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Regione, firmato protocollo intesa con campus biomedico. Zingaretti: entro fine anno accordi con tutte Università del lazio

E’ stato firmato dalla Regione Lazio e dal Campus Biomedico il protocollo d’intesa che definisce per il triennio 2014/2016 ruolo e funzioni dell’azienda ospedaliera universitaria all’interno del sistema sanitario regionale. Si tratta di un atto...

E' stato firmato dalla Regione Lazio e dal Campus Biomedico il protocollo d'intesa che definisce per il triennio 2014/2016 ruolo e funzioni dell'azienda ospedaliera universitaria all'interno del sistema sanitario regionale.

Si tratta di un atto atteso da tempo. Con l'intesa si procede a chiudere le questioni pregresse e si programma il futuro fornendo alla struttura tempo e garanzie per fornire al meglio il suo contributo nel sistema. L'accordo prevede il potenziamento delle attività del Campus fino alla sua integrazione prevista per il 2016, nella rete dell'emergenza regionale.

La firma del protocollo arriva a distanza di pochi giorni dalla firma con il Gemelli mentre è in dirittura d'arrivo la firma con il Policlinico Umberto I dopo l'incontro che si è svolto nei giorni scorsi al Mef tra la Direzione regionale della sanita e i vertici Universitari. A ruota seguirà la firma del protocollo con l'Università di Tor Vergata attualmente in corso di stesura.

"Credo e spero che entro la fine dell'anno si possano chiudere gli accordi con tutte le Università del Lazio - dice il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - in merito al ruolo e contributo delle loro strutture ospedaliere, che sono punti d'eccellenza, nel sistema sanitario regionale. Puntiamo ad un risultato storico che, nel definire il perimetro delle regole reciproche, punti a valorizzare e immettere nel sistema, tramite accordi e intese con le singole aziende, il grande patrimonio di ricerca e conoscenza di cui le Facoltà di medicina sono portatrici e dove si formano un terzo dei medici di questo paese".

SIGLATO PROTOCOLLO CON L'INPS PER CHIUDERE DEBITI DI 20 ANNI'

La Regione Lazio si avvia a chiudere l'ennesima partita debitoria del sistema sanitario regionale. Questa volta è con l'Inps. E' una storia che si trascina da 20 anni e che vale circa 150 milioni. Oggi con la firma del protocollo, approvato con un decreto del commissario Nicola Zingaretti, la Regione inizia le procedure per fare chiarezza e ridare respiro alle aziende coinvolte. Nel corso degli anni ad iniziare dal '94 ai cosiddetti Enti morali, ospedali e strutture religiose, onlus e associazioni piccole e grandi senza fini di lucro che operano per il sistema sanitario regionale nel campo dell'assistenza ai disabili è stata data, in base ad una legge nazionale, la possibilità di pagare i contributi verso l'Istituto nazionale della previdenza con i crediti che vantavano nei confronti delle Asl. Insomma potevano pagare i contributi con le fatture. Questa situazione nel corso degli ultimi anni è diventata confusa e intricata determinando grande ritardo o blocco dei pagamenti da parte delle Aziende e il conseguente avvio delle procedure di recupero da parte dell'Inps che ha determinato una situazione di grave difficoltà per le strutture coinvolte.

In base all'accordo il tempo disponibile per mettere a posto le carte è di un anno. Servirà ad effettuare una procedura di ricognizione dei debiti certi ed esigibili da parte dell'Inps. Le Aziende sanitarie nei prossimi mesi dovranno verificare, per ognuno dei soggetti coinvolti, esistenza e consistenza economica dei crediti ceduti e fino al 31 dicembre del 2012.

"Con il protocollo firmato oggi con l'Inps - dice il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - cerchiamo di mettere la parola fine ad una storia che si trascina da venti anni. Una matassa imbrogliatissima che pesa come piombo però sull'operatività di tante strutture che si dedicano all'assistenza ai i disabili o che erogano prestazioni sanitarie in regime di accreditamento. Questa situazione nel corso degli anni è maturata diventando complessa, confusa, intricata tanto da creare terreno fertile per procedure poco lineari o illegali come le doppie fatturazioni. Adesso ci diamo 12 mesi di tempo per aprire tuti i cassetti e fare pulizia e ridare serenità alle aziende e a chi vi lavora. Voltiamo pagina nel segno della trasparenza perché con il sistema di pagamento oggi in atto nella Regione comportamenti opachi non sono possibili".

ZINGARETTI: "OLTRE 1 MLN DI DOSI DI VACCINO ANTINFLUENZALE" AL VIA CAMPAGNA INFORMATIVA DELLA REGIONE LAZIO Per la campagna di vaccinazione antinfluenzale la Regione Lazio mette a disposizione più di un milione di dosi di vaccino per la copertura delle categorie a rischio. In prima linea nell'attuare la campagna i Medici di Medicina Generale, i Pediatri e le ASL. La vaccinazione è gratuita. L'obiettivo è la prevenzione delle complicazioni possibili nei soggetti maggiormente a rischio, malati cronici, anziani. "Una campagna di vaccinazione capillare contro l'influenza è il miglior antidoto contro gli eccessivi accessi al pronto soccorso - ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - per il successo dell'operazione, così come ogni anno, è determinante il contributo attivo dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Quest'anno mi pare ci siano tutte le condizioni per garantire un grado di copertura molto alta della popolazione a rischio". L'iniziativa è rivolta alle persone che hanno superato i 65 anni, ai bimbi sopra i sei mesi e agli adulti con patologie croniche come ad esempio malattie cardiache e respiratorie, insufficienza renale, diabete, tumori e immunosoppressione causata da HIV.

Ai bambini e adolescenti a rischio di sindrome di Reye; alle donne che si trovano al secondo e terzo trimestre di gravidanza; ai familiari a contatto con persone ad alto rischio; a medici e personale sanitario, personale che lavora a contatto con animali, personale delle forze dell'ordine, vigili del fuoco e della protezione civile e altri addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo. Parte integrante del Programma è l'attività di sorveglianza realizzata mediante una rete di 100 medici sentinella uniformemente distribuiti sul territorio e coordinati a livello regionale, che provvedono alla segnalazione sistematica dei casi di influenza registrati tra i propri assistiti e contribuiscono all'individuazione dei ceppi virali agenti dell'influenza. Per effettuare la vaccinazione o per avere ulteriori informazioni ci si può rivolgere al proprio medico di medicina generale, al pediatra, ai servizi delle ASL oppure consultare il link www.regione.lazio.it/vaccinoinfluenza.

SIMEONE (FI): "AL GORETTI DI LATINA PEDIATRIA E NEONATOLOGIA AL COLLASSO, ZINGARETTI RISOLVA L'EMERGENZA"

"Ennesima, inaccettabile, emergenza per la sanità nella provincia di Latina. I reparti di pediatria e neonatologia del Santa Maria Goretti di Latina sono al collasso. La vita dei piccoli pazienti e la professionalità dei medici impiegati è a rischio. Per queste ragioni ho scritto una interrogazione urgente a risposta orale per chiedere al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quali misure immediate intende assumere per superare la fase emergenziale che ha portato alla istituzione di una guardia divisionale unica notturna e per tornare ad una gestione ordinaria del servizio con almeno un neonatologo ed un pediatra in servizio nelle ore notturne all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Ho chiesto inoltre di conoscere quali interventi tempestivi e risolutivi a tale situazione il commissario ad acta intende attuare per implementare la pianta organica dei reparti di pediatria e neonatologia in attesa dell'inserimento della creazione del reparto di terapia intensiva neonatale nel nuovo atto aziendale della Asl di Latina. La guardia unica notturna per pediatria e neonatologia è stata istituita, dal 1 ottobre 2014, per far fronte alle carenze di personale esponendo in modo ingiustificato il personale a problemi di natura medico legale. La presenza di un solo medico nelle ore notturne impedisce inoltre l'efficacia e l'efficienza nell'erogazione del servizio che potrebbe essere richiesto contemporaneamente al Pronto soccorso per una consulenza, in sala parto o nei singoli reparti. Gli ultimi accadimenti stanno confermando quanto le scelte effettuate sinora da Zingaretti siano dannose e non producano efficienza nell'erogazione dei servizi. L'emergenza deve essere affrontata e i medici di pediatria e neonatologia messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro. La Regione Lazio, in accordo con la Asl di Latina, ha assunto l'impegno di rendere l'ospedale Santa Maria Goretti di Latina Dea di II livello con la conseguente realizzazione di un reparto di terapia intensiva neonatale che ne caratterizza la dotazione operativa. Mi auguro che, preso atto di questa ennesima grave emergenza, il presidente Zingaretti non si sottragga all'impegno assunto, che renda a breve il Goretti di Latina Dea di II livello e che restituisca dignità ai reparti di pediatria e neonatologia. In queste ore abbiamo assistito all'annuncio dell'arrivo di nuovi posti letto per gli ospedali della provincia di Latina. Siamo felici di questa scelta ma una domanda ci sorge spontanea. Come si intende dare l'adeguata assistenza ad un numero maggiore di pazienti se ad oggi si stenta ad assistere gli esistenti? E' il caso che Zingaretti smetta di gettare fumo negli occhi dei cittadini. E' il caso che quando decide di aggiungere nuovi posti letto pensi anche a come dotarli dell'assistenza medica, infermieristica e delle strumentazioni migliori per garantire l'efficienza delle cure. Altrimenti continueremo a navigare a vista e ad aggravare la già precaria situazione. E in un settore delicato come la sanità questo non è concesso".

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