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La vela anti aborto della campagna di "Pro Vita & Famiglia"

La vela anti aborto della campagna di "Pro Vita & Famiglia"

Campagna anti aborto nel Capoluogo, le vele di ‘Pro Vita & Famiglia’ vengono definite “una vergogna”

Dal movimento ‘Rigenerare Frosinone’ fino alle esponenti ciociare del Pd passando per Possibile, Frosinone in Comune e Psi. Tutti contro l’iniziativa della onlus prolife “in difesa della vita nascente”

“Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta”. Così, lanciando l’hashtag #stopaborto, è tornata “la campagna in difesa della vita nascente” della onlus “Pro Vita & Famiglia”. Anche a Frosinone sono comparse tra le polemiche le vele con cui, a detta dei promotori, si “vuole mandare un messaggio chiaro: non esiste il diritto di uccidere una persona umana!”.  

Un’iniziativa che fa seguito a un’altra campagna, quella #dallapartedelledonne e contro la pillola abortiva Ru486 “che tanto ha fatto scalpore e sollevato diverse polemiche - affonda la onlus prolife - da parte di chi non vuole accettare la scienza e la verità”. Di contro, nell’ordine, le posizioni di Rigenerare Frosinone, Possibile Frosinone, Frosinone in Comune, Psi nonché delle esponenti ciociare del Partito democratico.   

Pro Vita & Famiglia: “Una questione mai affrontata seriamente” 

A fronte dei circa 80 mila aborti praticati in Italia ogni anno, il presidente della onlus Toni Brandi sostiene che si parla di “una questione che mai è stata affrontata seriamente e che è ora di rendere nota e pubblica”.  

Dichiarazioni rilasciate suulla scia di quanto esternato dal’ex presidente della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) Nicola Surico: “Far abortire una donna è un lavoro che non piace a nessuno e si tratta pur sempre di interrompere una vita. E questo pesa”.  

Così, infine, il vicepresidente di Pro Vita & Famiglia, Jacopo Coghe: “L’aborto è l’uccisione di un bambino. Sia pur piccolo, allo stato embrionale, fin dal momento del concepimento c’è un essere unico e irripetibile, nel grembro della madre”.  

Rigenerare Frosinone: “Puzzo di oscurantismo razzista e fascista” 

A scagliarsi per primo contro le vele anti aborto nel Capoluogo è stato il movimento “Rigenerare Frosinone”, che si professa a favore della rigenerazione sociale e culturale. “L'aria in città sta diventando irrespirabile – hanno detto i suoi attivisti alla vista dei cartelloni mobili - non solo per l'inquinamento, anche per il puzzo di oscurantismo razzista, fascista, refrattario ad ogni tipo autodeterminazione femminile. Bisogna assolutamente fare qualcosa”.  

Segnalazione condivisa dal Psi: "L'aria di Frosinone ha un tasso di inquinamento molto elevato, sotto tutti i punti di vista. E l'oscurantismo vi sguazza. E' iniziata già la campagna elettorale con una pubblicità... indiretta su cui bisogna meditare per il chiaro intento di violare il diritto alla salute delle donne costato anni di battaglie. Il Partito ringrazia il compagno Simone Campioni per questa segnalazione che è di una gravità assoluta.

Possibile Frosinone: “Ennesimo attacco alle donne” 

Per Gianmarco Capogna, in rappresentanza del partito ispirato e fondato da Giuseppe Civati, “nessuno può decidere sui nostri corpi. Nessuno spazio per la propaganda antiabortista a Frosinone. In giro per Frosinone sono arrivati cartelloni di Pro-Vita, portati in giro dalle vele, che promuovono posizioni anti-choice e profondamente oscurantiste che accostano aborto e omicidio”.  

“Una narrazione sbagliata e tossica che colpevolizza le donne e i corpi gestanti che decidono di ricorrere al diritto di abortire come previsto dalla legge nazionale 194/1978. Siamo di fronte all’ennesimo attacco alle donne, ai corpi e ai principi di libertà e autodeterminazione che da anni ci troviamo a fronteggiare a difesa della 194”. Intervento ampiamente condiviso anche da Frosinone in Comune, rappresentato in Consiglio comunale da Stefano Pizzutelli.

Le Democratiche ciociare: “Una vergogna le vele contro l’aborto” 

“Una vergogna le vele contro l'aborto comparse a Frosinone, immediatamente si ponga un freno alle campagne che violano il diritto di autodeterminazione delle donne – dichiarono all’unisono le esponenti ciociare del Pd - A 43 anni di distanza da quello che consideravamo un diritto acquisito, ovvero il diritto all'aborto, dobbiamo difendere con le unghie e con i denti la legge 194/78 messa in discussione ormai quotidianamente in Italia. È inaccettabile, non possiamo tornare indietro. Le cosiddette campagne "Pro vita", altro non sono che anacronistiche campagne che mettono in pericolo la vita di migliaia di donne”. 

Riguardo alla pillola Ru486, rifiutata dalla Regione Marche nei consultori con una scelta definita "inqualificabile” dalle Democratiche di Frosinone, queste ultime ritengono invece buona “la posizione della Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, che con atto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, si impegna a rimuovere ogni ostacolo all’aborto farmacologico, a cui si potrà ricorrere anche in regime ambulatoriale”. Inoltre, come fanno presente le democrat, “anche i medici obiettori saranno obbligati a ricevere formazione e a prestare soccorso alle donne che ha assunto la pillola”. Da qui la richiesta di messa al bando di “certe pubblicità che ledono i diritti acquisiti delle donne e che cercano di condurci a un passato di vergogna”.  

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