A tu per tu con il consigliere comunale Marco Ferrara

Dalle elezioni per il Senato accademico al suo secondo mandato a sostegno del sindaco Ottaviani, intervista all'esponente di Fratelli d'Italia che non teme di far sentire la propria voce dai banchi della maggioranza

Marco Ferrara

È un consigliere di maggioranza pronto ad alzare la mano quando, dal suo punto di vista, c'è qualcosa che non è coerente con gli interessi della città ma pronto ad applaudire le iniziative che meritano. Un consigliere che ha puntato molto sul farsi portavoce delle esigenze dei cittadini andando a segnalare le criticità riscontrate nel quotidiano.

Marco Ferrara, classe 1971, capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia si è concesso per un'intervista in cui ha raccontato il suo modo di intendere la politica e le battaglie che ha portato e vuole portare avanti nel rispetto di una città che, seppur non gli ha dato i natali, ama profondamente.

La sua idea di politica, dicevamo, è chiara e si basa sul presupposto che si debba amministrare con "diligenza ed intelligenza mettendo al primo posto gli interessi della cittadinanza senza aver paura di andare a toccare questioni che possono dimostarsi spinose". Per questo, anche se siede tra i banchi della maggioranza per la seconda volta consecutiva al fianco del sindaco Ottaviani, non ha remore nel far sentir la propria voce e di portare all'attenzione del Consiglio durante il question time, sulla stampa, o ancora, come di frequente sta accadendo, sui social, quelli che sono i problemi della città. Sulla sua pagina non mancano foto di lampioni dell'illuminazione caduti a terra e che rappresentano un pericolo per i passanti, così come appaiono con frequenza le immagini che ritraggono delle vere e proprie discariche a cielo aperto. Segnalazioni sì ma anche riconoscimenti agli uffici competenti che intervengono per ripristinare la situazione.

La sua passione, ci racconta "nasce ai tempi dell'università quando venni eletto nel Senato accademico. Dovetti lasciare per questioni di lavoro ma nel tempo non ho mai trascurato il mio interesse per la politica". Un interesse che si è consolidato nel corso degli anni fino ad arrivare alle elezioni amministrative del 2012, anno in cui si presentò per la prima volta come candidato del Popolo della Libertà a sostegno di Nicola Ottaviani.  Il suo posto in Consiglio non arrivò nell'immediato ma due anni più tardi, nel dicembre del 2014, prima facendo parte del gruppo consiliare Frosinone nel cuore, poi in Scegli Frosinone. Nel frattempo racconta "ho frequentato gli uffici comunali per osservare da vicino il lavoro, apprendendo quanto c'era da sapere".

Nel 2017 di nuovo la candidatura alle Amministrative forte di un'esperienza che gli ha permesso di far sentire le sue idee in Aula. Questa volta entra da subito in Consiglio indossando i colori di Fratelli d'Italia, un partito che, spiega "mi ha dato l'opportunità di confrontarmi con realtà fuori dai confini ciociari sedendo al tavolo con consiglieri regionali e parlamentari" e al cui interno Ferrara ad oggi ricopre il ruolo di dirigente regionale e membro del direttivo provinciale con la delega Finanza e rapporti istituzionali. 

Tra ciò che apprezza maggiormente della sua Frosinone, Ferrara elenca la Villa Comunale "un'area bellissima che andrebbe ulteriormente valorizzata, migliorando ad esempio lo spazio dedicato ai giochi per i bambini, lo stadio "da grande tifoso del Frosinone" e "il polo culturale rappresentato dal Conservatorio e l'Accademia delle Belle Arti".

Accanto alle tante ricchezze del capoluogo non passano inosservate le criticità che interessano il centro storico. "È una zona che avrebbe bisogno di investimenti sia pubblici che privati. Tra le priorità c'è sicuramente la risoluzione della questione che verte sui piloni".

Si passa quindi ad una lunga lista di battaglie per le quali si sta attivando, dal contratto del fiume Cosa, all'attivazione della fogna di Maniano, al depuratore Acea per il quale ha dichiarato di aver fatto richiesta di accesso agli atti. Tra le questioni sulle quali pende un grande interrogativo, così come fatto in passato, Ferrara torna sulla mancata apertura del ponte del Casone, valida soluzione di collegamento tra la Villa comunale e il quartiere Cavoni, sottolineando infine il suo pieno appoggio alle iniziative che il sindaco Ottaviani intenderà intraprendere per ciò che concerne la riqualificazione della zona Scalo, interessata da un progetto che ha conosciuto una battuta di arresto con il congelamento di 18 milioni di euro dovuto al decreto Milleproroghe. 

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