Regione, commissione bilancio: via libera al rendiconto 2015

La quarta commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Simone Lupi, ha dato parere favorevole, a maggioranza, alla proposta di legge regionale n. 356/2016, “Rendiconto generale...

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La quarta commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Simone Lupi, ha dato parere favorevole, a maggioranza, alla proposta di legge regionale n. 356/2016, “Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2015”,

e alla proposta di deliberazione consiliare n. 68/2016, “Approvazione del rendiconto consolidato Giunta-Consiglio 2015”. Entrambi i provvedimenti, propedeutici alla manovra di bilancio 2017, sono dunque pronti per l’esame da parte dell’Aula consiliare.

Le entrate di competenza accertate ammontano (al netto del riaccertamento dei residui) a 27,255 miliardi di euro, le spese di competenza a 25,963 miliardi, con una differenza tra entrate e spese di 1,292 miliardi. Alla chiusura dell’esercizio finanziario 2015 risultano residui attivi (crediti) per 4,186 miliardi di euro, e residui passivi (debiti) per 6,645 miliardi. L’avanzo di cassa al 31 dicembre 2015 è pari a 827 milioni di euro. Il disavanzo è stato di 2,028 miliardi (al lordo del fondo pluriennale vincolato), in miglioramento rispetto al Rendiconto 2014, laddove il disavanzo era di quasi tre miliardi di euro.

Il Rendiconto ripercorre i numerosi interventi che nel 2015 hanno avuto un impatto sui conti regionali: la legge di stabilità, le leggi sulla soppressione di enti come Ardis e Agenzia per i trapianti, le anticipazioni di cassa da parte del Ministero dell’economia e delle finanze per il pagamento dei debiti commerciali pregressi, gli interventi per il recupero fiscale (tassa auto, ticket sanitari) e sull’addizionale regionale Irpef, le cessioni di spazi finanziari agli enti locali per il pagamento dei loro debiti, le operazioni sugli enti e sulle società regionali volte alla verifica dei debiti e dei crediti reciproci, le dismissioni di quote societarie laddove la Regione Lazio aveva quote di minoranza, la razionalizzazione delle sedi della Regione Lazio con la riduzione dei canoni di locazione, passati da circa 19 milioni annui a 13 e infine il piano di dismissioni immobiliari.

Un capitolo a parte del Rendiconto è dedicato alla gestione sanitaria, con un bilancio consolidato che si presenta ancora con un disavanzo di 332 milioni di euro e incide sul bilancio regionale per il 70 per cento degli incassi (11,6 miliardi) e per il 75 per cento dei pagamenti (11,4 miliardi). Il voto della commissione è stato preceduto dalla richiesta di alcuni chiarimenti, in merito ad alcune criticità evidenziate dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica sul Rendiconto generale, da parte della consigliera Valentina Corrado (M5s) alla quale ha risposto l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.

I lavori della quarta commissione proseguono con le audizioni delle parti datoriali (dalle 15 alle 17) e delle parti sociali (dalle 17 alle 19). In serata, alle ore 21, inizieranno le audizioni dei rappresentanti della Giunta Zingaretti, con le assessore Rita Visini (Politiche sociali, sport e sicurezza) e Lidia Ravera (Cultura e politiche giovanili).

Questi i documenti della manovra di bilancio 2017, all’esame della commissione Bilancio: il “Documento di Economia e Finanza Regionale 2017 – Anni 2017- 2019” (Defr, proposta di deliberazione consiliare n. 74/2016), la “Legge di stabilità regionale 2017” (pl 357/2016), il “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2017-2019” (pl 358/2016) e l’assestamento delle previsioni di 2016-2018 (pl 340/2016).

LAZIO. 150 STUDENTI ALLA PISANA PER FESTEGGIARE I 70 ANNI DI UNICEF

L’evento, ospitato nella Sala Mechelli del Consiglio regionale, è stato organizzato dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e dal Comitato regionale dell’Unicef

Centocinquanta studenti hanno partecipato questa mattina all’evento organizzato dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio e dal Comitato regionale del Lazio per l’Unicef nella sede del Consiglio regionale per celebrare il 70° anniversario della nascita del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia. Si tratta degli alunni di cinque istituti che aderiscono al progetto Unicef “Scuola amica dei bambini e dei ragazzi”: l’Istituto comprensivo Alberto Sordi di Roma, l’Istituto tecnico economico e l’Istituto comprensivo di Ceprano e l’Istituto comprensivo 2 e il Liceo scientifico di Ceccano.

A porgere i saluti di benvenuto a docenti e ragazzi sono stati il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Ciarla, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza Filomena Albano.

Ciarla ha sottolineato la “straordinaria attività svolta dall’organizzazione, attenta e vicina ai bisogni dei più piccoli” e ha posto l’accento sul fatto che “a distanza di 70 anni i temi di cui si occupa l’UNICEF rimangono di drammatica attualità”. Il Garante Marzetti ha ricordato il percorso di lavoro intrapreso con l’Autorità garante e quello avviato con l’assessora Laura Baldassarre di Roma Capitale. Quest’ultimo, in particolare, finalizzato alla mappatura delle case famiglia e alla formazione di tutori volontari per minori stranieri non accompagnati. “Sto cercando di portare il mio contributo in tutti i territori della regione – ha detto Marzetti - e spero di poter visitare quanto prima anche le zone colpite dal sisma”.

L’Autorità garante Albano ha invece posto l’attenzione sul fatto che quest’anno ricorre anche il 25° anniversario dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’Infanzia e dell’adozione della terza strategia sui diritti dell’infanzia da parte del Consiglio d’Europa. Per Albano, nonostante i passi avanti compiuti, ci sono ancora tante situazioni di criticità, in particolare quella “dei bambini migranti, quella della povertà, soprattutto educativa e quella dei fenomeni di aggressività”. Albano ha infine invitato i ragazzi ad avere consapevolezza dei loro diritti “per pretenderne il rispetto”.

Nel corso della mattinata sono poi intervenuti il presidente del Comitato regionale del Lazio per l’Unicef Alfonso De Biasio Gliottone, l’assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio Rita Visini, il presidente della commissione Cultura e politiche giovanili Cristian Carrara, il direttore generale di Unicef Italia Paolo Rozera, il presidente della commissione Salute e politiche sociali Rodolfo Lena, l’assessora alla Persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, il consigliere regionale Massimiliano Valeriani e i sindaci delle “città amiche dei bambini” Rieti e Ceprano, rispettivamente Simone Petrangeli e Marco Galli.

De Biasio, nel ricordare che “in 70 anni Unicef ha avuto il solo scopo di fornire speranza e migliori condizioni di vita ai bambini del mondo”, ha presentato i progetti realizzati dagli studenti presenti in sala.

L’assessore Visini ha espresso l’auspicio che la pratica della “città amica” si concretizzi in tutto il territorio regionale. “Sono convinta che tutelare i minori significhi, in primo luogo, metterli al centro – ha detto – e come Regione ci siamo impegnati tanto e su tanti fronti”. Ha quindi ricordato, tra gli interventi attuati, il “pacchetto famiglia”, il lavoro per la prevenzione degli abusi e per la limitazione dell’istituzionalizzazione del disagio minorile, l’apertura del centro per la mediazione penale minorile”.

Il presidente Carrara, invece, ha sottolineato che alla base del lavoro dell’Unicef c’è “la tutela dei sogni e dei desideri” e ha raccontato la storia di un pedagogo che cercò di preservare la possibilità di sognare dei bambini del ghetto di Varsavia. Il direttore generale di UNICEF Italia Rozera nel ricordare che “l’UNICEF è nato come fondo di emergenza per portare aiuti e speranze a tutti i bambini che si trovavano in situazioni di rischio o difficoltà nel dopo guerra”, ha posto l’accento sul fatto che ancora tanti minori nel mondo vivono in condizione di disagio. Tra le diverse attività che l’UNICEF svolge in tutto il mondo, Rozera ha parlato anche della recente missione in Giordania con il Goodwill Ambassador Roberto Mancini e in particolare di un progetto a favore delle bambine e ragazze siriane rifugiate che mira a utilizzare il calcio come strumento per favorire l’emancipazione femminile e contrastare la pratica dei matrimoni precoci.

Il presidente Lena ha parlato di cosa concretamente ciascuno di noi può fare: “innanzitutto donare, come segno di supporto e vicinanza, e poi parlare di questi temi”. Ha quindi invitato i ragazzi a essere solidali perché “far cambiare le cose dipende da noi e insieme si possono raggiungere traguardi importanti: se vogliamo star bene tutti devono star bene anche gli altri”.

“In questi 70 anni – ha poi affermato l’assessora Baldassarre – è stato compiuto un lungo cammino, ma c’è ancora tanto da fare e tutti noi siamo chiamati a fare qualcosa, ogni giorno. Per cambiare dobbiamo avere buone leggi e buone politiche, ma soprattutto mettere in atto azioni concrete, come quelle che stiamo portando avanti nel nostro territorio anche in raccordo con il Garante regionale”. Rivolgendosi agli studenti ha detto che sono loro “in prima persona ad essere chiamati a creare legami di solidarietà e a dare attuazione a quei diritti fondamentali che la Convenzione delle nazioni unite per l’infanzia e l’adolescenza riconosce loro. A noi il dovere di ascoltarli e fornire risposte adeguate”.

Il consigliere Valeriani (Pd) ha infine posto l’accento sul fatto che il Lazio è stata la prima regione in Italia ad aver adottato una legge contro il bullismo e il cyberbullismo: “una legge innovativa che renderà permanente l’azione di contrasto al fenomeno attraverso finanziamenti, risorse e azioni concrete rivolti a Enti locali, Asl, associazioni e scuole”.

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