Provincia, approvati i documenti di Bilancio. Duri gli attacchi di Danilo Magliocchetti e Gianluca Quadrini

Fuori Maurizio Bondatti dentro Antonio Cinelli. Massimiliano Mignanelli nominato alla vicepresidenza

Fuori Bondatti dentro Cinelli. Votata questa mattina durante la seduta del Consiglio provinciale la decadenza del consigliere del Pd Maurizio Bondatti, al suo posto, dicevamo, è subentrato Antonio Cinelli. Dopo il benvenuto corale per il ritorno del consigliere si è passati alla votazione del bilancio di previsione 2018, il pluriennale 2018/2020 ed il Dup 2018/2020. Gli otto voti favorevoli hanno portato all'approvazione dei tre punti che, hanno spiegato in sede di discussione, "prevedono garanzie per i servizi, senza aumento delle tariffe, nonostante i tagli. Sono presenti maggiori risorse sulle strade rispetto al 2017, riconfermate le risorse per le scuole. Inoltre, attraverso un fondamentale lavoro di revisione della spesa improduttiva, potranno essere recuperati ulteriori fondi da destianre alle attività dell'ente. 

Ripartita la macchina amministrativa

“È vero – ha sottolineato il Presidente - ci resta ancora tanto da fare, ma questo dipende anche dal quadro nazionale e dalle intenzioni del prossimo Governo. Vogliamo continuare a dare risposte al territorio e ai comuni sulle strade e sulle scuole, senza dimenticare che abbiamo rimesso in moto la macchina amministrativa e riorganizzato il personale. Stiamo affrontando e risolvendo, una dopo l’altra, tutte le criticità che ci siamo ritrovate e che riguardavano situazioni del passato. Ripartiamo dunque dal nostro modello, quello della concertazione e condivisione con tutti gli attori territoriali, non dimenticando mai che il nostro unico obiettivo è quello di valorizzare la nostra terra, i suoi cittadini e i loro diritti. Siamo una delle poche Province ad avere fatto questo primo passaggio sul bilancio. E questo è un dato di assoluta evidenza che va considerato”.

L'attacco di Danilo Magliocchetti

Ha votato contro il Capogruppo di Forza Italia Danilo Magliocchetti per il quale i Documenti di Bilancio " presentati oggi nell’aula consiliare dall’Amministrazione Pompeo, non in virtù della logica dei numeri, oggettivamente quasi obbligati, ma in funzione del ruolo, strategico e politico, che la Provincia non è stata in grado di esercitare in questi quasi 2 anni di gestione. È chiaro che, sia il DUP (documento unico di programmazione) che il bilancio 2018 e pluriennale 2018/2020, vanno valutati, senza preconcetti demagogici e strumentali, in un contesto normativo e di risorse finanziarie, sicuramente penalizzante.

Legge Delrio simbolo dell'incapacità 

È assolutamente vero, infatti, che la riforma delle Province, prevista dalla Legge Delrio, è stata probabilmente il monumento all’incapacità progettuale e gestionale che un Governo abbia mai prodotto e che gli effetti, per gli Amministratori di questi Enti, sia dal punto di vista delle poche deleghe gestite, che dal punto di vista delle risorse disponibili, sono stati veramente disastrosi.
Ma, allo stesso modo, è altrettanto vero che la Provincia di Frosinone in questi ultimi anni, non ha recitato in alcun modo, tanto da risultare quasi impalpabile la sua presenza sul territorio, il proprio ruolo di riferimento, peraltro espressamente previsto dalla Legge Delrio, per tutti i Sindaci e le imprese, che avevano visto nell’Ente di Piazza Gramsci l’unico interlocutore di raccordo con la Regione Lazio e con il Governo centrale.

L'assenza dell'ente

La provincia infatti è stata colpevolmente assente nella gestione di tante tematiche di impatto, che richiedevano una precisa presa di posizione e di denuncia, come ad esempio per la sanità, oppure per l’ambiente. Chi ricorda una sola voce dell’Ente sulla situazione della valle del sacco o su quella dei pronto soccorso degli ospedali? La voce della provincia è mancata inoltre sulle politiche industriali e sull’occupazione. Il tanto reclamizzato Comitato per lo Sviluppo che fine ha fatto?  
L’assemblea dei Sindaci poi, che poteva veramente costituire il nuovo valore aggiunto nelle rivendicazioni a favore del territorio, è stata interpellata solo episodicamente, senza un vero e proprio coinvolgimento diretto, che invece avrebbe potuto sopportare le scelte strategiche della provincia con un peso specifico, dal punto di vista politico, notevolmente maggiore. Scelte strategiche che di fatto non ci sono state in nessun campo e con la presunta giustificazione di mancanza di deleghe e di soldi, l’Amministrazione Pompeo si è limitata a gestire l’ordinario, senza alcun sussulto di orgoglio. Proprio la mancata completa riforma delle province, naufragata all’esito del referendum dello scorso anno, imponeva a quella di Frosinone di ritagliarsi uno spazio importante di peso politico strategico in tema di rivendicazioni territoriali".

Gianluca Quadrini contro la maggioranza

Ha puntato il dito con la maggioranza del presidente Pompeo, il consigliere Capogruppo di Noi con l'Italia Gianluca Quadrini. Una maggioranza da lui definita "latitante e assente sul territorio". Quadrini si è soffermato in particolar modo sulla mancanza di convocazione di Commissioni Consiliari. "Una maggioranza latitante, assente durante la maggior parte della settimana. Un astensionismo che dura da troppo tempo. Adesso basta. Le commissioni consiliari non vengono mai convocate e così non si lavora come si dovrebbe e non si riescono a risolvere mai le varie problematiche del nostro territorio, nè a dare quelle risposte ai cittadini che attendono da tempo. Tranne la Commissione Programmazione e Bilancio convocata dal presidente Massimiliano Mignanelli, le altre 3 commissioni non vengono mai nominate.

Consiglieri indecorosamente assenti

Così mentre noi della minoranza veniamo in Provincia con tutte le buone intenzioni com’è nostro costume, succede che ogni volta per trovare un numero legale di consiglieri dobbiamo sudare. I consiglieri di maggioranza sono indecorosamente assenti e noi non risuciamo ad incidere risultando inevitabilmente impotenti anche nell'esercitare il potere politico perché siamo sempre all'oscuro di tutto, in quanto non veniamo adeguatamente informati. La domanda è: perché si sono candidati, chiedendo il voto agli elettori, se poi non intendevano assumersi le responsabilità?

Una palude amministrativa senza precedenti

Una latitanza che evidenzia il permanere dello stato di forte disagio politico in cui versa la maggioranza guidata da Pompeo. La situazione è diventata insostenibile. La provincia di Frosinone è in una palude amministrativa senza precedenti. Molti i progetti avviati e bloccati o falliti, a discapito dei cittadini. Una Provincia abbandonata a se stessa, non c’è più indirizzo politico ai sensi del 267 del 2000 e i consiglieri si sentono sviliti del loro ruolo perché impossibilitati ad esercitarlo. Oggi in Consiglio provinciale è stata l’ennesima dimostrazione di quanto detto. Mentre noi cerchiamo di fare e concretizzare gli altri mettono i bastoni fra le ruote. Questo è grave. Pompeo intervenga. Il territorio vuole risposte concrete”.

La cultura mette tutti d'accordo

Se il Bilancio ha provocato pareri discordati a fare da ago della bilancia tra opposizione e maggioranza è stata la cultura. Entrambi gli schieramenti hanno riconosciuto ed apprezzato l'impegno profuso in ambito culturale dall'ente di piazza Gamsci rivolgendo i complimenti per il lavoro svolto al presidente del Consiglio provinciale, Luigi Vacana che è riuscito a portare avanti iniziative di alto livello con ospiti di elevato calibro, uno tra tutti Giancarlo Giannini.

Massimiliano Mignanelli nominato vicepresidente

Sempre nella giornata di oggi il presidente Antonio Pompeo ha provveduto alla nomina della vicepresidenza al consigliere Massimiliano Mignanelli. “Si tratta di una figura espressamente prevista dalla legge 56. Una figura importante, che Massimiliano Mignanelli sicuramente interpreterà al meglio, coinvolgendo un’area importante della nostra provincia”.

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