Patrica, il sindaco Fiordalisio "sbotta" e dice addio al Pd

Deluso dal partito che si è disinteressato del problema ambientale. Resterà civico? Andrà con Renzi? Potrebbe avvicinarsi a FdI considerando i rapporti con il sen. Ruspandini ed il sostegno del consigliere Battaglini?

Il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio ha appena comunicato la sua decisione di dire addio al PD. Lo ha fatto in un post pubblicato sulla sua pagina Fb. Una decisione sicuramente sofferta, non facile da prendere, motivata dalla delusione che egli stesso ammette di aver ricevuto dal segretario del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Le risposte insoddisfacenti, il distacco ed il disinteresse dimostrato dai dirigenti del partito rispetto alla questione ambientale hanno lasciato l'amaro in bocca al primo cittadino patricano che parla addirittura di ostruzionismo. Motivi che hanno portato a lacerare quel rapporto di fiducia durato molti anni. 

Lucio Fiordalisio resterà civico?

Quale sarà il suo futuro politico? Aderirà ad un nuovo partito? Seguirà Renzi in Viva Italia? Potrebbe avvicinarsi a Fratelli d'Italia considerando che è il partito che si sta interessando dell'inquinamento nella Valle del Sacco? Il senatore di FdI Massimo Ruspandini si è dimostrato attento alla questione ambientale, così come il consigliere comunale di Patrica, Samuel Battaglini, che da diverso tempo sta manifestando il suo sostegno a Fiordalisio, tant'è che perfino poco fa ha ripostato le sue dichiarazioni commentando con "W il mio sindaco". Per il momento il primo cittadino patricano afferma di voler restare civico, vedremo.

Un addio sofferto, ma necessario

Intanto queste sono le motivazioni che hanno portato Fiordalisio a varcare la porta d'uscita dal Pd. "Ho deciso di non proseguire il mio impegno politico all’interno del Partito Democratico; una scelta dettata da alcune riflessioni personali maturate in questi mesi a seguito della battaglia ambientale nata sulla realizzazione di nuovi impianti che trattano rifiuti a Patrica.
Un argomento sul quale ho ricevuto vicinanza e condivisione da parte di tanti amici, amministratori e militanti, ma altresì ho percepito silenzi, distacco e disinteresse da molti dirigenti che oggi rappresentano il Partito Democratico, a livello Provinciale, Regionale e Nazionale.

Quando il Partito chiama siamo i primi ad essere interpellati proprio perché i Sindaci restano gli unici interlocutori in grado di mantenere quel legame tra politica e popolo, che da tempo è sfiduciato e compromesso.
Quando però accade il contrario, e cioè che è un Sindaco a chiedere aiuto e sostegno su tematiche molto delicate, come la situazione della Valle del Sacco e non si ottengono le risposte dovute, ma bensì si riceve ostruzionismo e poca attenzione, viene meno quel rapporto fiduciario instaurato negli anni.

Da anni sono in prima linea sulla problematica delle emissioni odorigene, con tutte le conseguenze che ne scaturiscono, quindi contenziosi, ordinanze, cause ed esposti.
Il paradosso di queste vicende è che dalla Regione Lazio sono pervenute note avverse a miei provvedimenti senza alcuna motivazione e che hanno danneggiato fortemente la mia azione politico-amministrativa. Sulla vicenda, poco chiara e con tante ombre, l’intervento politico è stato inesistente e ha condizionato non poco la mia scelta di oggi.
Troppi sono stati i silenzi e le risposte mancate alle mie numerose richieste, messaggi, e-mail, che racchiudevano un segnale di preoccupazione verso un territorio che negli anni ha subito gravi danni e sui quali persiste un blackout ambientale che non può lasciarmi indifferente e che sottolinea come da Roma, ci sia una scarsa considerazione del nostro Territorio Provinciale.

La maggiore delusione è rivolta a Zingaretti, il quale da Presidente della Regione dovrebbe far sue le problematiche di questi suoi territori.
Questa negligenza verso un Sindaco che, soprattutto nei suoi confronti si è sempre adoperato, mi lascia supporre che la strategia politica e il messaggio che vuole lasciare intendere del nuovo Partito da lui guidato, e cioè che “nessuno deve restare indietro e tutti devono sentirsi parte attiva del progetto”, siano considerazioni ed idee che non trovano un riscontro reale ed oggettivo.

Oggigiorno si vive un clima politico estremamente avvelenato che degenera costantemente nell’insulto e nell’omologare il giudizio sui partiti al giudizio delle persone che lo compongono, questa generalizzazione spicciola e superficiale, crea divisioni e contrasti anche all’interno delle comunità. In base alla mia conoscenza, esistono tanti militanti e tesserati seri e onesti; durante la mia esperienza nel PD ne ho incontrati molti, a loro va il mio augurio di proseguire con la stessa passione e determinazione di sempre."

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