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Per Frosinone Indipendente la vera 'grande opera' è una: “Via i rifiuti e creazione del Parco del fiume Cosa”

Dopo la scoperta delle Terme Romane, gli oppositori Scasseddu, Mastronardi e Riggi invocano la bonifica e un’area archeologica e paesistica nel tratto fluviale tra Maniano e Stazione. “Non l’ennesimo centro commerciale o l’aeroporto civile”

Rifiuti lungo il fiume Cosa

Frosinone Indipendente, il gruppo di minoranza formato da Fabiana Scasseddu, Marco Mastronardi e Daniele Riggi, vuole quella che ritiene “l’unica vera grande opera” da realizzare nel Capoluogo: il Parco urbano archeologico e paesistico del fiume Cosa. Recatisi lungo il tratto fluviale compreso tra le zone Maniano e Stazione, all’indomani della presentazione delle Terme Romane, gli oppositori invocano nell'immediato una bonifica vegetazionale e la rimozione dei rifiuti.

Frosinone Indipendente: "Questa volta si passi realmente dalle parole ai fatti"

“Questa scoperta ci allieta - dichiara all’unisono il trio di minoranza, parlando del ritrovamento dei mostri marini - ma allo stesso tempo accresce il senso di frustrazione nel non poter godere appieno delle tante ricchezze che il fiume ci offre. Crediamo e speriamo fortemente che questa volta si passi realmente dalle chiacchiere ai fatti”.

Così, all’attenzione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Ottaviani, si chiede con forza di riqualificare appieno “ricchezze di natura sia storia ma anche naturalistiche - evidenziano - al punto che si potrebbe dire che, percorrendo il fiume, è possibile ripercorrere la storia di Frosinone dalle epoche più remote, volsca e romana, a quelle più recenti, di fine Ottocento e Novecento”. Vengono menzionati, tra gli altri, tesori come le Tre Mole e i lavatoi e Lo Schioppo: “Un patrimonio nel cuore della città - lo definiscono - che continuiamo a snobbare”.

Scasseddu-Mastronardi-Riggi: "Non l'ennesimo centro commerciale o l'aeroporto civile"

Il tutto, a detta loro, “mentre c’è chi si entusiasma dinanzi all’ennesimo centro commerciale o, peggio, a malaugurate proposte tipo la realizzazione dell’aeroporto civile”. Si riferiscono alla riconversione dell’area ex Permaflex e a quanto vorrebbe creare l’Associazione progetto aeroporto di Roma Frosinone (Aparf). Intanto, però, “il fiume non si arrende – lamentano Scasseddu, Mastonardi e Riggi - ed in questi giorni ha lanciato l’ennesimo grido, destinato ai più sordi, che è anche un grido di dolore”. In conclusione, visto che l’area della Fontana Bussi è ancora occupata dal cantiere del gestore idrico Acea, viene rispolverata una loro interrogazione risalente al mese di settembre 2020: “È possibile - chiedono e si domandano ancora – che il Comune acconsenta all’utilizzo di un ‘suo’ monumento come area di stoccaggio dei materiali di cantiere?”.  

L'area della Fontana Bussi-2

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