Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Roma, Rai: zingaretti, ‘con Roma non scherziamo no a sottrarci professionalità e uffici’

“Anche io ho chiamato il Direttore Generale della Rai Campo dall'Orto e lo ringrazio per la chiarezza e la disponibilità. Con la Capitale non scherziamo.

"Anche io ho chiamato il Direttore Generale della Rai Campo dall'Orto e lo ringrazio per la chiarezza e la disponibilità. Con la Capitale non scherziamo. E' di tutti e al mio amico sindaco Sala, che giustamente promuove la sua città, dico: competizione per sviluppare proprie vocazioni non per sottrarci professionalità e uffici". Lo scrive in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

SANITA; ABBRUZZESE (FI): HO SCRITTO A ZINGARETTI, D'AMATO E MACCHITELLA IN MERITO A CRITICITA' REPARTO PEDIATRICO SAN RAFFAELE

"Ho scritto una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al responsabile della cabina di regia per le politiche sanitarie regionali Dr. Alessio D'AMATO e al Al Commissario Straordinario ASL Frosinone Dr. Luigi MACCHITELLA in merito alle criticità del reparto Pedriatico della clinica San Raffaele di Cassino". Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Forza Italia del Lazio, Mario Abbruzzese.

E' opportuno ricordare che il reparto pediatrico del San Raffaele di Cassino, eroga da anni un percorso riabilitativo a bambini portatori di varie disabilità, abbracciando un territorio di utenti che va oltre la provincia di appartenenza.

Anni di esperienza, cura e dedizione ne fanno un polo di eccellenza; eppure, da qualche tempo tutto rischia di venir meno. Da novembre dello scorso anno, infatti, nel reparto de quo non c'è un neuropsichiatra infantile, figura professionale necessaria fondamentale, sia per la diagnosi, che per il trattamento terapeutico dei piccoli pazienti, sia per la firma dei progetti riabilitativi.

La struttura ospedaliera ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la ricerca della figura, ma ad oggi nessuno ha risposto al bando per mancanza dei necessari requisiti.

Nel frattempo si assiste alla chiusura dei progetti formativi in scadenza e all'impossibilità di autorizzare nuovi ingressi. Se si pensa che i bambini in cura erano 115, ci si rende conto delle grandi difficoltà che sta generando questo vuoto. Parliamo di diagnosi che vanno dallo spettro dell'autismo, all'autismo, ai ritardi di linguaggio e a sindromi rare. I progetti riabilitativi posso coprire da un minimo di due ore ad un massimo di sei trattamenti a settimana. Giova ricordare che nel momento in cui il progetto non viene rinnovato la terapia deve proseguire comunque e, non tutte le famiglie, possono permettersi di sostenere privatamente costi molto elevati. Invece, per chi ancora resta legato al progetto, iniziano i disagi legati alla riorganizzazione interna del reparto, generata dai progetti chiusi con relativo spostamento delle ore di trattamento, ciò ad anno scolastico avviato, e quindi con un sostegno già programmato, e relativa riorganizzazione del menage familiare.

Pertanto, pur apprezzando gli sforzi compiuti fino ad oggi dalla Dirigenza del San Raffaele per ipotizzare delle soluzioni, ad oggi il problema rimane.

Per ovviare alla mancanza di questa qualificata figura professionale del neuro psichiatra infantile, ritengo che una convenzione diretta con gli specialisti non si possa fare perché si creerebbe un conflitto tra controllore e controllato.

Di contro, data l'eccezionalità legata alla necessità di assicurare un servizio importante che coinvolga mamme e bambini, si potrebbe ipotizzare una convenzione regionale straordinaria, di fatto una deroga, calata sulla ASL, con le caratteristiche della integrazione pubblico/privato (i medici a carico della ASL, il resto a carico del San Raffaele, senza penalizzazioni di sorta sulla retta).

Per tutto quanto espresso nelle premesse, si chiede un VsHo richiesto dunque un intervento ai fini autorizzativi, per consentire alle famiglie di continuare a fruire di questo servizio tanto prezioso per i propri figli.

SANITA', SIMEONE (FI): "ZINGARETTI VOLTA LE SPALLE AI PRECARI DELLA ASL DI LATINA. NOI RESTIAMO AL LORO FIANCO PER OGNI INIZIATIVA"

"Sulla mancata stabilizzazione dei precari della Asl di Latina la Regione si volta dall'altra parte. Questa la risposta ottenuta, per voce dell'assessore Buschini, all'interrogazione urgente che ho presentato per chiedere al presidente Zingaretti, che non si è neanche degnato di venire in aula nonostante l'importanza del tema trattato, di mettere in atto, con estrema urgenza, ogni azione e provvedimento per fare in modo che i precari della Asl di Latina, e delle altre Asl del Lazio, vengano ammessi, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali, ammessi alle procedure di stabilizzazione con riserva ex art 1, comma 543 della legge 208/2015, al processo di stabilizzazione da cui sono stati illegittimamente ed ingiustamente esclusi. Ci aspettavamo un atto di forza e di coraggio. Ci aspettavamo che la vita, il futuro e l'impegno che i 565 tra medici, infermieri e tecnici della Asl di Latina hanno profuso in oltre dieci anni avessero il giusto riconoscimento da parte di chi oggi governa questa Regione. Con profondo rammarico siamo stati delusi. Ed è vergognoso perché a Zingaretti non abbiamo solo sollevato un problema ma abbiamo fornito anche tutti gli strumenti per rimediare al pasticcio che si è creato tra la normativa nazionale e quella regionale. Quest'ultima afferente ad un contesto particolare i cui presupposti oggi sono venuti meno. Basterebbe dire che i provvedimenti assunti a suo tempo dalla Regione non trovano applicazione in forza della lex specialis, la legge 208 del 2015 emanata dal Governo, e solo per le finalità perseguite dalle norme nazionali speciali. Noi la voteremmo immediatamente, senza se e senza ma. Lo dobbiamo a tutti coloro che con enormi sacrifici in oltre dieci anni hanno garantito ai cittadini di avere assistenza e ai nostri ospedali personale adeguato al mantenimento dei Lea. Lo dobbiamo ai circa 600 professionisti a cui l'indifferenza di Zingaretti, e della maggioranza di centrosinistra, stanno precludendo il futuro condannandoli nel limbo dell'incertezza e della precarietà. Lo dobbiamo a tutti coloro senza i quali gli ospedali della provincia di Latina chiuderanno se i contratti non saranno stabilizzati. In discussione non ci sono i requisiti c'è la vita delle persone. Il tempo dei vediamo, dei pensiamo è scaduto. Il tempo che resta a Zingaretti è quello necessario a consumare una miccia che è accesa, che passa per la decisione dell'ordine dei medici di portare gli atti in Procura, per lo sciopero, annunciato oggi anche a mezzo stampa, dei precari che hanno avviato un'azione legale contro questa palese ingiustizia, che passa per la sicura interruzione dei servizi primari di assistenza agli incolpevoli cittadini. Gli animi dei precari non devono, come abbiamo appreso dalla stampa, essere placati. Va risolto il problema con una risposta vera. Se questa risposta non arriverà la polveriera su cui Zingaretti è seduto scoppierà. Non stiamo chiedendo troppo. Se garantire il futuro di 565 tra medici, infermieri e tecnici è chiedere troppo, allora siamo proprio fuori dal mondo. Restiamo al fianco dei precari pronti a combattere al loro fianco con ogni mezzo perché il loro diritto alla stabilizzazione sia rispettato e subito". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

SKY, BONAFONI (SI - SEL)): "CHIESTA CONVOCAZIONE COMMISSIONE PLURALISMO INFORMAZIONE"

"In merito alla chiusura della sede romana di Sky, abbiamo chiesto al presidente della Commissione regionale sul pluralismo dell'informazione, di convocare quanto prima una seduta con i rappresentanti di Sky, i sindacati e l'assessorato competente, alla presenza del Corecom.

La vicenda, che sta coinvolgendo oltre 400 dipendenti della sede romana, non può che destare preoccupazione per le ripercussioni sul tessuto produttivo di Roma e del Lazio, per le ricadute occupazionali e per l'impatto sulla vita di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Il piano, tra l'altro, così come presentato dall'azienda, porterebbe allo sradicamento del telegiornale che fin dalla prima edizione nel 2003 è andato in onda da Roma e che proprio nella Capitale ha costruito la propria credibilità nel panorama informativo italiano.

Lo scorso ottobre il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una legge sull'informazione e sulla comunicazione che prevede, tra l'altro, la convocazione tempestiva di un tavolo di consultazione proprio nei casi di crisi occupazionale. Riteniamo sia questo il momento di farlo funzionare". E' quanto afferma la consigliera regionale di Si - Sel, Marta Bonafoni.

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