Le "note stonate" del Festival dei Conservatori

Luci ed ombre sulla manifestazione artistica che avrà inizio domani. Dopo la Sardellitti anche Pizzutelli vuole vederci chiaro

Prosegue il caso Festival dei Conservatori. Prevista per domani l'inaugurazione della kermesse artistica ma, ad oggi, ancora non si conoscono le somme destinate all'organizzazione dell'evento. Il dilemma è stato sollevato dal consigliere Alessandra Sardellitti durante il question time di mercoledì. Non una richiesta isolata, anche il consigliere Stefano Pizzutelli ha storto il naso quando il dirigente Andrea Manchi ha fornito le spiegazioni sul perchè della rettifica del bando di gara previsto nella determinazione dirigenziale del 21 maggio 2018 nella quale si legge "sono stati approvati gli atti di gara per l’affidamento ad Impresa specializzata, da individuare mediante procedura aperta, delle attività organizzative e di supporto alla manifestazione “Festival Nazionale dei Conservatori Italiani” Città di Frosinone".

Il dietro front

A distanza di due settimane, e siamo al 5 giugno, ecco che arriva la revoca del bando con un'ulteriore atto dirigenziale in cui, tra le premesse, si scrive: "che si è instaurato un rapporto collaborativo sperimentale con il Conservatorio di Musica Licinio Refice, volte ad assicurare lo svolgimento di alcuni servizi di natura didattica ed artistica già ricompresi tra quelli messi a gara con la citata determinazione dirigenziale". "Quindi ciò che non è artistico resta in capo al Comune - spiega Pizzutelli - la Giunta (con delibera del 30 maggio) dà mandato al dirigente di "organizzare l'esecuzione dei restanti servizi a mezzo di affidamenti diretti in economia o gestione degli uffici"

Ed ora?

Ad un giorno dall'inizio il consigliere quindi chiede: "A chi sono stati affidati i servizi? L'importo complessivo dei servizi affidati è sopra i 40.000 euro e quindi era necessario il bando? (secondo il dirigente sì, ma il bando non si fa perché, adesso, a differenza di maggio, i servizi possono essere spacchettati; - e rivolgendosi al dirigente Manchi fa notare che - si chiama frazionamento artificioso (una procedura contraria alla Legge sugli appalti).

I "debiti" del passato

In aggiunta a ciò Pizzutelli si sofferma sull'unico dato certo ovvero la spesa di 10.000 euro per pagare i vincitori dello scorso anno. "Sì, perché l'anno scorso, l'anno dello spreco (40% di partecipanti in meno e 20% di spese in più - 115.000 euro o giù di lì) il Comune aveva pagato gli organizzatori ma si era dimenticato gli artistB. I tre gruppi arrivati primi, infatti, sono stati pagati solo ad aprile del 2018 e solo previa richiesta. Del resto, cosa è più importante, pagare un'organizzazione inutilmente faraonica o gli artisti? Quest'anno incredibilmente si ha una riduzione dei costi del 35% circa. - e provocatoriamente chiede - Perché l'anno scorso è costato 115.000 euro un festival che quest'anno si può fare con 75.000? Ovvio, l'anno scorso c'erano le elezioni".

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