Domenica, 16 Maggio 2021
Politica

Entro un anno il Polito sceglierà le aree idonee per la nuova discarica ciociara: poi partiranno le proteste

Nessuno la vuole vicino casa. Dal Politecnico di Torino, a detta di Pompeo, “un parere autorevole e scevro da qualsiasi condizionamento”. In altre parole, la Provincia di Frosinone si è guardata bene dallo stilare direttamente la lista da inviare alla Regione Lazio

Entro il prossimo anno, per conto della Provincia di Frosinone, il Politecnico di Torino selezionerà le aree idonee per la nuova discarica che dovrà individuare poi la Regione Lazio. Sarà allora che scatteranno le proteste di cittadini, ambientalisti e politici avversi al Pd regionale e provinciale. Roccasecca docet. Ed ecco perché la Provincia si è guardata bene dall’assumere la decisione senza interposto ente. Nessuno vuole un immondezzaio vicino casa.

Discarica di Roccasecca: un passo indietro e uno avanti

La discarica di Roccasecca, intanto, è arrivata al limite per aver ricevuto negli anni anche i rifiuti indifferenziati di Roma. Che, però, hanno risollevato i bilanci della Società Ambiente Frosinone (Saf), la partecipata che nell’impianto di Colfelice tratta l’indifferenziato per conto di tutti e 91 i comuni ciociari che la compongono. La vecchia gestione della Saf, intanto, è finita sotto inchiesta. E, per migliorare la situazione, la “Fabbrica dei materiali” dovrebbe entrare in funzione dal 2023.

A quanto pare il sito roccaseccano di Cerreto non sarà più ampliato perché la società proprietaria, la Mad srl detenuta dall’arrestato Valter Lozza, ha rinunciato all’autorizzazione per il V invaso. Per questo, dopo anni di battaglie, ha esultato il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. Che, assieme al primo cittadino di Frosinone Nicola Ottaviani e altri dieci omologhi, ha già richiesto al Ministero della Transizione Ecologica di attivarsi al posto della Regione Lazio.

Rifiuti ciociari a Civitavecchia e Viterbo: cosa vuole la politica

Un commissariamento che lo stesso Ottaviani – coordinatore provinciale della Lega - pretende ora a gran voce e all’unisono con Ernesto Tedesco (Lega) e Giovanni Maria Arena (Forza Italia), i sindaci di Civitavecchia e Viterbo, le cui discariche accoglieranno ormai i rifiuti fino al prossimo 30 giugno in base alla nuova ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Che, mentre finisce nel mirino degli amministratori locali interessati, ha già dato un ultimatum sindaca di Roma Virginia Raggi. Anche e soprattutto perché la Capitale si avvia alle Elezioni Amministrative. E anche in provincia di Frosinone, ovviamente, la campagna elettorale è perenne.

Il presidente della Provincia Pompeo, al netto della lotta interna al Pd, ha già detto e ribadisce ora che “l’emergenza è frutto della non autosufficienza di Roma” – ma era tra i sindaci a suo tempo favorevoli a far accogliere i suoi rifiuti dalla Saf – e che la Ciociaria, altrimenti, “avrebbe avuto un ciclo virtuoso di smaltimento fino al 2026 se non avesse dovuto lavorare rifiuti provenienti da altri Ato”. Ossia gli Ambiti territoriali ottimali, in pratica le province.

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Provincia di Frosinone: forse era meglio pensarci bene prima

Anche nelle vesti di presidente dell’Upi Lazio (Unione delle province), Pompeo ritiene da tempo che “ciascun territorio deve dotarsi di un proprio impianto di smaltimento per non inficiare i processi degli altri”. La prossima settimana ci sarà un incontro tra la Provincia di Frosinone e il Politecnico di Torino, “al quale abbiamo affidato uno studio ad hoc che sarà completato entro un anno - ricorda Pompeo - ritenendo indispensabile un parere autorevole e scevro da qualsiasi condizionamento”.  Al di là dell’autorevolezza del Polito, come detto, è proprio per evitare che venga associata direttamente alla Provincia l’individuazione dei siti per la discarica che nessuno vuole nel proprio comune. Poi, sì, deciderà la Regione dove realizzarla.

A Pompeo, intanto, preme sottolineare che “i nostri cittadini non possono sostenere gli extracosti derivantni dal conferimento dei rifiuti fuori provincia, con aumenti in bolletta causati dalla non autosufficienza di altri Ato”. Ma a questo, a conti fatti, ci si doveva pensare prima di dare il via al trasferimento dei rifiuti di Roma all’impianto Saf di Colfelice e, di conseguenza, alla discarica di Roccasecca. Anche se non c'erano troppo alternative. 

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