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Regione, consorzi di bonifica: arrivano i primi 3,5 mln e la nuova convenzione

“La Regione Lazio sta operando le necessarie variazioni di bilancio per poter attribuire la somma complessiva di 3,5mln euro per i consorzi di bonifica del Lazio, quale prima tranche di pagamento per le attività di manutenzione. Congiuntamente...

"La Regione Lazio sta operando le necessarie variazioni di bilancio per poter attribuire la somma complessiva di 3,5mln euro per i consorzi di bonifica del Lazio, quale prima tranche di pagamento per le attività di manutenzione. Congiuntamente sarà approvato il nuovo modello di convenzione che regolerà, a partire dal 1° gennaio 2016, i rapporti tra Regione, Province e Consorzi, in relazione al servizio pubblico manutentivo ed alle opere di preminente interesse regionale. Questo il contenuto della proposta di delibera della Giunta presieduta da Nicola Zingaretti (n. 16829, del 2 novembre 2015) che colma una carenza amministrativa (alcuni consorzi erano senza convenzione da anni) ed economico che tanto ha pregiudicato la corretta contabilizzazione delle attività dei consorzi di bonifica. La novità: a partire dal 1° gennaio 2016, e contrariamente a quanto avvenuto prima, i consorzi di bonifica potranno contare su risorse certe avviando una politica di efficientamento che sfocerà in un provvedimento legislativo di riordino dell'intero settore.

Grazie all'importante collaborazione con il presidente dell'Anbi regionale, Pasquale Conti, e con il direttore, Tullio Corbo, con questa proposta di delibera l'Amministrazione regionale ha inteso salvaguardare l'occupazione, assicurare la tutela del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini". CONSORZI INDUSTRIALI: ABBRUZZESE (FI): PRESENTATA PL PER SEMPLIFICARE PROCEDURE

"Ho presentato nei giorni scorsi una proposta di legge per semplificare le procedure all'interno dei Consorzi per aree ed i nuclei di sviluppo Industriale. La normativa è stata sottoscritta anche da tutti i consiglieri regionali di Forza Italia". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia.

"Lo sviluppo futuro dei Consorzi è basato su due temi: una nuova fase di sviluppo infrastrutturale che abbia il tema dell'agenda digitale, così come il miglioramento dell'impatto ambientale delle produzioni.

La disciplina dei Consorzi per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale necessita quindi di un intervento organico di riforma, che tenga conto anche delle trasformazioni dei contesti socio economici che hanno reso probabilmente obsoleto lo stesso istituto del Consorzio, almeno nella sua attuale struttura.

In un periodo di grandi cambiamenti, con l'industria pesante che nel nostro territorio ha ceduto il passo a quella ecosostenibile, i Consorzi sono fondamentali per l'erogazione di servizi utili alla comunità, ma devono trasformarsi in uno strumento agevole, non burocratico, leggero, per ripensare le questioni contemporanee dei servizi, della telematica, della digitalizzazione.

In attesa di tale organica revisione, si è predisposta una puntuale proposta di legge regionale che si pone la finalità di:

semplificare le procedure;

risolvere limitate ipotesi di progetti in variante, all'interno di piani regolatori dei Consorzi, attivati attraverso strumenti di programmazione negoziale come i Programmi di Riqualificazione Urbana di Sviluppo Sostenibile del Territorio di cui al D.M. dell'8 ottobre 1998 in itinere da diversi anni.

Tali programmi hanno l'obiettivo di realizzare, all'interno di quadri programmatici organici, interventi orientati all'ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture, all'ampliamento e alla riqualificazione del tessuto economico-produttivo-occupazionale, obiettivi questi posti alla base anche delle programmazioni Consortili.

Con la proposta di legge in oggetto, che si compone di un unico articolo in tre commi, si provvede, in primo luogo, a riportare nel corpo della l.r. n.13 del 1997 la particolare procedura introdotta dalla legge regionale 31 luglio 2003 n. 24 così da rendere il testo più facilmente reperibile e conoscibile. Si provvede, al contempo, ad aggiornare i riferimenti normativi contenuti nella disposizione originaria in considerazione dell'avvenuta abrogazione del d.p.r. n. 447 del 1998 da parte del d.p.r. n. 160 del 2010. Conseguentemente è abrogato l'art. 3 della l.r. n. 24 del 2003.

Dall'altro lato, al secondo comma dell'articolo proposto (comma 6 ter), si introduce una nuova previsione che semplifica la procedura ove l'intervento in variante rispetto al piano regolatore del consorzio per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale rientri nell'ambito di un accordo di programma ai sensi dell'art. 34 del d.lgs. 267 del 2000.

Questo intervento normativo intende dare una risposta alle richiamate esigenze di certezza e celerità delle procedure delle Conferenze dei servizi.

Pertanto, nel caso in cui i progetti previsti all'interno di strumenti di programmazione negoziata attengano ad accordi di programma - ex art. 34 del d.lgs. n. 267 del 2000 - e riguardino aree ricadenti nell'ambito del Consorzio, la procedura proposta consente che la variante sia approvata dalla Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente in materia di urbanistica, previa acquisizione del parere vincolante del consorzio stesso in conferenza di servizi, fermo restando in ogni caso il rispetto del limite e delle destinazioni di cui l'art. 5, comma 2, lett. b) della l.r. n. 13 del 1997.

L'obiettivo, come già detto, è quello di semplificare e velocizzare tale procedura, per renderla maggiormente compatibile con quella dell'accordo di programma e risolvere situazioni rimaste pendenti da molti anni". Ha concluso Abbruzzese

AEROSPAZIO: REGIONE LAZIO, IN ARRIVO FABSPACE 2.0

Aprirà le porte all'inizio del 2016 presso la struttura di Bic Lazio del Tecnopolo Tiburtino FabSPACE 2.0, il primo Fab Lab regionale interamente dedicato al settore aerospaziale, che ha recentemente avuto il via libera della Commissione Europea. Il FabSPACE 2.0, finanziato dal programma Horizon 2020, prenderà il via grazie alla collaborazione della Regione Lazio, tramite Bic Lazio, con l'Università di Tor Vergata (Teo Lab - Tor Vergata Earth Observation Laboratory). Quindici i partner dell'iniziativa (provenienti da sei Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia): Ebn - European Business Network, e tutti i Bic europei che hanno avviato dei progetti con Esa, l'agenzia spaziale europea, e con le università presenti sul territorio; capofila dell'iniziativa è l'Università francese Toulouse III Paul Sabatier. Questa nuova struttura vuole essere la prima di una nuova generazione di Fab Lab dedicati allo Spazio, in cui il mondo accademico, quello imprenditoriale e la società civile potranno avviare proficue collaborazioni per lo sviluppo di nuovi modelli e strumenti di business. Il FabSPACE 2.0 sarà un centro di competenze unificato, "one - stop shop", che favorirà la diffusione e lo scambio di space data, big data, cloud computing e altri open data pubblici, promuovendo la creazione di startup innovative in grado di rispondere alle sfide sociali in settori quali: agricoltura, energia, ambiente, smart city, sistemi di trasporto intelligenti, salute e benessere. All'interno del FabSPACE 2.0, Bic Lazio organizzerà concorsi di livello internazionale per startup digitali, hackathon, startup IoT (Internet of Things) competition ed eventi per studenti e ricercatori, con l'obiettivo di sviluppare nuovi prodotti e servizi rivolti a mercati anche in settori non spaziali.

"Con il nuovo FabSPACE 2.0 si aggiunge un altro tassello all'azione di questa amministrazione per la nascita di una nuova economia e di un nuovo modo di fare impresa nel Lazio - ha dichiarato l'assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani - Questa struttura sarà infatti uno strumento fondamentale per fare da tramite tra il mondo della ricerca e la realtà dei giovani e delle imprese che sono chiamati a dare un'applicazione alle innovazioni. L'aerospazio è indubbiamente un potentissimo veicolo di innovazione orizzontale, di fertilizzazione di altri settori produttivi. Ed è proprio per il potenziale di contaminazione di altri settori che esso riveste che è stato incluso tra le aree di specializzazione della Smart Specialization Strategy (S3) della Regione Lazio. Sono sicuro che un settore come questo - che nel Lazio conta 250 aziende, 30.000 addetti, 3.000 tra professori e ricercatori, 5 università con facoltà o programmi pertinenti, 6 incubatori o parchi scientifici e tecnologici e 10 enti/centri di ricerca - saprà fornire al FabSPACE 2.0 tantissima materia prima per la creatività e lo spirito imprenditoriale dei nostri giovani talenti e delle nostre aziende", ha concluso Fabiani.

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