Viva va ascritto a becero pettegolezzo di gruppo. Lo stesso che invece di porre in essere una costruttiva azione politica nell’interesse della città, in assenza di contenuti, tenta invano di minare i cardini della democrazia contro ogni codice deontologico e dovere professionale.

Dove tra l’altro innanzi ad un opera incessante come la nostra che sta risollevando le sorti di Fiuggi, dovrebbero sentire il dovere di collaborare nell’interesse generale. Evidentemente però non ne hanno ne i mezzi ne la capacità.

Di fronte ad una svolta storica, come quella in corso, questi inqualificabili tentativi non fanno bene prima di tutto a loro e poi alla comunità fiuggina. Ma evidentemente non se ne rendono proprio conto. Mi auguro almeno che vista la gravità delle loro affermazioni, l’avvocato Angelo Terrinoni, componente della Fiuggi Viva, si dissoci come codice deontologico impone da dichiarazioni che vorrebbero la nostra comunità proiettata indietro negli anni in pieno Medio Evo. Perché fatti di questo genere accadevano soltanto allora".

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