Roma, “Basta con la Bolkestein, dopo la proroga adesso è necessario estromettere le piccole imprese definitivamente dall’applicazione della direttiva”

Mercoledì 15 marzo a Roma, dalle ore 9 a piazza della Repubblica, manifestazione contro la Bolkestein.

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Mercoledì 15 marzo a Roma, dalle ore 9 a piazza della Repubblica, manifestazione contro la Bolkestein.

Dopo aver ottenuto l’inserimento nel decreto Milleproroghe della scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2018, il tema ora è la fuoriuscita definitiva degli ambulanti dalla Direttiva Bolkestein, sulla quale è stata già avviata una interlocuzione con il Governo e con tutte le forze politiche presenti in Parlamento.

Nei giorni scorsi una delegazione delle associazioni promotrici del movimento “No Bolkestein” in Italia è stata ricevuta dal ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, per un primo esame della problematica. Riteniamo significativa l’apertura che il ministro Calenda ha effettuato circa la volontà del Governo di escludere definitivamente le piccole aziende dall’applicazione della Bolkestein. La proroga è soltanto un primo passo e in ogni caso la guardia va mantenuta alta.

E’ fondamentale dare tranquillità ad un settore fondamentale: sono 20.000 le aziende ambulanti nel Lazio, 30.000 in Campania, 196.000 quelle nazionali. Un settore che, considerando anche l’indotto, conta 1 milione di persone che lavorano, un settore che negli ultimi 4 anni ha fatto segnare un saldo positivo del + 10%. E’ importante sottolineare che alla manifestazione del 15 marzo ci saranno “pezzi importanti” che si sono staccati da altre associazioni di categoria, a dimostrazione che la battaglia che stiamo portando avanti venga apprezzata in maniera trasversale. Una manifestazione che vuole essere di sostegno e di impulso alla trattativa con il Governo affinché assuma con sollecitudine le decisioni che tutto il comparto degli ambulanti attendono con ansia per uscire dalla strettoia della Direttiva Bolkestein.

Tra gli imprenditori del settore la preoccupazione resta per gli effetti che l’applicazione della direttiva Bolkestein avrebbe sul loro futuro, a partire dall’obbligo di partecipazione ai bandi per il rinnovo della concessione alla liberalizzazione dei mercati che dà alle aziende di capitale la facoltà di partecipazione ai bandi stessi con ripercussioni sul piano della concorrenza. Le piccole aziende non hanno la possibilità di concorrere con i giganti europei ed internazionali. Non possiamo sottolineare come ci sembri del tutto innaturale che un’impresa che da anni svolge la propria attività si veda costretta a partecipare a un bando per poter continuare a esercitare la stessa attività.

Ci auguriamo che il Governo valuti ancora una volta con attenzione le esigenze di quanti, operatori, dipendenti e famiglie, gravitano sul commercio ambulante, dando concrete risposte al disagio e al malessere di chi vive la direttiva Bolkestein come un incubo per il futuro della propria attività e dei figli.

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