La Cisl lancia l'ultimatum alla Asl: "o si riconosco le progressioni economiche o andremo dal giudice"

È il contenuto della diffida che l’organizzazione sindacale ha trasmesso al Direttore Generale della Asl di Frosinone

A distanza di qualche giorno dalla precedente comunicazione in cui si preannunciava lo stato di agitazione la Cisl di Frosinone da l'ultimatum alla dirigenza della Asl. Quindici giorni di tempo per l’attribuzione delle fasce retributive relative alle progressioni economiche orizzontali del 2019 del personale Asl.

Nel caso in cui l’Azienda sanitaria non dovesse adempiere la Cisl Funzione Pubblica è pronta ad avviare ogni azione legale rivolgendosi alla Magistratura per veder riconoscere un diritto dei lavoratori. È il contenuto della diffida che l’organizzazione sindacale ha trasmesso al Direttore Generale della Asl di Frosinone.

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“Nel 2019, a seguito di apposito accordo sindacale, fu pubblicato dall’Asl di Frosinone un avviso interno, per soli titoli, per il riconoscimento, in favore dei dipendenti, delle progressioni economiche orizzontali – spiega il segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica Giovanni Giacomo Palazzo – Nonostante l’avvenuta indizione della selezione, riservata al personale del comparto sanità, l’Azienda, del tutto immotivatamente, a tutt’oggi, non ha ancora provveduto ad avviare le attività previste dal bando e necessarie al fine del riconoscimento del trattamento economico contrattuale. E ciò anche dopo essere stata direttamente, e più volte, sollecitata dalla Cisl Fp, al rispetto gli obblighi assunti. Riteniamo, allo stato attuale, che l’Asl oltre a non aver rispettato gli accordi sottoscritti, stia ledendo gravemente l’effettività dell’azione sindacale e gli interessi collettivi”.
Per questo motivo la Cisl Funzione Pubblica, per il tramite del proprio avvocato, ha trasmesso una formale diffida al Direttore Generale dell’Asl di Frosinone. Nella diffida l’organizzazione sindacale chiede di dare “formalmente seguito a tutti gli adempimenti necessari diretti a ottenere il dovuto riconoscimento economico nei confronti del personale del comparto sanità, entro il termine di quindici giorni dalla diffida”. E in caso di mancato adempimento la Cisl ha già annunciato che “provvederà alla tutela dei propri diritti e dei lavoratori iscritti, con ogni opportuna azione, rivolgendosi alla Magistratura competente

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