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Protesta trattori: il pensiero del mondo politico

"Va fermata l’ecopazzia di stanza a Bruxelles che sta provocando una concorrenza sleale a danno del nostro settore agricolo"

L’urlo degli agricoltori si è levato forte, in tutta Europa, così anche in tutta Italia e sul nostro territorio. "Nei giorni scorsi abbiamo visto i trattori sfilare, gli agricoltori protestare. Voci che fin troppo spesso restano inascoltate e che, oggi più che mai, con un'economia in crisi e con un settore industriale tutto da ripensare, rappresentano tante storie e tante aziende virtuose. Esempio di eccellenza locale da valorizzare e tutelare". Così Mario Abbruzzese sulle proteste degli agricoltori che in questi giorni stanno invadendo strade e centri. "I focolai accesi dalla collera degli agricoltori si moltiplicano. I blocchi nelle strade sono ormai decine. E la mobilitazione diventa un assedio non più soltanto in Francia ma all'Europa intera. Un grido unico di protesta per chiedere "un cambio nelle politiche europee".

E al quale l'Ue - bersaglio di accuse incrociate al suo Green Deal, ai nuovi requisiti della Pac e all'accordo con il Mercosur - è pronta a rispondere con nuove misure che saranno presentate giovedì, quando il dossier planerà anche sul tavolo del vertice straordinario dei leader Ue". "A suscitare la rabbia degli agricoltori sono anche i nuovi requisiti della Politica agricola comune, quella Pac riformata nel 2021 che ora impone agli agricoltori di mantenere il 4% delle superfici a riposo per avere accesso ai fondi" spiega Abbruzzese. "In pratica gli agricoltori hanno sollevato critiche specifiche, tra cui l'eliminazione dell'obbligo a non coltivare il 4% dei terreni, la necessità di riprogrammare il Green Deal e di impedire l'importazione di prodotti agricoli da paesi con regolamenti divergenti oltre che l'abolizione di altri vincoli e incentivi a diminuire la coltivazione. La loro voce si è levata contro politiche percepite come dannose per la vitalità del settore agricolo. Ora tocca alla politica a tutti i livelli, da quella locale, a quella provinciale e regionale, appellarsi al Governo. Farsi portavoce, a vario titolo, delle esigenze di una categoria intera che chiede risposte, interventi e attenzioni.

E' necessario un confronto e l'ascolto dei rappresentanti e dei sindacati del settore. Il problema non riguarda solo poche persone, ma migliaia, famiglie, aziende, anche giovani e giovanissimi che hanno deciso di investire tempo e risorse nel settore agricolo. In Italia e in tutta Europa. A tutte queste persone vanno date risposte adeguate alle esigenze, che possano collimare con quello che sono i ritmi produttivi e non solo". A dichiararlo Mario Abbruzzese.

Le parole di Amata e Zaccari

“Esprimiamo solidarietà e vicinanza agli agricoltori che giustamente protestano perché politiche dissennate scritte dai burocrati di Bruxelles stanno mettendo in ginocchio un settore primario dell’economia italiana”.

A dichiararlo il capogruppo della Lega in consiglio provinciale Andrea Amata e il consigliere Luca Zaccari: “Va fermata l’ecopazzia di stanza a Bruxelles che sta provocando una concorrenza sleale a danno del nostro settore agricolo. Siamo di fronte ad una gigantesca contraddizione perché in Europa si impone di adeguarsi agli standard dell’agenda green con maggiori costi di produzione, ma nello stesso tempo si importano prodotti realizzati fuori da quegli standard. Insomma un sistema impazzito che pensa di raggiungere l’ideale utopico delle emissioni zero, quando i maggiori inquinatori del mondo (India e Cina) sono vincolati al paradigma del combustibile fossile”.

“L’ambiente va tutelato non con l’approccio ideologico che rischia di sacrificare la sostenibilità sociale ed economica della comunità europea, ma inserendo le politiche green in un quadro di compatibilità e di reciproca implicazione con i fattori della coesione sociale. Certe pseudo politiche ambientali comportano l’esclusione dell’uomo dall’interazione con la natura mentre una corretta concezione di protezione ambientale dovrebbe includere la convivenza tra esseri umani e natura”.

“Facciamo appello al presidente Di Stefano – concludono i due esponenti della Lega – vista la vocazione agricola del nostro territorio a sostenere questa battaglia, caso mai investendo anche il Comitato per lo sviluppo non a caso definito sostenibile. E di farlo in tempi rapidi”.

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