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Sanità

Pronto soccorso di Frosinone, parlano i medici

Lo scorso 28 gennaio, presso il Bar Minotti, sono intervenuti i medici della ASL di Frosinone assieme al candidato alla presidenza regionale Alessio D'Amato

Lo scorso 28 gennaio, il candidato alla presidenza della Regione Lazio Alessio D’Amato, assieme alla capolista del PD Sara Battisti, hanno incontrato i medici della ASL di Frosinone presso Bar Minotti. Come ben avevano anticipato le critiche mosse nei mesi precedenti, man mano che ci si avvicina alle elezioni del 12-13 febbraio, uno dei topic su cui si stanno scontrando i candidati alla presidenza regionale riguarda la sanità e, in particolare, le condizioni in cui versa il pronto soccorso di Frosinone. 

Continuare il lavoro avviato, ma anche ripartire dagli studenti 

Ad intervenire a sostegno della politica portata avanti da Alessio D’Amato, assessore alla sanità nel Lazio prima che candidato alla presidenza Regionale, c’erano vari medici tra cui le Dott.sse Caterina Pizzutelli e Angela Gabriele. Quest’ultime si sono dette fiere del lavoro svolto da D’Amato. “Abbiamo potuto fare sperimentazioni e garantire un servizio territoriale di qualità che vogliamo potenziare sempre di più”, dice Pizzutelli. 

Un tasto fondamentale è stato toccato dal Dott. Brighi. “Noi dobbiamo continuare il lavoro avviato. Quando ci dicono che non funziona niente, è bene ricordare che il problema dell’immissione di personale è di carattere Nazionale. Bisogna intervenire sul numero chiuso e sulle politiche errate sul personale sanitario. Non sperperiamo l’enorme patrimonio che duramente abbiamo costruito”. A Brighi si è aggiunto l’intervento della Dott.ssa Maria Paola Gemmiti: “abbiamo fatto un lavoro enorme di potenziamento dei servizi e di investimento in edilizia sanitaria. Ora dobbiamo lavorare per immettere personale nella nostra ASL”. 

Dunque, è ormai chiaro ai più che la mancanza di personale sanitario non è una mera giustificazione di inefficienza (o quanto meno non del tutto). Lo scorso 13 gennaio - in una dichiarazione al Corriere - sia il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, sia il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, candidato alla guida del PD, avevano espresso contrarietà ai test di ingresso per la facoltà di Medicina. “Abbiamo un numero di medici assolutamente insufficiente per il presente e per il futuro, mentre ragazze e ragazzi restano esclusi ogni anno dal corso di laurea a causa di un test che sembra più un terno al lotto che una vera e propria prova di selezione”, aveva concluso Bonaccini. 

Assieme ai già citati era presente anche il primario del pronto soccorso di Frosinone, il Dott. Fabrizio Cristofari, intervistato da Frosinone Today ha chiarito alcuni aspetti che sfuggono a chi lamenta inefficienza e ritardi. “I miei medici sono allo stremo. E non solo i miei, ci sono pure quelli di Piacenza, quelli di Bergamo, quelli di Vercelli. I medici dell'emergenza sono in difficoltà. Perché sono pagati non benissimo, non meglio di altri che magari fanno attività meno usuranti e non trovano nessuna premialità. Ma questo succede in tutta Italia. La politica dovrebbe, più che lamentare critiche, proporre soluzioni a questo”.

Riprendendo le parole del Dott. Crisofari, ha concluso D'Amato: "credidibilità non è dire che i problemi non esistono. Credibilità è conoscere i problemi e avere le soluzioni. Noi siamo pronti. Francesco Rocca, ad oggi, non ha ancora un programma per la Regione Lazio". 

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