Regione, Abbruzzese (FI): Lazio seconda entità territoriale in Italia dove il fisco pesa di più sulle famiglie

Il Lazio è la seconda Regione in Italia dove il fisco pesa di più sulle famiglie. Il primato spetta alla Campania con + 21,8% rispetto alla media nazionale, poi il nostro territorio con un +16,5%.

Aula Consiliare regione lazio

Il Lazio è la seconda Regione in Italia dove il fisco pesa di più sulle famiglie. Il primato spetta alla Campania con + 21,8% rispetto alla media nazionale, poi il nostro territorio con un +16,5%. Ce lo dice un'indagine sulle economie regionali elaborata da Bankitalia che di fatto sentenzia come le politiche messe in campo da Zingaretti, anche in materia fiscale sono del tutto fallimentari". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della commissione Speciale riforme Istituzionali.

"Nel Lazio l’addizionale Irpef media è cresciuta del 12,8% rispetto all'anno precedente. Un’impennata che certifica come la nostra Regione faccia parte delle entità territoriali in cui i cittadini sono più tartassati dalle imposte. Altro che territorio all’avanguardia, come afferma il governo regionale. Mentre in Lombardia si registrano la crescita dell’indice guadagni dell’1,3%, nel Lazio a crescere sono solo le tasse. Sappiamo benissimo che i cittadini della nostra Regione, purtroppo, oltre ad avere una pressione fiscale alle stelle fanno in conti con servizi scadenti e deficitari. Tanto che l’indice di insoddisfazione da parte dei cittadini per quanto concerne le prestazioni sanitarie, ad esempio, è piu alto dell’un percento della media nazionale. Le imprese reclamano sostegno e nuove infrastrutture per essere competitive, ma spesso e volentieri sono costrette a chiudere i battenti per i crediti che vantano con la pubblica amministrazione. E’ palese che serve un cambio di passo e se proprio non riusciamo a ridurre molto la pressione fiscale sulle famiglie e l’imprenditoria, cerchiamo di dare risposte concrete adeguando i servizi alla persona e nel mondo delle attività produttive. I cittadini sono stufi di pagare imposte per poi essere abbandonati da un'amministrazione regionale che non riesce a varare provvedimenti in grado di far crescere il territorio". Ha concluso Mario Abbruzzese.

AGRICOLTURA: REGIONE LAZIO, ‘PROTOCOLLO D’INTESA PER PROGRAMMA GARANZIA GIOVANI’

L’Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Personale della Regione Lazio, Lucia Valente, e l’Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Carlo Hausmann, hanno firmato il Protocollo di intesa per la promozione di Garanzia Giovani in agricoltura con le associazioni di categoria Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Lega Cooperative, Confcooperative, AGCI, Copagri, UE. Coop. di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Garanzia Giovani è un programma che mira a garantire ai giovani dai 15 ai 29 anni, che non sono iscritti a scuola né all'università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione (cd. NEET - Not in Education, Employment or Training) un’opportunità di formazione o di lavoro.

Nella Regione Lazio sono stati investiti 137 milioni di euro divisi tra nove diverse misure che vanno dal tirocinio, all’apprendistato fino ad arrivare all’autoimpiego e autoimprenditorialità.

“Con la firma di questo Protocollo di Intesa – ha dichiarato l’Assessore al Lavoro, Lucia Valente – vogliamo portare il programma Garanzia Giovani e le misure finanziate dalla Regione per favorire l’occupabilità giovanile nel mondo dell’agricoltura. Vogliamo promuovere le misure nelle aziende per avvicinare i giovani al mondo del lavoro: a partire dai tirocini, dall’apprendistato fino all’apertura di aziende agricole. Ad oggi sono 65.580 i giovani presi in carico, quasi 30mila i tirocini già avviati e 8.326 i giovani che hanno sottoscritto un contratto di lavoro (49% a tempo indeterminato, 36% contratti di apprendistato e 15% a tempo determinato)”.

“Spesso ci siamo confrontati su cosa significa fare inserimento giovani in agricoltura – ha dichiarato l’Assessore all’Agricoltura, Carlo Hausmann - Chi sono i Neet nel nostro mondo? Innanzitutto gli studenti degli istituti agrari perché le famiglie non sempre riescono a sostenere il prosieguo degli studi.

Il protocollo che firmiamo oggi nasce dalla necessità di coinvolgere le associazioni di categoria per attuare il programma Garanzia Giovani, la priorità numero uno per noi è il tirocinio, ma guardiamo con interesse alle misure dell'apprendistato e dell'autoimprenditorialità, fondamentale per fare start - up.

Nel nostro mondo c'è bisogno di sperimentare, ci sono nuove professioni appassionanti per i giovani che però spesso mancano di risorse. Creiamo oggi una rete in agricoltura Regione-associazioni di categoria-aziende, che andrà strutturandosi a seconda delle diverse esigenze sia delle imprese che dei giovani. Il lavoro che parte oggi andrà poi approfondito al tavolo agroalimentare per definire gli obiettivi e i percorsi più adatti".

Tra gli obiettivi del Protocollo anche quello di favorire il miglior funzionamento dei servizi per il lavoro attraverso la collaborazione tra Regione, Centri per l’impiego e imprese agricole del territorio laziale, per consentire a queste ultime di accedere alle agevolazioni previste dal programma. Nei prossimi giorni anche gli enti di area vasta provvederanno alla firma.

RIGHINI (FDI): ‘SUBITO COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI TITOLI DI STUDIO DELLA DIRIGENZA DELLA REGIONE E DELLE PARTECIPATE’

“Nell’ormai lontano mese di febbraio – dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini - presentammo insieme al collega Pietro Sbardella un’interrogazione riguardante i titoli di studio della dirigenza in forza alla Regione Lazio, estendendola anche alle società e agli enti partecipati, relativamente al momento della assunzione dell'incarico dirigenziale. Solo pochi giorni fa è arrivata la risposta, quasi del tutto completa se non fosse per la vistosa assenza di una società partecipata. Questo fatto ha rafforzato in me il convincimento che sia giunta l'ora di sottoscrivere la proposta di legge del collega Sbardella, istitutiva di una speciale commissione di inchiesta in merito a questo aspetto”.

CONTROLLO CONTABILE, OK A MAGGIORANZA SU CONTO CONSUNTIVO CONSIGLIO LAZIO

La presidente Valentina Corrado non vota a favore del parere positivo. Domani l’esame in Aula

La proposta di delibera per l’approvazione del conto consuntivo 2015 del Consiglio regionale del Lazio ha superato oggi il vaglio dal Comitato regionale di controllo contabile (Corecoco). Hanno dato parere favorevole con osservazioni Daniele Mitolo (Pd), Gianfranco Zambelli (Pd) e Daniele Fichera (Psi). La presidente del Corecoco Valentina Corrado (M5s), invece, ha espresso parere sfavorevole all’approvazione del consuntivo.

Al centro della seduta è stata la discussione, sollevata dalla relazione di Corrado, sulla mancata indicazione nello stato patrimoniale 2015 degli ammortamenti delle immobilizzazioni, tanto materiali che immateriali. Stato patrimoniale che – ad avviso della presidente – ha così mostrato nell’attivo e nel patrimonio netto un importo più elevato. Se, al contrario gli ammortamenti, fossero stati registrati, sempre secondo la presidente, sarebbe diminuito anche il risultato di esercizio, calcolato a oggi nel documento contabile in circa 8.278.974 euro.

Da due anni, infatti, accanto alla tradizionale contabilità finanziaria, alla Pisana è stata introdotta a titolo sperimentale, per legge, una contabilità economico patrimoniale che, come hanno sottolineato i consiglieri a favore dell’approvazione, ha però natura informativa. Pertanto, in assenza di appunti da muovere sul piano finanziario, quello che rileva in termini di rendiconto, lo stato patrimoniale avrebbe un valore “indicativo e provvisorio”. Corrado ha rimarcato però a questo proposito che, comunque, i principi contabili a tutela dell’attendibilità andrebbero rispettati. Presente ai lavori uno dei revisori dei conti, Paolo Salani, il cui collegio aveva espresso parere favorevole al rendiconto. Collegio che ha fatto pervenire, ieri, una nota al Corecoco a sostegno della correttezza dell’intero documento contabile in discussione.

L’assenza dell’indicazione degli ammortamenti, secondo gli uffici del Consiglio regionale (era presente il dirigente Giorgio Venanzi), è dovuta al fatto che è ancora in corso il recupero dei dati su valori e tempi delle immobilizzazioni, vista la recente sperimentazione della contabilità economico patrimoniale. Iscriverli in maniera inesatta è stato valutato come non opportuno. Anche delle migliorie su beni di terzi (l’immobile è di proprietà della Regione e non del Consiglio) è stato attribuito un valore calcolato dal servizio tecnico strumentale in 31 milioni. Tutti i consiglieri hanno comunque auspicato, nelle osservazioni, che tale lavoro di ricognizione dei beni e delle migliorie abbia termine entro il 2016 affinché possa essere inserito nel successivo conto consuntivo.

Il Corecoco ha quindi trasmesso stasera la relazione all’Aula. Il Consiglio infatti, domani, ha all’ordine del giorno proprio la discussione e il voto sul documento contabile. Durante la seduta, trasmessa in diretta streaming (canale Youtube del Corecoco), sono stati illustrati anche i decrementi e gli incrementi di spesa negli impegni tra il 2015 e l’anno precedente. Tra di essi le indennità di consiglieri, assessori, degli organi istituzionali e di controllo – nel 2015 a quota 10.883.352 euro – che si sono ridotte del 19 per cento. Calati dell’8 per cento i vitalizi (erano stati impegnati nel 2014 circa 17.616.993 euro, passati poi a 16.293.027 nel 2015). Cresciute del 21 per cento le spese di rappresentanza, organizzazione eventi, pubblicità e servizi per trasferta (circa 77.262 euro). La relazione evidenzia “comunque che rispetto allo stanziamento di competenza, pari ad euro 187.511,74, si sono generate economie pari ad euro 110.249,19”. In calo, del 20 per cento, gli impegni per l’informazione istituzionale (circa 783.962 euro). Le consulenze hanno registrato impegni, nel 2015, per 7.700 euro. Nel 2014 furono impegnati 47.960. Il calo è dell’84 per cento (con 80.939 euro in economia).

Al capitolo spese del personale sono riconducibili impegni per circa 499.967 euro nel 2015. Nel 2014 furono di 260.000. L’incremento è, stando alla relazione, del 92 per cento. Tra le variazioni evidenziate i trasferimenti correnti a Ministero istruzione – istituzioni scolastiche, 2.000 nel 2014 e circa 36.172 nel 2015 (+1.709 per cento). In calo del 25 per cento invece – sempre secondo la relazione – i trasferimenti correnti ad amministrazioni locali, con impegni per 1.707.800 euro. Nel 2014 erano stati 2.290.155. Diminuzione del 79 per cento per gli impegni di spesa per le opere sui beni immobili (nel 2015: 589.931,60 euro e nel 2014: 2.765.272,86), aumento del 20 per cento per la manutenzione ordinaria e per la riparazione dei beni immobili (nel 2015 € 1.444.805,25 euro, nel 2014 1.207.890,20 euro). Crescono del 24 per cento le spese (98.789,67) per mobili e arredi. Alla manutenzione ordinaria e riparazioni sono riconducibili impegni per il 2015 di 950.210,24 euro, con un decremento dell’11 per cento rispetto al 2014 (1.062.585,57).

Le prestazioni professionali e specialistiche calano nel 2015 del 42 per cento (197.257,21 euro contro i 342.207,11 del 2014). Il capitolo Agenzie di lavoro interinale – Lazio Service, registra impegni per il 2015 di circa 3.961.745 euro, in aumento rispetto al 2014 (2.828.991,20) del 40 per cento, con diseconomie pari a circa 1.264.366,78 euro. Servizi ausiliari: gli impegni del 2015 sono stati 7.479.095,76 con un calo del tre per cento rispetto al 2014. Infine l’acquisto di servizi per formazione e addestramento ha registrato impegni di spesa per il 2015 pari a 24.300,90 euro, in aumento del 469 per cento rispetto al 2014 (4.270,76 euro). Le economie di spesa sul 2015 sono state comunque pari circa 232.298 euro.

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