Confermato il Consiglio in presenza. Dai 'banchi' dell'opposizione reinsorgono: 'Rischi di contagio'

Scasseddu, Mastronardi, Stefano Pizzutelli e Riggi ribadiscono il loro 'no': 'Due consiglieri sono stati posti in quarantena in quanto contatti di positivi, un consigliere è a casa dopo un duro ricovero per Covid e la situazione è evidentemente al limite'

L'attuale sede del Consiglio comunale di Frosinone

La seduta odierna del Consiglio comunale di Frosinone, di scena alle 16, è stata confermata nella modalità “in presenza” presso l’ormai consueta sede della Protezione civile. A ribadire la loro forte contrarietà, già espressa nelle scorse ore, sono gli esponenti di opposizione Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune), Fabiana Scasseddu, Marco Mastronardi e Daniele Riggi (Gruppo Misto). Anche e soprattutto dopo aver appreso che il segretario comunale Angelo Scimè è in isolamento per via della positività registrata all’interno del Comune.   

All’ordine del giorno, secondo i suddetti consiglieri di minoranza, ci sarebbe per l'appunto il rischio di contagio da Coronavirus e ritengono che la decisione celi in realtà una mancanza di sicurezza del sindaco Nicola Ottaviani rispetto alla compattezza “a distanza” della maggioranza.  

“Basta una semplice determina del presidente del Consiglio (Adriano Piacentini, ndr) - dichiarano i quattro oppositori - e possiamo, come i comuni di Sora, Aquino, Mentana, tanto per citarne alcuni vicini, svolgere il nostro dovere di consiglieri comunali in perfetta sicurezza, senza rischi di contagio e di quarantena per i consiglieri, gli assessori, il sindaco e i dipendenti comunali”. 

Il quartetto, credendo altresì che “un Consiglio in videoconferenza sia anche un segnala alla città di un comportamento prudente, ma comunque efficiente”, fanno presente che “due consiglieri sono stati posti in quarantena in quanto contatti di positivi, un consigliere è a casa dopo un duro ricovero per Covid (Massimo Calicchia, ndr) e la situazione è evidentemente al limite”.   

I diretti interessati, nel frattempo, hanno accolto favorevolmente lo svolgimento a distanza del Question Time di mercoledì 4 novembre. “Si farà in videoconferenza, è vero - ne prendono atto - ma la pervicacia, l’insistenza in cui, in questi mesi, le sedute dal vivo in un’aula inadeguata per la quale il comune non ci ha mai dato risposta diretta fanno pensare o ad una riluttanza ottocentesca contro il mezzo tecnologico o ad una paura di perdere il controllo sui voti dei consiglieri che forse a casa potrebbero di colpo essere pervasi da un sussulto di dignità, ribellandosi al pensiero unico ed autoreferenziale”. 

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