Roma, Clamorosa denuncia della UILS contro i manifesti e la pubblicità fuori dagli spazi elettorali

Le forze politiche in particolare si impegnano a rispettare..(omissis) Il divieto di affissione dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli appositi spazi destinati a ciò da ciascun Comune, …(omissis) art. 1 L. n. 2012/56 come...

pubblicità elettorale

Le forze politiche in particolare si impegnano a rispettare..(omissis)

  • Il divieto di affissione dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli appositi spazi destinati a ciò da ciascun Comune, …(omissis) art. 1 L. n. 2012/56 come modif. dalla L. n. 130/1975.

Questo si legge nel protocollo d’intesa firmato giorno 11 Maggio in Prefettura da tutti i rappresentanti delle forze politiche in gioco e i rappresentanti delle istituzioni.

Assistiamo ad una situazione imbarazzante che si compie per le strade di Roma, sotto gli occhi disattenti di tutti e sotto quelli forse compiacenti di responsabili istituzionali e tutte le forze politiche.

I mezzi dell’ ATAC sono pieni di cartelloni propagandistici di candidati Sindaci con scritte a caratteri cubitali impossibili da non vedere, impossibili da non notare.

Questo fatto è ancor più grave perché il tema della legalità è stato quello più discusso e condiviso sin dall’inizio della campagna elettorale. Tollerare questa situazione inquieta la serenità dello svolgimento della campagna elettorale, e, fatto non meno grave, dà un ulteriore colpo al senso di legalità percepita da tutti i cittadini romani chiamati alle urne. Non si può tollerare che, in piena campagna elettorale, si alimenti ancora la sensazione di diffusa illegalità e di carenza di vigilanza sulle regole, come se tutto fosse inevitabile e tutto quel che è stato non avesse insegnato nulla.

Sconcertanti, quindi, i silenzi omissivi delle Autorità e delle Forze Istituzionali preposte alla vigilanza e, ancora più sconcertante se possibile, che detti fatti gravissimi vengano consumati con la necessaria partecipazione di aziende municipalizzate che, anziché dare esempio di legalità, di trasparenza e buona gestione, insinuano nell’opinione pubblica il sospetto di comportamenti arbitrari, prevaricatori e illegali.

Tutto ciò non può non assumere maggiore rilevanza, in concomitanza con il processo “Mafia Capitale”, in quanto si compie e si consuma davanti agli occhi di tutti, nel generale non vedere, non voler sapere, non voler sentire.

Evidenziamo altresì il silenzio delle altre forze politiche, pur presenti nella campagna elettorale: non vorremo leggerlo come una sciagurata concertazione volta all’omertà, all’omissivo silenzio ed alla noncuranza della res publica.

Chiediamo quindi pubblicamente, avendo già inviato un esposto al Procuratore della Repubblica Dott. Pignatone, che il Consiglio di Amministrazione dell’ATAC, attraverso il legale rappresentante pro-tempore, fornisca - e si rendano pubblici - i proventi derivanti dall’affissione “mobile selvaggia”; e che i mandatari elettorali forniscano pubblicamente la prova della somma pagata nonché della sua provenienza.

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Nel processo Mafia Capitale la UILS si era costituita parte civile, ma il tribunale ha ignorato la richiesta; ritenevamo che fossero i cittadini la parte lesa più importante e non quelle istituzioni il cui coinvolgimento appare in tutta evidenza.

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