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Regione, su liste di attesa richiamate 72mila persone inviati 20mila sms

 In due mesi con il progetto speciale liste di attesa la Regione Lazio ha contattato attraverso il Recup oltre 72 mila cittadini. L’operazione recall è stata varata i primi giorni dello scorso mese di novembre con l’obiettivo di ridurre e mettere...

In due mesi con il progetto speciale liste di attesa la Regione Lazio ha contattato attraverso il Recup oltre 72 mila cittadini. L'operazione recall è stata varata i primi giorni dello scorso mese di novembre con l'obiettivo di ridurre e mettere sotto controllo il fenomeno delle liste di attesa in particolare su quelle prestazioni specialistiche e di diagnostica che presentavano attese fuori tempo massimo. Il bilancio di questa prima fase dice che sono stati contattati dal Recup 72.748, il 67% di questi pari a 48.674 persone ha risposto, 24.074 pari al 33% del totale invece non l'ha fatto.

Dei 48.674 cittadini che si sono relazionati con il Recup 29.675 (61%), hanno confermato l'appuntamento della prestazione; 2.410 cittadini (5%), l'hanno revocato, 16.589 (34%), hanno accettato di anticiparlo. L'operazione avviata dalla Regione con un finanziamento straordinario di 7 milioni di euro, ha permesso alle Asl e alle Aziende ospedaliere di mettere in campo una maggiore produttività che ha reso possibile riposte immediate per nuove prestazioni a circa 29.000 cittadini ed a 16.514 di quelli attivati con il recall.

In questi due mesi è stato possibile programmare un totale di 46.073 prestazioni. In particolare sono state prodotte 7.759 risonanze magnetiche, 5.366 Tac, 31mila ecografie, 92 pet, 833 ecg da sforzo, 903 visite specialistiche di vario tipo, 120 endoscopie.

Per contattare i 24.074 cittadini che non hanno risposto (nonostante le 3 chiamate in due giorni ed orari diversi), si è provveduto ad avviare, prima delle feste natalizie, una campagna di "SMS". Quelli inviati sono stati pari a 22.246. Il totale tra appuntamenti confermati, anticipati e revocati per tramite SMS è stato di 7.455.

"Il progetto avviato per abbattere le liste di attesa ha raggiunto l'obiettivo che ci eravamo dati e cioè quello di smaltire il pregresso - dice il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - ora ci sono le condizioni per governare il sistema ed abbiamo accertato che le Aziende, se opportunamente organizzate, hanno la potenzialità per farlo. Per la prima volta abbiamo coinvolto in questa operazione direttamente i cittadini in un numero considerevole e ciò non era mai accaduto prima. Abbiamo lavorato insieme e andremo avanti su questa strada".

SANITA', SIMEONE (FI): "OSPEDALE DI FONDI, LA MARCIA SU ROMA E' INIZIATA"

"Condivido, sostengo e resto in prima linea al fianco del sindaco di Fondi, Salvatore De Meo, e di tutti i cittadini della provincia di Latina che vengono, ingiustamente, privati dei propri diritti e di una assistenza sanitaria di qualità. La scelta di proporre una petizione popolare per salvare l'ospedale di Fondi si inserisce in una serie di azioni che, a tutti i livelli istituzionali, si stanno mettendo in atto per avere delle risposte concrete dal commissario ad acta Zingaretti e dal direttore generale della Asl Michele Caporossi. L'atto aziendale a firma del direttore generale Michele Caporossi deve essere modificato. Avevamo annunciato nelle settimane scorse che non avremmo fatto alcun passo indietro finchè le integrazioni proposte non fossero accettate. La decisione del sindaco De Meo e di tutti i sindaci del comprensorio, di autoconvocarsi nuovamente in Regione ne è la dimostrazione. In questi mesi abbiamo trovato solo porte chiuse. Ogni domanda riguardante il futuro degli ospedali della nostra provincia, le ragioni del costante depotenziamento del San Giovanni di Dio di Fondi, il tentativo di aprire un confronto aperto con Zingaretti e Caporossi sono cadute nel nulla. Non solo. Con una assoluta noncuranza nei confronti del dolore delle persone e delle famiglie, già costrette al calvario di una malattia, sia Zingaretti che Caporossi hanno scelto di nascondersi dietro false promesse e ipotesi sconclusionate oltre che irrealizzabili. E' da irresponsabili inserire, tra l'altro solo nel piano strategico e non nell'atto aziendale, la ipotetica istituzione h24 del Pronto soccorso a supporto dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria quando non ci sono i servizi connessi quali cardiologia, radiologia, laboratorio analisi, chirurgia d'urgenza. E' allarmante la decisione di declassare il punto nascita a Uosd privandolo, tra l'altro, dei servizi correlati. E' sintomo di incapacità politica, decisionale ed operativa non aver reso, a più di sei mesi di distanza dal decreto a firma di Zingaretti, h24 l'operatività del laboratorio analisi del San Giovanni di Dio di Fondi. Zingaretti può ancora agire e cambiare un atto che impone decisioni non condivise che penalizzano la sanità, i professionisti e soprattutto i cittadini. Avevamo annunciato una vera e propria marcia su Roma se non avessero rispettato un diritto sacrosanto. Questo è il primo passo per cambiare quella che chiamano sanità ma che in provincia di Latina e nel Lazio si traduce in vergogna".

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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