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La richiesta inviata dalla Fials Frosinone

La richiesta inviata dalla Fials Frosinone

La Fials ritrae le direttrici della Asl come le nipoti di Paperina: insorgono i consiglieri regionali di maggioranza

"La parte peggiore della lettera arriva all’apice del sessismo e della misoginia raggiunta da Cip e Ciop". Definiti così il segretario provinciale D'Angelo e l'avvocato Tomasso a fronte della loro derisione delle dottoresse D'Alessandro, Di Giulio e Carli

La Fials Frosinone viene tacciata di sessismo da parte dei consiglieri regionali di maggioranza a fronte della sua lettera in cui le direttrici della Asl Pierpaola D'Alessandro, Eleonora Di Giulio e Simona Carli vengono ritratte come le nipotine di Paperina: Emy, Ely ed Evy. A sottoscrivere la richiesta di valutazione del management aziendale, finita ora nella bufera, sono stati il segretario provinciale della Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e SanitàFrancesco D'Angelo e l'avvocato Giuseppe Tomasso. Secondo loro una direzione tutta al femminile non sarebbe stata in grado di gestire l'emergenza sanitaria. 

I due, per restare in tema, vengono accostati a Cip e Ciop e attaccati da tutti i componenti della maggioranza consiliare: Leodori, Buschini, Battisti, Vincenzi, Mattia, Bonafoni, Ciani, Ognibene, Capriccioli, Cavallari, Di Biase, Civita, Califano, Tidei, Leonori, Lena, Patanè, Minnucci, Grippo, Panunzi, Refrigeri, La Penna e Forte. "È con grande rammarico che apprendiamo degli attacchi - aggiungono dalla Asl di Frosinone - Ci rattrista sapere che nel 2021 ancora si debba mettere in discussione le capacità di un individuo solo perché donna".

Così, infine, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: "Attaccare in ordine al genere è un intollerabile atto sessista, una vera indecenza - critica - Ridicolizzare, denigrare e insultare delle professioniste non è accettabile e non fa certo onore a chi ha firmato la lettera indirizzata all’assessore D’Amato. Non è questo il modo di esporre il proprio pensiero, non si possono esprimere divergenze con mediocri insulti sessisti. Chi lo ha fatto dimentica che dietro a dei ruoli istituzionali ci sono delle persone, che il rispetto è la regola che dovrebbe sempre guidare qualsiasi tipo di dibattito. Alle tre dirigenti va tutta la mia solidarietà”.

I consiglieri regionali di maggioranza: "Una violenza verbale inaudita"

“Adesso è ora che la facciano finita - sbottano all'unisono i suddetti consiglieri regionali del Lazio - Non appena una donna arriva ad un posto di comando gli insulti beceri e sessisti non tardano ad arrivare, ma questo non sarà più tollerato. L’avvocato Giuseppe Tomasso, in una richiesta di chiarimenti sulla gestione della ASL di Frosinone, firmata a due mani con il Segretario Fials, Francesco D’angelo, ha ben deciso di ridurre il tutto ad una buffonata, mettendo ben esposta l’immagine sotto la sua intestazione della versione femminile di “qui, quo e qua” i tre personaggi Disney, al fine di ledere l’onore e la dignità delle tre direttrici della ASL ciociara, la Dott.ssa Pier Paola D’Alessandro, la Dott.ssa Eleonora Di Giulio e la Dott.ssa Simona Carli. La missiva, indirizzata anche all’Assessore D’Amato, è di una violenza verbale inaudita. Non paghi della pagliacciata in prima pagina hanno deciso di chiamare le tre direttrici, con un profilo ed una competenza professionale di indubbia specchiatura, apostrofandole “Ely, Emy ed Evy”, come i tre personaggi di Paperino. Tutto questo in una lettera inviata a degli organi istituzionali e che meriterebbe un certo livello di serietà".

Il duo D'Angelo-Tomasso accostato a sua volta a Cip e Ciop

"La parte peggiore della lettera - spiegano in conclusione - arriva all’apice del sessismo e della misoginia raggiunta da “Cip e Ciop” - per usare un linguaggio consono ai due orgogliosi firmatari. Scoprendo le carte il duo drammaticamente comico mette in evidenza il vero problema nei confronti delle tre direttrici; il problema di Cip e Ciop è il fatto che si tratti di tre donne. I due infatti scrivono: “Una terna femminile non avrebbe potuto reggere all’urto delle problematiche. Una terna femminile tutta sola al comando per due misogini e sessisti come loro è indubbiamente difficile da mandare giù. Negli anni le terne tutte al maschile di direttori ASL non erano mai state messe in dubbio nelle loro capacità per il solo fatto di essere composte da tre uomini, come hanno fatto i due Signori nella loro ignobile e vergognosa lettera. A questo punto, come maggioranza del Consiglio regionale del Lazio, auspichiamo l’intervento della Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Avv. Maria Masi, perché certi toni dispregiativi nei confronti delle donne ledono anche l’Ordine degli Avvocati, oltre alle donne tutte". 

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