Politica

Regione Lazio: Bianchi, Rocca e D'Amato sulla Roma-Latina e sul termovalorizzatore

L'ex CRI tergiversa sull'inceneritore, D'Amato annuncia due assessori in caso di vittoria. L'ex conduttrice Rai: "Sono in aspettativa, ma non lascio il parco delle Cinque Terre"

La campagna elettorale in vista del 12 e 13 febbraio giorni in cui si voterà il rinnovo del consiglio e il successore di Nicola Zingaretti (Pd), governatore dal 2013 a fine 2022, oggi deputato della XIX legislatura entra nel vivo. L'agenzia di stampa Adnkronos ha organizzato il primo confronto pubblico e in diretta streaming tra i tre principali candidati in corsa: Donatella Bianchi (M5S e Coordinamento 2050), Alessio D'Amato (centrosinistra), Francesco Rocca (FdI, Lega, FI). 

I temi trattati - come riporta romatoday.it - sono quelli del ciclo dei rifiuti, i trasporti, le grandi infrastrutture, la sanità, l'autonomia regionale, i poteri di Roma Capitale ma anche gli stadi di proprietà per Roma e Lazio, il sempreverde tema del ripristino delle province e un passaggio sulla scelta dei nomi da inserire nella giunta in caso di vittoria. Passaggi che hanno quasi sempre visto i tre candidati in contrapposizione, durante un confronto di circa un'ora che non ha visto grossi sussulti e nessun battibecco. 

Rifiuti e termovalorizzatore

Come immaginabile si parte dai rifiuti e dall'impiantistica. Il termovalorizzatore che vuole costruire Roberto Gualtieri entro il 2027 è un terreno di scontro imprescindibile: "Sono contraria, ma non per fanatismo - risponde Bianchi - ma perché con questo inceneritore costringeremo Roma a bruciare i suoi rifiuti per almeno trent'anni, il Lazio sarà la pattumiera d'Europa. Quello che va fatto è riavviare la differenziata". Ancora non chiarissima la posizione di Rocca: "Non sono contrario - premette - ma bisogna valutare bene dove metterlo. E poi da come la mette il centrosinistra sembra che così si risolve tutto, ma il Lazio è sceso al 18° posto nella differenziata". D'Amato, ovviamente, non usa mezzi termini: "Il ciclo dei rifiuti va chiuso, il termovalorizzatore va fatto - sottolinea - con tutte le valutazioni tecnico scientifiche del caso. Aiuterò Gualtieri a chiudere il ciclo, è una questione di decoro e di salute pubblica". 

Le liste d'attesa e la sanità pubblica

Questo è il campo sul quale Rocca e D'Amato si sono stuzzicati più volte negli ultimi giorni. Entrambi provenienti dalla sanità (Rocca, prima di essere presidente della Croce Rossa, è stato manager al Sant'Andrea), hanno una visione opposta di come sia stata gestita nel Lazio da 10 anni a questa parte. "Le liste d'attesa sono spaventose - attacca il candidato del centrodestra - le più lunghe d'Italia. E si passano dalle 40 alle 46 ore sulle barelle prima di trovare un posto letto nei nostri pronto soccorso. In tutto questo tempo nessuno è stato in grado di digitalizzare e modernizzare la nostra sanità e negli anni come eccellenza è rimasto solo il Gemelli. I cittadini sono costretti o a cambiare regione oppure, provenienti dalle province, a venire a Roma. Bisogna investire sull'assistenza domiciliare e puntare sui nostri docenti e medici". D'Amato, da assessore alla sanità uscente, non ha potuto che difendere il proprio operato: "Dieci anni fa la Regione era in dissesto con 10 miliardi di disavanzo e il blocco del turnover al 90% - ricorda - dal 2015 ad oggi abbiamo migliorato i punteggi, ricominciato ad assumere, iniziato la stabilizzazione dei precari. Nell'ultimo biennio il reclutamento del Lazio è stato doppio rispetto alla media italiana. Sono stati approvati e finanziati progetti per sei nuovi ospedali e se oggi anche in provincia vengono effettuate operazioni chirurgiche importanti e innovative è grazie al lavoro di questi ultimi anni. Ricordo che il governo Meloni ha appena definanziato la sanità: 1 miliardo è stato spostato per salvare i club di calcio". La stabilizzazione dei precari, i presidi territoriali e la valorizzazione del pubblico rispetto al privato sono due punti fermi per Bianchi: "Da cittadina rappresento le istanze di una società civile che si confronta quotidianamente con queste problematiche - spiega - e penso sia necessario investire sui presidi territoriali per evitare che i cittadini si riversino sempre e solo negli ospedali". 

C'è sintonia tra Rocca e Bianchi quando l'attenzione si sposta sui trasporti e D'Amato ribadisce, come fatto già nei giorni scorsa, la volontà di "deliberare le agevolazioni tariffarie per under 25, studenti e over 70 nei primi 100 giorni del mio governo". Per la candidata del M5S e per quello di Fratelli d'Italia "non si possono sprecare risorse regalando l'abbonamento a chiunque, anche a chi non ne avrebbe bisogno. Si deve considerare l'ISEE". Anche perché secondo Donatella Bianchi "i conti non tornano - dice - e a noi risulta che come Regione abbiamo le risorse per dimezzare gli abbonamenti, sicuramente per giovani e anziani, ma in base all'ISEE, questo è praticabile e questo applicheremo". Ovviamente per Bianchi mobilità sostenibile e intermodalità sono alla base della progettualità sul trasporto pubblico. "Basta chiedere ai pendolari della Roma Lido o a quelli che vengono da Viterbo cosa è stato fatto in questi ultimi dieci anni - attacca Rocca - . La situazione è peggiorata rispetto a quando ero ragazzo e vivevo a Ostia. Bisogna allargare la Cassia e la Salaria". 

Rispetto a possibili nomine già decise per la squadra di governo in caso di vittoria, Alessio D'Amato non si fa pregare e si gioca due nomi: Alessandra Sartore (già assessora nella giunta Zingaretti) e Luigi Manconi. "La prima sarà assessora al bilancio - annuncia - avendo ampia e qualificata esperienza. L'altro nome che faccio è quello di Luigi Manconi, sociologo autorevole, figura da sempre vicina ai diritti e garanzie. Queste due figure possono far parte di una squadra di livello". Non si espongono gli altri due candidati: "Avrò una squadra di persone competenti, non è una questione di poltrone ma di merito" risponde Bianchi. Mentre Rocca assicura "il primo nome è il mio, poi intorno avrò persone capaci e professionali. Voglio istituire l'assessorato alla Cultura". Mentre per D'Amato sarà importante istituire "l'assessorato dell'Economia del Mare". 

DOSSIER - Ecco come Francesco Rocca gestiva la Croce Rossa
Stadio della Roma e della Lazio
Tutti e tre i candidati dicono sì allo stadio della Roma, con alcune sfumature. Rocca si augura "che ci sia anche quello della Lazio, al Flaminio, così da recuperare una struttura importantissima". Bianchi, da ecologista, sottolinea che "si faccia purché si riqualifichi l'area - dice - perché dev'essere un'opportunità di rilancio per tutta Roma. Nuove costruzioni devono corrispondere a compensazioni con verde, parchi e giardini". 

La Roma - Latina, sì o no?
Per Rocca l'infrastruttura, decida ormai vent'anni fa ma ancora mai nemmeno iniziata, è benvenuta: "E' essenziale, sotto il mio governo velocizzerò l'iter. Bisogna valorizzare uno dei poli industriali più importanti del Lazio. Hanno avuto 10 anni di tempo per farla, ma niente. In ogni caso bisogna investire che su Civitavecchia, sul porto di Gaeta e sui collegamenti costieri". Anche per D'Amato la Roma-Latina "è importante, strategica come lo è anche la Cisterna-Valmontone. E' finanziata - ricorda - e ora partiranno i lavori". Camuffa bene la sua contrarietà Donatella Bianchi: "Ci si fissa su questa opera - dice - contro la quale non ho pregiudiziali, ma bisogna capire bene l'utilità e soprattutto capire che prima ci sono altre cose da fare con urgenza, come mettere in sicurezza la via Pontina, che grida vendetta. L'UE ci dice che va alleggerito il trasporto su gomma e privilegiare quello su ferro, questo è il tema. Si parla poco, poi, della Civitavecchia-Ancona, con l'opera che si è fermata a Orte con costi elevatissimi". 

Rocca: "Attacchi personali feroci". D'Amato: "Il Pd mi sostiene". Bianchi: "Veleno contro di me"
C'è tempo anche per una domanda singola per ogni candidato su temi differenti. A Francesco Rocca viene chiesto degli attacchi sul suo passato, quindi sull'arresto a 18 anni per droga e la condanna successiva: "Lo avevo messo in conto - risponde - ma non con la ferocia di chi vuole schiacciare un uomo tirando fuori storie di 40 anni fa, senza considerare invece la storia di redenzione che c'è stata dopo. Ho costruito molto nella mia vita e porto questo messaggio con orgoglio. Da giovani si può sbagliare, poi si ha tutta la vita, senza limiti, per recuperare". A D'Amato viene chiesto se senta o meno l'appoggio del Pd: "Si, di tutta la coalizione - ribadisce - ora la campagna elettorale entra el vivo e da me non sentirete mai offese, ma ci sarà una dialettica leale, anche aspra ma corretta. Alleanza col M5S? Ho sette liste che mi sostengono, siamo una coalizione plurale, riformista e progressista". Sull'alleanza mancata Pd-M5S interviene anche Bianchi: "Io sono arrivata un mese e mezzo dopo che il Pd ha calato dall'alto la candidatura di D'Amato - specifica - mentre in Lombardia si faceva un accordo vero. Lì prevedono di ridurre gli impianti per i rifiuti, qui invece se ne vuole costruire uno obsoleto. Ho ricevuto molto veleno finora, mi hanno chiesto di dimettermi da qualsiasi cosa: sono in aspettativa dalla Rai, perché non ho ferie da spendere. Ma non lascio il parco nazionale delle Cinque Terre di cui sono presidente, perché non voglio lasciare un gioiello in mano al commissariamento". 

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