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Lo striscione di Legambiente rimosso dal Multipiano di Frosinone

Lo striscione di Legambiente rimosso dal Multipiano di Frosinone

Striscione Legambiente rimosso dal Multipiano, Ceccarelli: ‘Inaccettabile censura’. Ottaviani: ‘Chiami Nancy Pelosi’

Nuova polemica tra presidente de “Il Cigno” e sindaco di Frosinone. L’uno ricorre al Prefetto per contestare la rimozione dello slogan 'Il sonno della politica genera mostri'. L’altro, con sarcasmo, lo invita ad appellarsi al 25esimo emendamento Usa

A Frosinone non manca l’ennesimo scontro della serie tra “cane” e “gatto”: il presidente di Legambiente Stefano Ceccarelli e il sindaco Nicola Ottaviani. Se nei giorni scorsi il pomo della discordia era stato soprattutto il blocco delle auto diesel Euro 4, stavolta è il noto striscione “Multipiano, il sonno della politica genera mostri”. Quello messo nel parcheggio di via Ciamarra per invocare prevenzione degli eventi suicidari, come quelli di Daniele Arduini e Alessandra Pomella, e sostegno ai familiari delle vittime.  

Era stato affisso in tal senso dal circolo legambientalista “Il Cigno” in occasione dell’iniziativa di volontariato “Puliamo il mondo”, registrata lo scorso 4 ottobre. Il giorno seguente, in quanto ritenuto cartello pubblicitario non autorizzato, i vigili urbani avevano provveduto però alla sua rimozione con tanto di multa da 431 a 1.734 euro.  

Per Ceccarelli, invece, non è altro che “un’inaccettabile censura operata dall’amministrazione comunale”. Nella giornata di ieri lunedì 11 gennaio, pertanto, “Il Cigno” ha fatto ricorso al prefetto Ignazio Portelli “non certo per evitare il pagamento della sanzione - precisa il suo presidente - quanto piuttosto con l’auspicio che il Prefetto, accogliendo i nostri fondati rilievi”. Il leader di Legambiente lamenta altresì di esser stato convocato dalla Polizia locale solo lo scorso 23 novembre, “dopo una serie di e-mail rimaste senza risposta”.   

Da Ottaviani, che lo ritiene alla stregua di un qualunque cartello abusivo, una replica condita dal suo ormai celebre sarcasmo. Invita difatti Ceccarelli, etichettato nuovamente come politicizzato, ad appellarsi alla presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per richiedere l'applicazione del 25esimo emendamento americano: la rimozione del presidente senza rilevamento di accuse precise.  “La speranza - comunica, difatti, il sindaco di Frosinone - è che Nancy Pelosi non conosca mai il Ceccarelli, perché l’applicazione del venticinquesimo emendamento lo rivolgerebbe non più a Trump ma all’improbabile 'tycoon' ciociaro, chiedendogli di rientrare nei ranghi della normale e tranquilla critica politica”.  

Ceccarelli contro Ottaviani: “Un imperatore con la sua guardia pretoriana” 

“È stato sconcertante constatare l’inaudita tempestività con cui la presunta infrazione – considerata grave al punto da richiedere l’immediata rimozione dalla vista di un messaggio evidentemente considerato sovversivo – è stata segnalata agli organi competenti: il verbale di constatazione dell’infrazione è stato infatti redatto dal zelante funzionario della P.L. alle ore 8:40 di lunedì 5 ottobre, cioè a meno di 24 ore dal termine dell’iniziativa e immediatamente dopo l’entrata in servizio mattutina del personale di pattuglia dopo il riposo festivo. Chi può aver avuto interesse a far scomparire lo striscione ed essere al tempo stesso così potente e persuasivo dal richiederne e ottenerne l’immediata rimozione? Non è difficile farsene un’idea, ma noi abbiamo voluto andarci a fondo scevri da opinioni preconcette, acquisendo ogni informazione utile, e possiamo oggi affermare con cognizione di causa che tutti gli indizi raccolti puntano il dito verso il Sindaco Ottaviani”.  

“Se così è stato, ciò è anzitutto inaccettabile nel metodo: l’idea che il primo cittadino possa disinvoltamente impartire ordini di tale natura al Corpo di Polizia Locale come un imperatore con la sua guardia pretoriana fa rabbrividire. Dunque il sindaco ha oggi il dovere di rendere conto alla cittadinanza del suo reale coinvolgimento nella vicenda, ammettendo di aver richiesto la rimozione dello striscione o, se ne è capace, fornendo una ricostruzione alternativa plausibile dell’accaduto. Nel merito, vi è stata la deliberata decisione di non rendere visibile neanche per un giorno alla cittadinanza un messaggio di condanna verso le amministrazioni responsabili dello stato pietoso in cui versa un’opera pubblica che, anziché recare sollievo alla mobilità cittadina e migliorare la qualità urbana, si è trasformata in un fatiscente buco nero in cui hanno perso drammaticamente la vita tre giovani. Come altro definire tutto ciò se non una grave limitazione della libertà di espressione garantita dalla Costituzione o, in altri termini, come una censura degna di un regime totalitario?”  

“Peraltro, come abbiamo anche dichiarato ai media in occasione dell’evento, lo slogan non era rivolto specificamente ed esclusivamente a questa amministrazione, ma in generale alla classe politica che ha governato la città negli ultimi trent’anni. Dunque non ci sono giustificazioni che reggano di fronte alla sconsiderata decisione del Comune di mettere il bavaglio alla nostra associazione, ed è ipocrita, oltre che ridicolo, equiparare lo striscione e il suo messaggio ad una pubblicità commerciale non autorizzata, né ha alcun senso, vista la tipologia del mezzo e la sua collocazione ben al di sopra del livello stradale, sostenere che esso costituisse un rischio per la viabilità o potesse essere confuso con la segnaletica stradale”.  

“Riteniamo altresì inqualificabile, oltre che profondamente scorretto sotto il profilo istituzionale, che, a fronte del servizio gratuito reso alla città dai volontari che hanno partecipato a Puliamo il Mondo – la rimozione dei rifiuti dai giardini pubblici sottostanti via De Gasperi e dalle aree prospicienti il Multipiano – anziché mostrare gratitudine per la cura del bene comune l’amministrazione comunale abbia voluto punire l’associazione che ha organizzato l’iniziativa (sostenuta peraltro dallo stesso Comune con apposita determina dirigenziale!), infliggendole una sanzione pecuniaria”.  

Ottaviani contro Ceccarelli: “Vizietto atavico di una certa parte della sinistra”. 

“Credo che si stia varcando abbondantemente il limite della continenza da parte del Ceccarelli che, rifugiandosi dietro il simbolo di uno dei circoli di Legambiente, accorgendosi di arrivare sempre in ritardo sulle vere esigenze di tutela del territorio, spende le giornate maltrattando la tastiera. Francamente, nella confusione dell’ultimo comunicato, non si comprende se sia contrariato dal fatto che la legge debba essere sempre applicata nei confronti di chiunque violi alcune norme, affiggendo cartelli abusivi sulla proprietà pubblica, oppure perché richieda una patente di impunità a sé stesso o ai soliti compagni di merende politiche, sbandierando una cultura ambientalista che li vede ormai digiuni da anni”. 

“Peraltro, il multipiano a cui si riferisce, definendolo mostro, non è stato realizzato certo da questa amministrazione, che ha ereditato esclusivamente contenziosi infiniti dal passato, sulla gestione e sui costi della struttura. Purtroppo, il vizietto atavico di una certa parte della sinistra di invocare la legalità solo per gli altri, e di autoassolversi quando si parla di loro stessi, alcuni non riescono proprio a perderlo. Infine, sostenere che sia il sindaco a firmare, direttamente o indirettamente, l’emissione di alcune sanzioni non è soltanto risibile sotto il punto di vista della realtà, ma sfocia in affermazioni gratuite che meriterebbero ben altri tipi di censure, davanti ad altre autorità, non strettamente amministrative”. 

“Senza considerare il fatto che il Ceccarelli ritiene anomalo, buon per lui e per la sua anomala tradizione lavoristica, rilevare che alle 8.40 del mattino alcuni dipendenti pubblici siano già al lavoro, emettendo verbali o annotazioni amministrative. Qualcuno gli svelerà un mistero ‘poco gaudioso’, prima o poi, confidandogli che, a quell’ora, l’Italia che lavora è già in piedi da un pezzo”. 

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