Strage 2 agosto 1980, Ruspandini: “Nessuno di noi era a Bologna”. Anpi: “Se intende ‘noi fascisti’ si dimetta”

Contro il Senatore ciociaro, dopo il post su '40 anni di bugie e di processi farsa', in primis le sezioni dell’Associazione Partigiani di Frosinone e Ceccano, e poi anche Mentana. In sua difesa, l’intero universo provinciale di Fratelli d’Italia

Il Senatore ciociaro di Fratelli d'Italia Massimo Ruspandini

“Nessuno di noi era a Bologna. 40 anni di bugie e di processi farsa”, così il Senatore ciociaro di FdI Massimo Ruspandini nel suo post social che, in occasione del 40esimo anniversario della Strage del 2 agosto 1980, ha scatenato le immediate reazioni delle sezioni Anpi di Frosinone e Ceccano – la cittadina di cui è originario il parlamentare – nonché nell'ordine, tra gli altri, della Consigliera regionale dem Sara Battisti, della candidata sindaca del comune fabraterno Emanuela Piroli e del neo-segretario provinciale del Pd Luca Fantini. Non solo: con tanto di cassa di risonanza a livello nazionale, lo ha criticato anche il direttore del Tg La7 Enrico Mentana. In difesa dello stesso Ruspandini, che ha poi replicato agli attacchi e alle richieste di dimissioni, l’intero universo provinciale di Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale.  

++ Articolo aggiornato alle 18:00 ++

Il post del Senatore Ruspandini sulla Strage di Bologna-2

Anpi: “Se intende ‘noi fascisti’ si dimetta immediatamente” (02/08/2020, 15:07)

“Il Senatore Ruspandini spieghi il post che ha pubblicato - ha scritto l’Anpi Frosinone sulla propria pagina Facebook – Con ‘Nessuno di noi’ cosa intende? Se intende ‘noi fascisti’ si dimetta immediatamente. Se intende "noi nar" si dimetta immediatamente. Nella Repubblica fondata dai Partigiani non c'è posto per questi ‘noi’ nelle istituzioni”. Sulla stessa lunghezza d’onda, ovviamente, anche l’Associazione Partigiani di Ceccano: “Ruspandini, di recente impegnato a difendere la sua Contea, scivola ancora sulla storia. Questa volta è la strage di Bologna ad ingannare il suo ego”.

“Il Senatore usa un ‘Noi’ sconcertante riferendosi ai fatti di 40 anni fa – aggiungono - Un ‘noi’ che, se fosse legato ai fascisti o agli squadristi dei Nar, responsabili della strage, profilerebbe un grave atto perpetrato da un rappresentante delle nostre istituzioni Repubblicane, per di più con un processo ancora in corso per appurare la verità e che sta portando alla luce retroscena inquietanti. Massimo Ruspandini faccia chiarezza su quel “noi”. Meglio ancora, rimuova quel post offensivo per le vittime, per le famiglie e per la storia democratica della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza Partigiana e fondata sui valori della Costituzione. Altrimenti faccia un passo chiaro, dimettendosi da un ruolo che non può ricoprire”.

Battisti (Pd): “Ruspandini è quel tizio che bruciava i libri di storia in piazza” (02/08/2020, 19:51)

“Massimo Ruspandini è quel tizio che bruciava i libri di storia in piazza”, ha voluto ricordare la Consigliera regionale del Partito democratico, originaria di Fiuggi, con l’hashtag #cosìperdire. In realtà, come è stato puntualizzato da molti sostenitori del Senatore, lo stesso Ruspandini e Stefano Gizzi - all’epoca dei fatti, nel maggio 2006, consiglieri comunali di minoranza, rispettivamente di Democrazia Cristiana e Alleanza Nazionale – non bruciarono un libro di storia bensì un romanzo, il “Codice da Vinci”, in quanto ritenuto “un volume blasfemo che offende gravemente Gesù Cristo”.

Tornando al post in questione, “secondo i troll del Senatore - ha commentato poi la stessa Battisti - questo sarebbe normale”. Da qui, al di là dell’argomento iniziale, la gara dei rispettivi seguaci tesa ad “eleggere” chi, tra Ruspandini e Battisti, il politico che abbia prodotto più risultati. Tra questi Daniele Massa, Presidente provinciale di Gioventù nazionale e candidato consigliere di Ceccano: “Sara Battisti - ha controbattuto, rispedendo l’hashtag #cosìperdire alla mittente - è quella tizia che difende il depuratore di Ceccano, dice che funziona e non puzza, sta seduta in consiglio regionale e non ha prodotto un solo atto per la bonifica della Valle del Sacco”.

FdI-Gn: “Il nostro ‘Nessuno di noi era a Bologna’ è voglia di verità e giustizia” (02/08/2020, 20:42)

"Anpi Ceccano ha perso una buona occasione per restare in silenzio - hanno dichiarato all’unisono il Vicepresidente provinciale di Fratelli d’Italia Gabriele Picano, il dirigente di Gioventù nazionale-Frosinone Alessandro Vincitorio e il dirigente provinciale di FdI Maurizio Tivinio - Sì, mentre il Senatore Massimo Ruspandini è impegnato nella difesa della propria Contea invece di scivolare sulla storia ha cercato semplicemente di esprimere un proprio pensiero ed un pensiero di una comunità che a distanza di 40 anni cerca con grande forza la verità e soprattutto la giustizia. Cari "amici" di ANPI Ceccano ribadiamo che il nostro "nessuno di noi era a Bologna" è voglia di verità e soprattutto di giustizia, da sempre noi siamo vicini alle 86 vittime e dopo 40 anni mentre voi puntate il dito verso una parte politica dimenticando le vittime e le loro famiglie, il nostro è ancora una volta l'inno alla verità e alla giustizia”.

“Alla sig.ra Sara Battisti, consigliere regionale del Lazio, che interviene a sproposito tramite social - hanno detto in conclusione - invece chiediamo di farsi un vero e proprio esame di coscienza politica e di spiegare a tutti noi cittadini della Regione Lazio, ed in particolare della Provincia di Frosinone, cosa ha prodotto lei e il suo PD nel proprio mandato. Purtroppo zero. A tal proposito vogliamo esprimere massima solidarietà al Fratello, ancor prima che Senatore, Massimo Ruspandini che in questa giornata è stato attaccato in maniera gratuita forse per invidia politica o perché quando mancano contenuti è semplice attaccare chi più di tutti produce per il proprio.

Ruspandini (FdI): “Fatelo leggere bene questo Post. Ridicoli senza onore” (02/03/2020, 23:24)

Quando al termine della giornata - ha scritto il Senatore di Fratelli d’Italia - vieni attaccato dai partigiani dell’Anpi per aver osato mettere in discussione una verità processuale che non convince nessuno; quando vieni insultato per aver difeso Giorgia Meloni ignobilmente ingiuriata dallo pseudo intellettuale di turno; quando vieni offeso e deriso dalle donne e dagli uomini del PD e dai soliti radical chic, vuol dire che hai fatto il tuo dovere di patriota e di uomo. A voi che gestite tutto: governo nazionale, regioni, enti importanti da generazioni; a voi che avete amicizie nelle procure e tra i potenti, prendetevela pure con me...”.

“Vi ringrazio per la vostra “storica” attenzione. Ma lasciate stare le nostre ragazze e i nostri ragazzi, i nostri militanti e i nostri dirigenti. Sono la parte migliore della provincia e dell’Italia e non perché non perdono occasione di difendermi. Sono diversi da voi perché noi questa nazione la amiamo al di sopra di tutto anche se a tanti di questi ragazzi, di queste persone, ha dato troppo poco. In troppi posti d’Italia, non solo se vuoi far carriera devi avere il nonno partigiano e il papà o la mamma del PD ma anche per trovare un posto di lavoro...”.

“L’Italia a troppi di questi ragazzi ha dato troppo di meno e da troppo di meno perché stanno a destra e perché stanno con Ruspandini o con Fdi. Ma l’Italia continuano ad amarla, troppo di più di voi che la scambiereste per un altro posto qualsiasi del mondo se non fosse per i vostri privilegi. Cari compagni, tante delle nostre donne e dei nostri uomini, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi domani si alzeranno per cercare un posto di lavoro che le vostre politiche gli hanno negato per troppo tempo. Non conosco uno solo dei dirigenti del Pd anche a livello giovanile che è in attesa di occupazione. Questa è la verità. E ora andate a piangere da qualcuno. Fatelo leggere bene questo Post. Ridicoli senza onore”.

Coalizione Piroli: “Un post inaccettabile, sulla scia del negazionismo” (03/08/2020, 8:24)

Il senatore Massimo Ruspandini non perde occasione per scivolare pericolosamente su fatti storici che hanno segnato il nostro Paese - ritengono dal comitato elettorale per Emanuela Piroli Sindaco di Ceccano - Sui fatti della strage di Bologna del 2 agosto 1980, di matrice fascista, in occasione del quarantesimo anniversario, Ruspandini ha pubblicato un post inaccettabile, sulla scia di un negazionismo di estrema destra, che ha visto scendere in piazza neofascisti, skinhead, esponenti di forza nuova”.

“’Nessuno di noi era a Bologna’. Non si può comprendere l’uso di un “noi” che, se fosse legato ai responsabili fascisti dell’attentato, o agli squadristi del Nar, sarebbe un grave attacco alle stesse istituzioni democratiche che dovrebbe rappresentare, in qualità di senatore della Repubblica. Riportando le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siamo fortemente convinti che occorra riaffermare ‘il dovere della memoria, l’esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia’”.

“Come coalizione, condividendo e rafforzando il messaggio della sezione dell’ANPI, chiediamo un necessario chiarimento dell’accaduto, a tutela della storia e della dignità delle 85 vittime e delle famiglie e riteniamo ulteriormente offensivo e inopportuno il successivo “post da vittima” acchiappa like, del senatore Ruspandini che, in politichese, rigira la frittata, distoglie l’attenzione, senza entrare nel merito della questione. Chiediamo, che il senatore Ruspandini si dimetta, per la gravità di quanto divulgato”.

Mentana (La7): "Rivendica appartenenza a quell'esercito eversivo" (03/08/2020, 12:16)

"Quando qualcuno - oltretutto senatore in questo caso - nega le responsabilità del terrorismo nero per la bomba alla stazione affermando fieramente "Nessuno di noi era a Bologna" rivendica la propria appartenenza a quell'esercito eversivo e se ne fa tuttora portavoce", ha postato sulle proprie pagine social il direttore del Tg La7 Enrico Mentana

Ruspandini (FdI): "Preferiscono che la verità non emerga?" (03/08/2020, 14:32)

"Sulla strage di Bologna (e non solo), l’Italia ha bisogno di verità, non di propaganda e mistificazioni. Dal 1980 a oggi è stata raccontata una storia che, a chiunque abbia un briciolo di onestà intellettuale, non convince e cioè quella di una “strage fascista” (dalle oscure finalità), termine dietro al quale non sono stati additati solo i “terroristi neri”, ma anche un intero mondo politico di destra, MSI compreso".

"Nello scrivere “nessuno di noi era a Bologna” rivendico il diritto di contestare una verità giudiziaria palesemente falsa che imputa alla destra la strage di Bologna e difendere milioni di elettori e militanti di destra che da sempre agiscono nel pieno rispetto della democrazia e delle leggi. Se taluni giornalisti e politici avessero in questi 40 anni dedicato lo stesso sforzo a cercare la verità di quello che hanno profuso a costruire teoremi contro la destra, oggi si parlerebbe con ogni probabilità in modo diverso della strage di Bologna".

"Al direttore Mentana, ai diversi giornalisti e politici, all’Anpi, che sono stati così solerti nello scagliarsi contro un mio post su Facebook, chiedo di trovare il tempo (e il coraggio) per chiedere la desecretazione di tutti gli atti riguardanti la strage di Bologna, ancora oggi in gran parte non disponibili. Oppure preferiscono che la verità non emerga?

Fantini (PD Frosinone): "Il vittimismo del patriota fa francamente sorridere" (03/08/2020, 17:41)

“Le affermazioni del senatore della Repubblica Ruspandini sulla strage del 2 agosto sono estremamente gravi ed offensive - ritiene altresì il neo-segretario provinciale del Partito Democratico - Le spiegazioni successive, arrivate dopo la richiesta di chiarimenti da parte di Anpi Frosinone e Ceccano cui va tutta la mia solidarietà, hanno addirittura peggiorato il quadro. Il vittimismo del patriota fa francamente sorridere".

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Faccio mie le legittime domande dell’Associazione nazionale Partigiani di Frosinone: con quel “Nessuno di noi” era a Bologna cosa intende Ruspandini? Noi fascisti o noi Nar?. Porti rispetto per le vittime di Bologna e si ricordi, da uomo delle Istituzioni, che l’antifascismo è parte fondante della nostra Costituzione. Non possono essere accettate ambiguità su questo tema. Attendiamo fiduciosi i dovuti chiarimenti”.

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