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Roma, la Corte di Giustizia Europea contraria all’esproprio per direttissima in caso di ritardo nel pagamento delle rate del mutuo

Il Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha recentemente trasmesso alla Camera dei Deputati lo Schema di decreto legislativo (Atto del Governo N. 256) recante attuazione della direttiva...

Il Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha recentemente trasmesso alla Camera dei Deputati lo Schema di decreto legislativo (Atto del Governo N. 256) recante attuazione della direttiva 2014/17/UE, tesa ad aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito relativi a beni immobili residenziali. Tuttavia, seguendo il noto proverbio che recita: "Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio", siamo andati a leggere il testo del provvedimento dal quale emergono si palesi tutele, ma non sempre in favore del singolo cittadino che abbia contratto un mutuo, bensì ad esclusivo vantaggio degli Istituti bancari che lo hanno concesso. Infatti, per accelerare il recupero dei crediti inesigibili da parte degli istituti di credito, il Governo ha di fatto cancellato l'articolo 2744 del codice civile, che vieta il cosiddetto "patto commissorio" e cioè "il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore". Il superamento di questo divieto permetterà quindi alle banche di entrare direttamente in possesso dell'immobile, senza passare per la procedura esecutiva e metterlo immediatamente in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario risulti in ritardo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive. Lo prevede esplicitamente l'art. 120 quinquiesdecies che al comma 3 recita: "Le parti del contratto possono convenire espressamente (ponendo in tal modo il consumatore e la banca sullo stesso piano nel negoziare un contratto di mutuo) al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che, in caso di inadempimento del consumatore (il ritardo nel pagamento di 7 rate anche non consecutive, così come definito dall'art. 40 del Testo unico della finanza, ndr) la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene, comporta l'estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all'eccedenza". In tal modo il Governo ha cancellato l'articolo 2744 del Codice Civile, che vieta il cosiddetto "patto commissorio" e cioè "il patto col quale si conviene che, in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore". Il decreto però non si limita ad eliminare il divieto di "patto commissorio", ma dà anche la possibilità alle banche di vendere gli immobili a qualsiasi prezzo pur di recuperare i propri crediti. Per il nostro Codice Civile, dunque, il patto commissorio è una clausola vessatoria in un contratto ipotecario e per questo deve essere considerato nullo. La norma, inoltre, è iniqua, in quanto il mutuatario e la banca non possono essere messe sullo stesso piano, soprattutto quando parliamo dell'acquisto di un immobile. In questo tipo di contratto, il creditore è un soggetto che merita una tutela specifica. Ma in soccorso del contraente mutuatario è giunta la Corte di Giustizia Europea, Istituto che si mostra sempre più attento alle esigenze dei cittadini comunitari. La sentenza del 18 febbraio 2016 recita chiaramente: "Il giudice deve rilevare d'ufficio le clausole vessatorie ed è tenuto a bloccare l'esecuzione forzata e la vendita all'asta, in qualsiasi fase si trovi". I Giudici Ue hanno pertanto stabilito che l'eventuale presenza di clausole abusive inserite dalla banca nel contratto di finanziamento (cosiddette clausole vessatorie) deve essere rilevata dal giudice d'ufficio, anche in mancanza di apposita richiesta della parte mutuataria. Inoltre, detta rilevazione può avvenire in qualsiasi fase del procedimento, dall'iniziale istanza di decreto ingiuntivo alla fase ultima, quella della vendita forzata con l'asta. Secondo la Corte il Giudice ordinario, in ogni stato dell'Unione Europea, è tenuto quindi ad annullare gli effetti di quei mutui che contengano clausole vessatorie. E' nostro auspicio che il Parlamento sappia ristabilire i diritti del cittadino che abbia contratto un prestito bancario; diritti basati sulla serietà, equità e trasparenza così come espressamente sentenziato dalla Corte di Giustizia Europea.

GIORGIO DE ROSSI
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