Roccasecca, l'ampliamento della discarica di Cerreto finisce in Parlamento

L'onorevole Leu, Rossella Muroni, presenta un'interrogazione rivolta ai ministri dell'Ambiente e della Salute. Zimarri: "È tempo di costruire gli impianti per il riciclo e riuso dei rifiuti"

Umberto Zimarri

L’ampliamento della discarica di Roccasecca finisce in Parlamento. È la deputata di Leu, Rossella Muroni, ad interrogare il Ministro dell’Ambiente ed il Ministro della Salute, riguardo la costruzione del V invaso, avanzando numerose perplessità sull’iter progettuale. L’interrogazione parlamentare è frutto di un lavoro di squadra costruito dal basso, portato avanti sul territorio principalmente da Umberto Zimarri, Consigliere Comunale di San Giovanni Incarico e candidato alle ultime elezioni Europee, supportato attivamente da Green Italia, in particolare da Anna Chiara Forte, candidata anch’essa alle elezioni del 26 maggio scorso, ed Annalisa Corrado, portavoce dell’Associazione.

Contrari all'ampliamento della discarica

"Ringrazio l’Onorevole Rossella Muroni per l’interesse verso questo territorio e per l’immensa disponibilità dimostrata nell’ascoltare le ragioni di chi si oppone a questo ulteriore ampiamento – spiega Zimarri. Tenendo ben presenti le distinzioni tra le competenze regionali e statali, la nostra attenzione si è concentrata principalmente sull’elevata fragilità del territorio, sul rischio idrogeologico ad essa connesso, e sull’assenza di studi epidemiologici recenti sulla popolazione limitrofa agli impianti.

L'interrogazione parlamentare

Nel dispositivo si può leggere: “risulta incomprensibile come si possa ampliare una discarica sita in un territorio 'fragile' a rischio idrogeologico e suscettibile di esondazione ma soprattutto in assenza di monitoraggi e specifici studi epidemiologici atti a stabilire con certezza eventuali ricadute sanitarie e ambientali sui residenti e su un territorio sul quale oltre alla discarica, attiva da ben 17 anni, insiste anche un impianto di Tmb.

L’Onorevole Muroni, insiste chiedendo, quali iniziative concrete e immediate, per quanto di competenza, il Governo intenda intraprendere, anche promuovendo una verifica da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, in relazione allo stato della discarica e se alla luce delle criticità evidenziate, il Governo non ritenga di adottare iniziative per la realizzazione, tramite l'istituto superiore di sanità, di un monitoraggio epidemiologico sugli eventuali rischi sanitari della popolazione e del territorio.  Non manca, ovviamente, un riferimento alle normative europee di riferimento del settore che impongono agli stati membri, l’abolizione quasi completa del collocamento in discarica entro il 2030.

Costruire gli impianti per il riciclo ed il riuso

È inammissibile questa gestione anacronistica e inefficiente del ciclo dei rifiuti. I recenti dati Ispra evidenziano una percentuale di raccolta differenziata ferma al 47% nel Lazio quando il testo unico ambientale ci ricorda che avrebbe dovuto raggiungere almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. Serve coraggio per far decollare l’economia circolare anche nella nostra regione: è il tempo di dire no agli ampliamenti eterni delle discariche, è il tempo di costruire, ove non sono presenti, gli impianti per il riciclo e riuso dei rifiuti che, come ha sottolineato il Presidente di Legambiente, devono essere pensati bene, progettati bene, realizzati bene, gestiti bene e controllati bene. C’è bisogno di non perdere altro tempo. I cittadini di Roccasecca, San Giovanni Incarico, Pontecorvo, Colfelice sono esausti e non ne possono più. Continueremo, ovviamente, a monitorare e ad essere presenti con determinazione sull’argomento. Gli ambientalisti non sono quelli anacronistici o peggio ancora quelli contro il progresso: sono quelli che vogliono e pretendono innovazione, giustizia, modernità, coraggio, per muoversi verso l’orizzonte Rifiuti Zero".

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