‘Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni’, la proposta firmata M5S diventa legge regionale

Ok del Consiglio regionale alla L.R. contro lo spopolamento di 254 cittadine laziali sotto i 5.000 abitanti, tra cui le 68 della provincia di Frosinone. Stanziati 4.4 milioni per il biennio 2021-2022. Tra gli astenuti Ciacciarelli (Lega): 'Il solito spot'

Acquafondata, il comune meno popoloso della provincia di Frosinone (274 abitanti)

Nell’ultima seduta, quella di giovedì 23 luglio, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge regionale “Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni” presentata dai consiglieri M5S Francesca De Vito, Valentina Corrado e Valerio Novelli, con seguente distinzione tra "Borghi" (meno di 2.000 abitanti) e "Paesi" (tra 2.000 e 5.000). Alla presenza della più che favorevole Assessora agli enti locali Alessandra Troncarelli e dopo la discussione e l’avallo di diversi emendamenti, sono stati 25 i voti a favore e 11 gli astenuti. A non esprimersi sono stati i gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, che hanno lamentato l’esiguità delle risorse messe in campo.

Sono 4.4 milioni per il biennio 2021-2022, richiedibili come agevolazioni Irap per le nuove imprese, reddito di residenza attiva e contributi per la natalità, ossia la “ricetta” pentastellata per favorire la rigenerazione urbana, lo sviluppo economico e il ripopolamento delle 254 cittadine sotto i 5.000 abitanti (il 67% dei 378 comuni laziali), tra cui le 68 della provincia di Frosinone (il 75% dei 91 centri). “A causa del fenomeno dello spopolamento oggi rappresentano solo l’8% della popolazione totale della nostra regione, eppure custodiscono la maggior parte dei tesori e delle tradizioni del nostro Paese - ha già sottolineato la prima firmataria De Vito - Questa legge, che li va a sostenere, tutelare e valorizzare è, pertanto, fondamentale per gli amministratori locali che la stanno aspettando da quasi vent’anni”.  

Tra gli astenuti il leghista ciociaro Pasquale Ciacciarelli: “Bene questa azione sul Lazio, perché, è chiaro, è una delle regioni dove ci sono tantissimi piccoli comuni che hanno bisogno sicuramente di un sostegno, ma - ha obiettato - dopo aver letto la legge con le coperture finanziarie che sono a margine, ci rendiamo conto che è una legge che mira sempre a portare avanti il solito spot, come qualche altro che abbiamo sentito nelle ultime ore.”. Un riferimento non troppo velato all’annuncio della fine del commissariamento della sanità laziale, celebrata dal Governatore Nicola Zingaretti nonché dal Presidente del Consiglio Mauro Buschini.  

La nuova legge regionale

“È volta - evidenziano dalla Pisana - a sostenere i 254 comuni del Lazio sotto i 5000 abitanti nel contrasto ai fenomeni da spopolamento, nel recupero e nella riqualificazione degli edifici nei centri storici, nello sviluppo del turismo e delle attività turistico-ricettive anche attraverso gli alberghi diffusi, nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari, nella prevenzione dal rischio idrogeologico, nella semplificazione degli adempimenti amministrativi”.

“Alcune disposizioni - aggiungono - sono volte al mantenimento in attività di istituti scolastici statali destinati ad essere chiusi e alla gestione associata da parte di più comuni dei servizi di trasporto pubblico locale. A favore delle nuove imprese, costituite nei comuni del Lazio dopo l’entrata in vigore della legge, sono previste agevolazioni tributarie in materia di Irap per cinque anni e per ulteriori tre periodi d’imposta a favore delle imprese costituite da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, da donne e da disoccupati di età inferiore a cinquant’anni.

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“Allo scopo di favorire lo sviluppo economico e il ripopolamento dei piccoli comuni e agevolare la loro rigenerazione urbana è istituito il reddito di residenza attiva - concludono - Suddiviso in tre annualità è destinato a coloro che intendano avviare un’attività imprenditoriale o recuperare, anche a fini abitativi, beni immobili appartenenti al patrimonio storico e culturale. Sono anche previsti contributi una tantum a sostegno della natalità”.

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