L’Amministrazione Sementilli contro i tre dissidenti: “Si scrive ‘AmiAmo Ripi’, ma si legge ‘TradiAmo Ripi’”

Dura nota politica del Sindaco del Comune ciociaro e della sua traballante maggioranza dopo la costituzione del gruppo indipendente formato dai consiglieri Luca D’Arpino, Chiara Crescenzi e Loretana Sementilli

Il Sindaco di Ripi Piero Sementilli (a sx) con il Presidente del Consiglio Luca D'Arpino, uno degli ormai tre dissidenti

Nei giorni scorsi, prendendo le distanze dalla maggioranza, i consiglieri Luca D’Arpino, Chiara Crescenzi e Loretana Sementilli hanno costituito il gruppo denominato “AmiAmo Ripi”. “Una scelta - ha spiegato D’Arpino - che viene da una lunga riflessione, maturata negli ultimi sei mesi. Abbiamo deciso di organizzarci in questo nuovo progetto politico - ha aggiunto poi - per dar voce alle nostre prerogative e tutto questo si è reso necessario in quanto l’azione amministrativa, in verità, non è mai partita. L’Amministrazione, soprattutto quella composta dalla Giunta e dal Sindaco, ha dovuto affrontare varie tematiche, ma in gran parte in maniera disastrosa”.

Da qui l’odierna e dura replica del Sindaco Piero Sementilli, degli Assessori Fabiola Zannetti, Enrico De Angelis, Brian Crecco e Patrizia Cortina, e del consigliere Pasqualino Botticelli, ovvero il sestetto di 'maggioranza' che ora deve fare i conti non soltanto con un quartetto di opposizione ma anche con un terzetto di dissidenti. Secondo Sementilli e i suoi, per intenderci, “si scrive ‘Amiamo Ripi’ - attaccano - ma si legge ‘TradiAmo Ripi’”. E l'Amministrazione traballa.  

Dal Sindaco Sementilli e i suoi

Non siamo più disposti a tollerare prese di posizione offensive - mette in chiaro il gruppo di maggioranza - nei confronti non solo della maggioranza, accusata pesantemente di personalismi e 'contentini degni della vecchia politica', ma anche dell’intero popolo di Ripi che a soli otto mesi dalle elezioni si trova davanti a tre consiglieri critici e litigiosi, i quali continuano a sbandare e a voler dare spallate a questa Amministrazione".

"Nonostante il leit motiv della campagna elettorale di circa un anno fa sia stato ‘Insieme si può’ - lamentano - i tre consiglieri hanno deciso di “mettersi in proprio” contravvenendo allo spirito di squadra che doveva essere uno dei nostri punti di forza e contravvenendo all’impegno preso con gli elettori".

"Chiediamo spiegazioni ai tre consiglieri - pretendono - in merito al loro comportamento non consono alla carica di amministratori votati dal popolo. Dopo aver ripetutamente cercato di coinvolgerli nelle scelte politiche del paese, chiediamo loro di svolgere un ruolo attinente alle deleghe assegnate, visto che sino ad ora ciò non è avvenuto".

A Luca D’Arpino

“È stato il quinto tra gli eletti - ricordano - e come tale non ha avuto diritto all’assegnazione di un assessorato, tutto ciò per volere del popolo che di solito, prima degli altri attori, percepisce l’eventuale non affidabilità del soggetto candidato”.

Rancoroso nei nostri confronti - lo definiscono così - ai quali attribuisce questa sconfitta personale, da sempre si è rifiutato di instaurare un dialogo, adottando un atteggiamento fortemente distruttivo della maggioranza. Ci chiediamo quale sia stata sino ad ora la sua azione amministrativa, a parte le critiche infondate e le considerazioni effimere sul nostro operato”.

“A lui è stata assegnata, in primis, la delega al bilancio e tributi - fanno presente - In termini più semplici gli è stato affidato il cuore della macchina amministrativa, ed inoltre la titolarità della Presidenza del Consiglio. Queste non sono servite a soddisfare il suo delirio di onnipotenza, tanto che già tre mesi fa è stato l’artefice della creazione di un gruppo rivendicante non si capisce bene cosa”.

“Tra l’altro il soggetto in questione, dichiarantesi amante della politica - affondano - non svolge la sua opera a titolo gratuito, in quanto percepisce un’indennità costituita da somme tolte dall’indennità degli assessori”.

A Chiara Crescenzi

"Quanto poi alle quote rosa presenti nel gruppo - vanno avanti - una domanda sorge spontanea: il consigliere Chiara Crescenzi, oltre alla delega alle politiche giovanili, del cui operato non c’è traccia, non è anche capogruppo? Quante riunioni e con quali ordini del giorno ha convocato il gruppo di maggioranza?"

"Non ci pare che si sia impegnata nel ritagliarsi nell’ambito dell’Amministrazione quel ruolo che le è stato assegnato - contestano - Ci verrebbe da dire che si è mossa solo a rimorchio del Presidente del Consiglio, ma sulle eventuali proposte ed iniziative inerenti la sua delega tabula rasa". 

A Loretana Sementilli

“Ricordiamo, inoltre, al consigliere Loretana Sementilli - passano all'altra 'quota rosa' - che la sede comunale è aperta a tutti, a maggior ragione a lei che riveste un ruolo fondamentale di raccordo con i cittadini, dove un superiore pubblico interesse non imponga un momentaneo segreto, la casa comunale è di vetro”.

“Il consigliere in questione dovrebbe saperlo - biasimano - visto che con decreto sindacale le sono state assegnate funzioni propulsive e di coordinamento in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza. Purtroppo, in merito alla presenza del consigliere ci verrebbe da dire ‘non pervenuto’”.

In otto mesi non abbiamo avuto mai il piacere, se non in occasione dei consigli comunali, di incontrarla in Comune - contestano - per svolgere il suo ruolo di consigliere di maggioranza, dando il suo contributo di idee. Certo, potrà obiettare “impegni di lavoro”, ma partecipare alla vita politica è una scelta e non un obbligo”.

In conclusione

Aspettiamo con impazienza il nuovo programma politico amministrativo del gruppo ‘Amiamo Ripi’ - lanciano la 'sfida'composto dagli stessi che un anno fa hanno sottoscritto il programma della lista ‘Insieme si può’”.

“Ci facessero sapere i ‘non allineati’ - sferzano - se ancora si riconoscono in quel programma e in quella maggioranza, in caso contrario saremo costretti a spiegare alla cittadinanza chi ha tradito la scelta fatta da tanti elettori che a maggio 2019 ci hanno dato la loro fiducia”.

Una cosa è certa - concludono - Questa Amministrazione non cederà ai ricatti di chi vuole artatamente solo mettersi in mostra, mettendo in conto un eventuale ritorno al voto, che non ci spaventa, ma che bloccherebbe l’ente con inevitabile commissariamento con notevole danno alla cittadinanza”.

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