Regione, nessuna vendita a privati del Forlanini. fissato il prezzo, ma il bene resta pubblico

Con la deliberazione n. 766 del 13 dicembre la Giunta regionale ha dato seguito al progetto di valorizzazione dell’ex Ospedale Carlo Forlanini che è prioritario per questa amministrazione dopo anni di abbandono.

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Con la deliberazione n. 766 del 13 dicembre la Giunta regionale ha dato seguito al progetto di valorizzazione dell’ex Ospedale Carlo Forlanini che è prioritario per questa amministrazione dopo anni di abbandono.

L’atto è stato un passaggio necessario per poter fissare il prezzo del compendio, stimato in 70 milioni di euro dall’Agenzia del Demanio, e poter procedere quindi, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, all’individuazione di un interlocutore interessato che sarà comunque un’istituzione pubblica.

Resta quindi assolutamente in piedi e va avanti con questa delibera il progetto che prevede la realizzazione della Cittadella della Pubblica amministrazione e dei servizi per il cittadino con la conseguente riqualificazione e fruibilità dell’intera area e con evidenti benefici per la collettività. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

MANOVRA 2017, I CONTI DELLA SANITÀ DEL LAZIO IN COMMISSIONE BILANCIO

Alessio D’Amato, responsabile della cabina di regia, e Vincenzo Panella, direttore

per salute e politiche sociali, ascoltati dai consiglieri su programmi e previsioni di spesa L’ultima audizione in commissione Bilancio in vista della manovra 2017 ha visto protagonisti i vertici amministrativi della sanità regionale, tuttora commissariata: Alessio D’Amato, responsabile della cabina di regia e Vincenzo Panella, a capo della direzione salute e politiche sociali. Ai consiglieri sono stati consegnati i dettagli del programma operativo 2016-2018 concordato con il governo nell’ambito del percorso di uscita dal piano di rientro. Se il precedente programma operativo aveva l’obiettivo prioritario di ridurre la spesa sanitaria e ridefinire delle regole di funzionamento del sistema e riorganizzazione dei servizi, la nuova stagione 2016-2018 ha l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario e sviluppare un’organizzazione dei servizi rispondente ai fabbisogni di assistenza, in un contesto caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal maggior impatto della domanda per patologie croniche ed a rischio di disabilità. Ribadita la cancellazione della quota regionale aggiuntiva al ticket nazionale su alcune prestazioni; annunciate 3.502 assunzioni entro il 2018; avviato un piano da 264 milioni di euro di risorse destinate all’ammodernamento tecnologico di Asl e ospedali, nonché a lavori di riqualificazione. Sul fronte della riorganizzazione e del rafforzamento delle reti, due novità previste dal programma operativo da realizzare entro dicembre 2017 sono: l’attivazione di quattro nuove unità di trattamento neurovascolare per la rete ictus e un servizio h24 per la parto-analgesia negli hub ospedalieri della rete perinatale. Forniti poi dal direttore Panella i dati dei programmi di screening per i tumori. In un anno (dal 2014 al 2015) sono aumentate di 35.000 unità le adesioni allo screening per la mammella, di 6.000 per la cervice uterina, di 50.000 per il colon retto. D’Amato si è invece concentrato sulle componenti di bilancio riguardanti la sanità regionale, puntualizzando che tali voci sono giocoforza legate alle quote assegnate al Lazio nell’ambito del fondo sanitario nazionale e alla quantità di fondi vincolati al raggiungimento di obiettivi stabiliti dal piano di rientro. “La legge finanziaria nazionale 2017 – ha spiegato – ha rideterminato il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard. Le risorse assegnate, al netto del saldo di mobilità sanitaria interregionale, alla Regione Lazio sono risultate pari a 10.052 milioni di euro”. A questa cifra vanno aggiunti il finanziamento al disavanzo, investimenti, partite di giro e payback farmaceutico, per un bilancio complessivo di 16 miliardi. Secondo la relazione consegnata alla commissione, il finanziamento aggiuntivo corrente, è stato poi determinato sulla base delle esigenze rappresentate dal Sistema sanitario regionale, e delle disponibilità del bilancio regionale, nell’importo di euro 4.679.629,12. Il valore dell’aggregato delle entrate proprie (determinate da ulteriori trasferimenti pubblici e ticket) risulta infine pari a 419,7 milioni per il 2016, 432 per il 2017 e 406,8 per il 2018. Per le forze di opposizione, i conti, però, risultano migliorati più in virtù dello sblocco di maggiori fondi statali che a migliori performance di sistema. Nonostante ciò, ha precisato il consigliere Sbardella (Misto), “è evidente la mancanza di riferimenti all’uscita dal piano di rientro tra i documenti all’attenzione della commissione”. Il Movimento 5 stelle ha invece chiesto chiarimenti sui sosti della cabina di regia e sui risparmi attesi ed effettivi rispetto all’accorpamento di Asl predisposto dalla Regione. Criticate, da più parti, anche le modalità di comunicazione del presidente Zingaretti rispetto alle innovazioni lanciate in ambito sanitario: “Troppe conferenze stampa, pochissime comunicazioni ufficiali al Consiglio”, si è lamentato Aurigemma, ponendo anche la questione del budget assegnato periodicamente alle strutture accreditate. “Viene definito troppo tardi, a fine anno, quando la maggior parte delle prestazioni ormai è stata resa”. Per la maggioranza, Petrangolini (Pd), pur apprezzando la relazione e i contenuti del programma operativo, ha chiesto i motivi che determinato la spiccata mobilità interregionale passiva da parte di cittadini laziali che scelgono di curarsi altrove, determinando una previsione di passivo di 490 milioni di euro nel prossimo triennio.

Per Storace (la Destra), la mobilità passiva è determinata dal taglio dei servizi, compresa la salute mentale, la cui consulta regionale, secondo il consigliere, “continua a non trovare interlocuzione istituzionale malgrado i dati allarmanti trasmessi”.

De Lillo (Cuoritaliani) ha insistito sugli sforamenti e sui debiti di alcune aziende ospedaliere pubblici “senza che paghino scotto i manager scelti dalla Regione”.

Nella sua replica, D’Amato ha citato esempi di miglioramento e rilancio di servizi: dalle cure all’Hiv all’aumento dei trapianti. “Sono 27 gli ambulatori di continuità assistenziale aperti nei weekend e nei giorni festivi a Roma e nelle province; 12 le case della salute aperte”, ha dichiarato. Nel dato di mobilità passiva, ha poi spiegato, sono comprese anche le prestazioni rese a cittadini laziali presso il Bambino Gesù (160 milioni) e l'Ospedale San Giovanni Battista (30 milioni), che vengono letti dal sistema come strutture gestite da stati esteri e quindi estranee al computo regionale, falsando il saldo finale. Sul tema dell’uscita dal commissariamento, infine, D’Amato ha fornito la data del giugno 2017 come prossimo momento di verifica con il governo rispetto alle priorità definite dal nuovo programma operativo.

SANITA’, SIMEONE (FI): “VACCINAZIONE GRATUITA MENINGOCOCCO B, INSERITA NEL DEFR 2017 – 2019 GRAZIE A NOSTRO EMENDAMENTO”

“La rivoluzione della sanità del Lazio passa per i fatti e non per le chiacchiere. Per realizzarla servono servizi efficienti ed efficaci per i cittadini che continuano a scontrarsi con prestazioni inaccessibili e spesso troppo costose nonostante l’importanza che rivestono. Per questa ragione abbiamo deciso di presentare un emendamento al Documento di economia e finanzia regionale 2017 – 2019, approvato ieri in commissione, con il quale si pone tra le priorità della Regione Lazio l’inserimento della vaccinazione contro il meningococco B in età pediatrica nel calendario regionale a partire dal 2017. Questo significa che la vaccinazione che sinora costava ai cittadini circa 100 euro diventerà gratuita. Ora il presidente Zingaretti deve, con rapidità essere consequenziale a quanto approvato. Non esistono scuse, infatti, per l’inserimento di questa vaccinazione considerata fondamentale per salvare la vita dei nostri bimbi e non solo tra quelle previste nei Lea. Altre regioni in piano di rientro, come la Calabria, hanno già proceduto, dal 2015, a renderla gratuita dando servizi efficienti ai cittadini. Negli ultimi anni è stata riscontrata una generalizzata tendenza alla caduta del tasso di copertura vaccinale in età pediatrica. Di contro si assiste ad un incremento dei casi di infezione letale da meningococco contro i quali la vaccinazione rappresenta l’unico rimedio di prevenzione disponibile. Il meningococco B è responsabile di oltre 6 casi su 10 di meningite meningococcica in Italia, particolarmente temuta da genitori e pediatri in quanto si manifesta all’improvviso in persone sane, soprattutto nei bambini nei primi mesi di età e può portare al decesso entro 24-48 ore. L'unica arma di prevenzione è la vaccinazione. E spetta proprio alle regioni il compito di adottare ed attuare i Programmi operativi e gli interventi necessari a garantire, in modo uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità. Abbiamo dato seguito a quello che non può essere solo una enunciazione di principio ma la pratica quotidiana. La stessa che purtroppo non abbiamo riscontrato neanche nei tanto decantati piani operativi per la sanità regionale 2016 – 2018 dove seguono una serie di parole e di intenti che mostrano solo quanto sinora non è stato fatto. I vaccini sono un’arma straordinaria per sconfiggere le malattie infettive e il nuovo vaccino anti-meningococco B ci dota di uno scudo potente contro una malattia terribilmente insidiosa che deve essere debellata. Sempre nel settore della sanità è stato approvato il nostro emendamento che punta a potenziare i percorsi di presa in carico di persone affette da malattie invalidanti quali, ad esempio, la Sma1 e la Sla. Abbiamo compiuto un piccolo passo avanti. Sta ora a Zingaretti non disperderlo concretizzando quanto approvato. E’ un atto dovuto nei confronti dei nostri cittadini. E’ un atto concreto di rispetto verso i diritti troppo spesso calpestati delle comunità che siamo chiamati a rappresentare”.

SAN BASILIO: BONAFONI (SI-SEL), SERVE SFORZO COMUNE ISTITUZIONI PER GIUSTIZIA SOCIALE

E’ stata davvero importante la presenza questa mattina in audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Periferie a San Basilio.

Riportare la presenza forte delle istituzioni in luoghi da troppo tempo trascurati dalla politica è un primo passo verso l’aggressione dei problemi che soffocano quei territori ormai diventati scenario di autentiche guerre fra poveri.

La casa, il lavoro, i giovani, la formazione, la scuola, le politiche sociali, la lotta alla criminalità: sono tutti temi che attendono risposte non più procrastinabili. Oggi colpiva negli interventi dei cittadini e delle associazioni del territorio ascoltare le moltissime criticità ma anche le potenzialità e le passioni sane che animano San Basilio.

Da quelle energie occorre ripartire, attraverso uno sforzo istituzionale che non può che essere corale e concreto. Occorre fare presto un monitoraggio delle risorse disponibili e non spese, oltreché mettere in campo investimenti e progetti nuovi per San Basilio. La Regione in questo senso può fare molto e sarà un mio impegno muovere i giusti passi in questa direzione.

Bisogna far tornare lo Stato in quelle zone delle nostre città, periferie sociali prima che geografiche, in cui il vuoto istituzionale viene altrimenti riempito nella migliore delle ipotesi dal fai-da-te, nella peggiore dalla criminalità organizzata.

Lo dichiara Marta Bonafoni, consigliera regionale di Si-Sel, che oggi ha preso parte all’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Periferie presso la parrocchia di San Basilio.

TRASPORTI, MINNUCCI (PD): “CONTINUANO DISSERVIZI SU LINEA VITERBO/ROMA: NECESSARIO ESPOSTO AL GARANTE TRASPORTI”

“I pesanti ritardi che si sono registrati questa mattina sulla linea FR3 Viterbo/Roma hanno inevitabilmente provocato nuovi e gravi disservizi per tutti i pendolari che da Viterbo raggiungono quotidianamente la Capitale: farò un esposto all’Autorità di regolazione dei trasporti perché la situazione è diventata intollerabile. Con il nuovo contratto di servizio, Trenitalia ha degli obblighi nei confronti della Regione Lazio ma soprattutto nei confronti degli utenti sia in termini di puntualità di orario sia in termini di condizioni igieniche. Quegli obblighi che vengono quotidianamente disattesi costringendo i pendolari a lunghe soste nelle stazioni e a viaggiare, cosa ancor più grave, in veri e propri carri bestiame. Ora basta: Trenitalia non può pensare che questa situazione da Paese del terzo mondo possa veramente rappresentare la normalità vissuta nelle nostre stazioni. A riguardo, penso sia necessario anche un intervento della stessa Regione Lazio che deve sanzionare l’azienda attraverso l’attivazione di tutte quelle penali previste nel nuovo contratto di servizio sottoscritto lo scorso ottobre. In quest’ottica provvederò a inviare un esposto anche al Presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, al fine di informare e coinvolgere anche l’organismo che ha il compito di definire i livelli di qualità dei servizi offerti nel rispetto dei diritti degli utenti” ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando i disservizi che si sono verificati questa mattina lungo la tratta ferroviaria Viterbo/Cesano/Roma.

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