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Il post "Il vaccino rende liberi" del consigliere di Frosinone Marco Ferrara

Il post "Il vaccino rende liberi" del consigliere di Frosinone Marco Ferrara

Auschwitz, “Il vaccino rende liberi”: l’ignobile post e le sterili giustificazioni del consigliere Marco Ferrara

Il capogruppo della Lista per Frosinone, tesserato con FdI, chiede “scusa per avere espresso male il concetto di dolore”. Il sindaco Ottaviani concorda. Fratelli d’Italia prende le distanze. Dal Pd alla comunità ebraica, però, invocano le sue dimissioni

Anche a livello nazionale invocano le dimissioni del consigliere della Lista per Frosinone Marco Ferrara, tesserato con Fratelli d’Italia e già espressosi contro la vaccinazione anti Covid, dopo aver condiviso su Facebook e poi rimosso lo spregevole post “Il vaccino rende liberi”. Indifendibile, senza “se” e senza “ma” l’associazione all’adattato campo di concentramento di Auschwitz, il cui motto "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi) costò la vita a milioni di ebrei. 

Lo ha poi cancellato dal gruppo social “Arena politica della provincia di Frosinone”, tentando di giustificarsi prima di arrampicarsi sugli specchi: “Per evitare strumentalizzazioni da parte dei soliti mistificatori - ha dichiarato ieri, domenica 10 gennaio – ho ritenuto di togliere da Facebook il mio post che accostava il dolore della pandemia derivante dal Covid-19 all’intensità del dolore della Shoah. Probabilmente ci sono alcuni soggetti che continuano a fare politica di partito sui dolori, mentre i dolori e i lutti sono tutti uguali”. 

 

Parola alla difesa: "Un concetto espresso male"

Nel frattempo, tra lo sdegno del web e facendo balzare inevitabilmente il Capoluogo ciociaro ai disonori della cronaca nazionale, è stato duramente attaccato dal Pd nazionale, regionale e provinciale, dal resto della sinistra nonché dalla comunità ebraica. D’altro canto, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, ha stigmatizzato a suo modo il post di Ferrara: “Ha espresso male il concetto del dolore e per questo ha chiesto scusa”. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, invece, ha preso nettamente le distanze: “Non fa parte del gruppo FdI Frosinone - ha precisato l’assessore Pasquale Cirillo e i consiglieri Domenico Fagiolo, Maria Rosaria RotondiThaira Mangiapelo - bensì di una lista civica”. 

Le accuse da sinistra: a Ferrara ma anche al "trumpista" Gizzi 

Ai democrat, a partire dal deputato Emiliano Fiano, noto per il suo attivismo contro il neofascismo, le scuse e le prese di distanza non bastano: vogliono la sua testa. Al pari di Possibile Frosinone, rappresentato da Anna Rosa Frate, nonché della consigliera regionale Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti) e del coordinatore del movimento Pop Sergio Grossi: “Nel giro di due giorni - hanno creato un parellelo - prima il bizzarro delirio sovranista a favore di Trump dell’assessore alla cultura di Ceccano Stefano Gizzi. Poi l'aberrante fotomontaggio del cancello di Auschwitz in chiave negazionista”. In quanto a Gizzi, si parla della sua giustificazione delle tesi complottiste di QAnon sulle elezioni Usa e del violento assalto a Capitol Hill, sede del Congresso americano, nel giorno dell’Epifania.  

Il post dell'assessore alla Cultura di Ceccano Stefano Gizzi-2

Ferrara tenta di giustificarsi e rincara un po’ la dose   

“Preciso che il post che ho pubblicato era a titolo personale, non riguardava nè la "Lista per Frosinone" nè alcun partito politico nazionale, il post è stato da me semplicemente condiviso su Facebook senza testo scritto, preciso che la realizzazione del fotomontaggio non è stata opera mia ma di un altro utente di Facebook. Ho voluto semplicemente fare riferimento alle sofferenze che stiamo vivendo in questo periodo e al fatto che sono per la libertà nella scelta di vaccinarsi o meno con il vaccino anti-coronavirus. Se il governo italiano imponesse questo vaccino come obbligatorio, coloro che decidessero di non vaccinarsi potrebbero essere emarginati o addirittura perseguitati da leggi illiberali”. 

“Chiedo scusa a tutta Italia per avere espresso male il concetto di dolore, accostando in modo inopportuno due eventi tristi quali la pandemia e le persecuzioni nei campi di concentramento. Considero l'olocausto il maggiore crimine che è stato perpetrato ai danni dell'umanità e sono contro ogni forma di persecuzione e di discriminazione degli esseri umani. Sono contro anche a un'eventuale discriminazione e "persecuzione" che si dovesse andare a determinare, nei prossimi mesi, nei confronti di coloro che sceglieranno di non vaccinarsi contro il Covid19: sono liberi di non farlo, allo stesso modo di chi decide liberamente di vaccinarsi”. 

Zevi (Hans Jonas): “Ancora indietro per il vaccino contro gli idioti” 

Così Tibia Zevi, presidente dell’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas: “Sì, il vaccino per il Covid ci riconsegnerà la libertà di poter tornare a vivere come amiamo. Riguardo il vaccino contro gli idioti invece è evidente che siamo ancora molto indietro. Nota di colore: il consigliere comunale in questione poteva essere di qualsiasi partito e invece guarda caso appartiene a Fratelli d’Italia”. 

A ruota gli “Amici di Israele”: “Ha utilizzato la scritta posta all’ingresso del Lager di Auschwitz, come in altri Lager nazisti, per mostrare a tutti non solo il suo estremismo no vax, ma anche la vergognosa mancanza di rispetto di una certa parte politica, nei confronti della sterminio programmato e realizzato di milioni di persone la cui unica colpa era stata quella di nascere ebrei o Sinti o di essere omosessuali o Testimoni di Geova o altro, e dunque nei confronti di una delle più grandi tragedie umane mai vissute.  È vergognoso. Purtroppo questa è una parte della destra italiana. Anzi non solo italiana”. 

L’attacco del Pd nazionale, regionale e provinciale 

“’Il vaccino rende liberi’ scritto davanti al campo di Auschwitz è il fotomontaggio più vergognoso e aberrante che un uomo potesse fare - ha postato il deputato Fiano, per conto del Pd nazionale - Oggi l'ha realizzato Marco Ferrara, politico di Fratelli d'Italia, che ha utilizzato la scritta posta all’ingresso del Lager di Auschwitz, come in altri Lager nazisti, per mostrare a tutti non solo il suo estremismo no vax, ma anche la vergognosa mancanza di rispetto di una certa parte politica, nei confronti della sterminio programmato e realizzato di milioni di persone la cui unica colpa era stata quella di nascere ebrei o Sinti o di essere omosessuali o Testimoni di Geova o altro, e dunque nei confronti di una delle più grandi tragedie umane mai vissute. È vergognoso. Purtroppo questa è una parte della destra italiana. Anzi non solo italiana”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda in quota Ciociaria, oltre al segretario provinciale dem Luca Fantini (“Non ci sono scuse, giustificazioni o travisazioni che reggano. Chiediamo subito le sue dimissioni”), anche i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti. Il primo ha richiesto un’immediata presa da distanza da parte del sindaco Ottaviani: “Questa volta, la prego, di dare una risposta seria, che metta da parte la sua ironia. Su questi episodi c’è poco da scherzare”. La Battisti, poi, non l’ha affatto gradita: “Io non mi aspetto le scuse da parte dei ‘fratellini’, la matrice è sempre quella. Mi aspettavo, però, che il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani prendesse una posizione più dura. A questo punto spero nelle dimissioni del consigliere”.  

Le parole di Ottaviani 

"Il Consigliere comunale Marco Ferrara ha espresso male il concetto del dolore e per questo ha chiesto scusa - ha commentato il primo cittadino di Frosinone - Ha poi chiarito che l'accostamento di due vicende tristi, davvero incommensurabili, la pandemia e l'eccidio del popolo ebraico, ha segnato pagine buie della storia contemporanea. La vera differenza, però, consiste nel fatto che la pandemia non si sa ancora se è originata dall'errore dell'uomo in un laboratorio, mentre l'eccidio dei fratelli ebrei è stato causato, certamente, dalla insana follia di alcuni, che rinunciarono all'intelletto e al dono di essere uomini". 

La replica di Frosinone in Comune 

Il consigliere Stefano Pizzutelli, immediatamente all’assalto di Marco Ferrara (“lo stesso consigliere negazionista che, però, in Consiglio comunale ci viene con la FFP2, perché negazionista in pubblico e prudente in privato”), si scaglia anche contro Ottaviani: “Per difendere il suo consigliere negazionazista interviene il sindaco con un comunicato capolavoro in cui afferma, in base, immaginiamo, a prove scientifiche inconfutabili, che il Covid sia nato in un laboratorio cinese. Ah già, giusto, oggi lo ha ripetuto Salvini ed il sindaco che di Salvini è un obbediente e umile soldatino, non può che aderire alla stessa tesi complottista”. “Benvenuti a Frosinone, benvenuti in Ciociaria - dichiara in conclusione - Benvenuti nel medioevo prossimo venturo”. 

Anche Frosinone Indipendente prende le distanze 

“Non ipotizziamo nessuna spiegazione plausibile – esterna il gruppo consiliare di opposizione formato da Fabiana Scasseddu, Marco Mastronardi e Daniele Riggi - Sono immagini di cui dobbiamo tenere memoria viva per quello che hanno rappresentato. A nostro avviso non sono eticamente "utilizzabili" in nessun altro contesto e per nessuna ragione. Prendiamo, altresì, le distanze da un comportamento reiterato poco idoneo a chi rappresenta, con il proprio ruolo, i cittadini della nostra città. Riteniamo che tutte le forze politiche presenti in Consiglio, vicine o lontane al Consigliere, debbano manifestare una posizione ferma che lo induca a rivedere le continue esternazioni che hanno inevitabilmente deragliato”.  

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