Il Consiglio regionale approva legge su aree a rischio ambientale

La Regione potrà individuare le zone critiche e intervenire preventivamente con un piano di risanamento e recupero. Stanziati 1,5 milioni per il biennio 2020-2021

La “Disciplina delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale” è approvata oggi dal Consiglio regionale del Lazio. Il provvedimento è stato votato da 32 consiglieri (centro sinistra più Movimento 5 stelle), con l’astensione di sei consiglieri di centro destra. L’obiettivo principale delle nuove norme è quello di tutelare soprattutto quei territori già pressati da situazioni critiche dal punto di vista ambientale.

Le condizioni

La legge, infatti, disciplina l’individuazione delle aree a elevato rischio di crisi ambientale e le misure per l’eliminazione o la riduzione dei fenomeni di inquinamento e di squilibrio ambientale, segnalati dai relativi piani di risanamento. Nel testo votato oggi, all’articolo due, modificato dagli emendamenti di Eugenio Patanè (Pd) e Gianluca Quadrana (Lista civica Zingaretti), viene specificato quali siano le condizioni che determinano l’individuazione delle aree a rischio da parte della Giunta regionale:

Gravi alterazioni degli equilibri ecologici del suolo e del sottosuolo, nell’atmosfera, nelle acque superficiali e sotterranee, compresi i sedimenti fluviali, lacuali e marini;

Elevata concentrazione di stabilimenti industriali con possibilità di incidenti rilevanti;

Impianti, anche in fase di smaltimento, che impieghino materiali radioattivi destinati alla fabbricazione e stoccaggio del combustibile nucleare e dei rifiuti radioattivi.

Misure urgenti

Per ciascuna area dichiarata a elevato rischio di crisi ambientale, verrà redatto un piano di risanamento, che individua le misure urgenti da attivare per rimuovere i fenomeni in atto e le situazioni di rischio e, di conseguenza, le misure per avviare il recupero ambientale e la riqualificazione dell’area. All’interno delle aree individuate, la Regione eseguirà un’indagine epidemiologica per la popolazione esposta e, insieme agli enti locali – nell’ambito delle rispettive competenze – potrà arrivare a vietare: la realizzazione di nuovi edifici residenziali; la realizzazione, l’ampliamento o la riattivazione delle attività di cui al decreto legislativo 105/2015 che rischiano di provocare incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose; qualsiasi altra attività che possa alterare gli equilibri ecologici di un sito.

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Il lavoro dell'Arpa

Il monitoraggio delle aree dichiarate ad alto rischio sarà effettuato dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio), dalle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, dalla Città metropolitana di Roma capitale e dalle altre province. Per finanziare l’attività di monitoraggio dell’Arpa, la legge stanzia 100mila euro per ciascuna annualità 2020 e 2021. Per quanto riguarda invece le risorse economiche a sostegno degli interventi previsti dalla nuova legge, la norma finanziaria prevede 250mila euro per ciascuna annualità 2020 e 2021 per parte corrente e il doppio per parte in conto capitale. Durante i lavori d’Aula, condotti dal presidente Mauro Buschini, sono stati approvati una ventina tra emendamenti e subemendamenti, alcuni dei quali hanno richiesto approfondimenti e chiarimenti tra i consiglieri e tra questi e la Giunta, perché hanno riguardato punti importanti della legge.

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