Magliocchetti (Lega) alla manager Asl Magrini: ‘Il Polo Frosinone-Alatri ha i requisiti per essere Dea di II livello’

Il consigliere comunale, visti i numeri del Presidio ospedaliero unificato Spaziani-San Benedetto, chiede di aprire un confronto tra i sindaci ciociari per proporre tempestivamente alla Regione Lazio l’apposita modifica dell’atto aziendale

Il consigliere comunale di Frosinone Danilo Magliocchetti – oltre a complimentarsi con lei e con la dott.ssa Sandra Spaziani per il premio “Donne e Covid” – ha richiesto alla direttrice generale facente funzioni della Asl Patrizia Magrini di aprire un confronto con i sindaci del territorio, in primis il primo citadino del Capoluogo Nicola Ottaviani, per proporre alla Regione di convertire l’ospedale Spaziani in Dea di II livello (Dipartimento di emergenza e accettazione) tramite apposita modifica dell’atto aziendale. È possibile farlo entro il prossimo 15 novembre e, secondo Magliocchetti, il Presidio ospedaliero unificato Frosinone-Alatri ha i requisiti per vedersi riconoscere ufficialmente funzioni di più alta qualificazione legate all'emergenza.

“Credo - così lo stesso capogruppo della Lega - che il periodo storico e sociale che stiamo vivendo, imponga, oggi come non mai, di fare battaglie di territorio assolutamente condivise, a tutela della salute dei cittadini e per assicurare servizi sanitari di elevata qualità e tempestività. Il Covid ha insegnato a tutti che ogni territorio, non solo Roma, deve avere dei centri di eccellenza, riconosciuti. E Frosinone li ha”.

“Lo Spaziani è uno dei migliori ospedali di tutta la Regione”

“La struttura del Capoluogo, proprio, ma ovviamente non solo, nella gestione dell’emergenza Covid - premette Magliocchetti - ha dimostrato di essere, grazie a competenze professionali e gestionali di assoluto valore, un presidio sanitario imprescindibile per tutta la provincia di Frosinone. Lo Spaziani si è accreditato, oggettivamente, come uno dei migliori Ospedali di tutta la Regione per la grande capacità, duttilità e velocità di trasformarsi in presidio Covid-19”.

Posti letto aggiuntivi in terapia intensiva e sub-intensiva

“Il Decreto regionale firmato dal presidente Zingaretti lo scorso 21 luglio, che ha come oggetto il "Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19" - fa presente il capogruppo del Carroccio - ha stabilito di rendere strutturali i posti letto attivati e rafforzare la dotazione prevista dai piani operativi. In particolare, per l'ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone il decreto prevede 10 posti letto aggiuntivi in terapia intensiva e 20 posti in terapia sub-intensiva”.

Frosinone-Alatri: nel 2019 76.829 accessi al pronto soccorso

“Secondo il recente Piano Annuale di Risk Management – gestione del rischio clinico 2020 – approvato dalla locale ASL a marzo scorso - evidenzia - il Polo Ospedaliero Unificato Frosinone-Alatri, al 31 dicembre 2019 ha totalizzato ben 76.829 accessi al Pronto Soccorso. Una mole di lavoro e di utenza, che è assolutamente conforme alla normativa in materia. Con una dotazione generale, considerate entrambe le strutture, di ben 370 posti letto. Senza contare la presenza di importanti e qualificate strutture specialistiche, come ad esempio l’UTN (Unità Terapia Neurovascolare) o l'Unità Cardiologica”.

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Bacino d’utenza e numero di accessi necessari

“La normativa in materia - conclude il consigliere Danilo Magliocchetti - ha fissato, da tempo, gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l’assistenza ospedaliera, e prevede espressamente che per il Dea di II livello, servono un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, con un numero di accessi annui superiore a 70.000. Frosinone dunque, attraverso il polo ospedaliero unificato con Alatri, possiede entrambi i requisiti, perché il Pronto soccorso dello Spaziani del capoluogo, con la realizzazione del Dea di II livello, andrebbe ad inserirsi in una area geografica molto ampia, non solo della provincia di Frosinone, ma comprenderebbe anche l’area sud della provincia di Roma, con tutto il territorio di Colleferro e zone vicine, quindi con un bacino di utenza, certamente molto vicino ai 600.000 previsti. Ovviamente, considerando anche gli oltre 70.000 (76.829) accessi annui registrati nel 2019”.

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